Bologna
IN UN CLIMA di grande concentrazione la Conad Bologna sta preparando il delicato impegno di domenica a Jesi. Con una vittoria la formazione allenata da Markovski rimane in corsa per conquistare un posticino nei playoff, mentre con una sconfitta la strada si ridurrebbe a un inerpicato sentiero di montagna e realisticamente l’unico vero e reale obiettivo della Biancoblù diventerebbe quello di battere Sant’Antimo al PalaDozza per garantirsi la permanenza al campionato di LegaDue anche per la prossima stagione.
«Il nostro obiettivo deve essere duplice — spiega Brett Blizzard — da una parte dobbiamo conquistare la salvezza, dall’altra vogliano puntare ai playoff. Le due cose non si escludono ma dobbiamo essere motivati e pensare a vincere più gare possibili, solo in questo modo possiamo toglierci delle soddisfazioni».
Completamente rivoluzionata, nell’ultimo mese la Conad ha ottenuto lo stesso numero di vittorie dell’interno girone d’andata. Con questo ruolino di marcia l’ennesima pausa del campionato poteva non essere opportuna, invece, anche per consolidare un po’ gli equilibri, potrebbe non essere stato così negativo fermarsi e allentare i ritmi.
«Dopo questa striscia positiva, ognuno di noi non vede l’ora di tornare in campo. In realtà, comunque, queste due settimane di allenamenti ci servivano per tirare il fiato e provare a reinserire nel gruppo Robert Hite, dopo il suo infortunio. Questo è un buon momento per noi e la squadra può fare bene da qui alla fine della stagione».
PER QUELLO che si è visto in campo la vera ventata di novità l’ha comunque portata Yango: rispetto a Dimsa più chili e più esperienza al servizio della squadra.
«Gli arrivi di Yango e Hite ci hanno reso una squadra più completa, più competitiva e con una miglior confidenza con la partita e con più opzioni offensive. Con questi innesti abbiamo a disposizione un maggior numero di soluzioni in attacco a seconda del tipo di avversario da affrontare».
Se si esclude Chiarini che ha avuto un lieve problema al ginocchio, ma che già oggi dovrebbe riprendere ad allenarsi senza problemi, per il resto la squadra sta lavorando al gran completo per la gara di domenica a mezzogiorno. Solo Hite prosegue nel suo lavoro differenziato anche se lo staff medico da un giorno all’altro potrebbe dare il definito via libera perché torni ad aggregarsi con il resto del gruppo. Markovski conta di provarlo nella parte finale della settimana per poi decidere se convocarlo nei dodici che scenderanno in campo a Jesi, oppure se dare ancora spazio a Gregor Hafnar per quella che dovrebbe poi essere l’ultima sua apparizione con la maglia della Conad.
Massimo Selleri
Un super Rajon Rondo aiuta i Celtics a superare l’ostacolo Knicks dopo un overtime, mettendo a referto una tripla doppia da 18 punti, 17 rimbalzi e 20 assist, nettamente penalizzato dalla serata no al tiro (7/20 dal campo). Nonostante una partenza razzo, i Celtics vengono subito rimontati da New York con Baron Davis in cabina di regia, addirittura gli ospiti spingono fino al +12 a metà secondo quarto, ma Rondo e Bass rimettono in carreggiata Boston. Paul Pierce (34 punti per lui) nel terzo quarto guida i suoi nell’allungo, ma la corsa dei Celtics si ferma fino al +8. Nel quarto finale i Knicks provano a rimontare, ma una tripla di Allen riporta Boston sul +8, poi 6 punti di Lin e 6 punti di Anthony permettono ai Knicks di riportarsi avanti. Nei secondi finali il 2/2 ai liberi di Novak dà il +3 agli ospiti, ma una tripla di Pierce a 5” dalla fine condanna le due squadre all’overtime, dove con 5 punti di Rondo e 5 punti di Allen i Celtics mettono in cascina una vittoria fondamentale in ottica playoff.
Punti: Pierce 34, Rondo, Garnett, Bass 18; Anthony 25, Stoudemire 16
Rimbalzi: Rondo 17, Garnett 10; Chandler 14, Stoudemire 10
Assist: Rondo 20; Davis 7
Los Angeles Lakers – Miami Heat 93-83
L’assenza di Chris Bosh pesa per Miami, che incassa la seconda sconfitta consecutive, contro dei Lakers col dente avvelenato e in rampa di lancio. 33 punti di Bryant e un’ottima difesa da parte di World Peace sono lo chiavi della vittoria dei gialloviola, che sin dall’inizio del match provano a mettere la quarta. Nella prima frazione Bryant segna 18 punti, 2 in meno degli Heat, e i Lakers si portano avanti di 8 alla prima sirena. Miami riesce a prendere le contromisure con l’ingresso di Battier, ma non cambia la sostanza, anzi i padroni di casa riescono ad aumentare il vantaggio. Con un Wade poco ispirato, ci vuole il miglior Lebron James per tirare su Miami, ma il massimo che riescono a produrre gli ospiti è una rimonta fino al -2, annullata subito dai canestri di Bynum e World Peace. Wade esce anzitempo dal parquet per falli, e Miami riuscirà solo parzialmente a riavvicinarsi ai Lakers, che portano a casa la terza vittoria di fila.
Punti: Bryant 33, World Peace 17; James 25, Wade 16
Rimbalzi: Bynum 13, Gasol 10; James 13
Assist: Blake 6; James 7
Toronto Raptors – Golden State Warriors 83-75
Dopo una prima metà di gara in cui sembravano poter sbancare l’Air Canada Center, i Warriors spariscono, lasciando a Toronto una vittoria che dà ossigeno ad una squadra apertamente in crisi. 16 punti di David Lee nella prima metà di gara guidano i californiani al +9 con cui si dirigono verso l’intervallo lungo, ma già nel terzo quarto i canadesi si riavvicinano, mettendoci più intensità e dominando a rimbalzo. Nel quarto finale, un parziale 13-4 permette ai Raptors di superare gli avversari e di allungare, e nonostante un Monta Ellis ispirato, i minuti finali sono una sagra degli errori al tiro per gli ospiti.
Punti: Derozan 25, Barbosa 18; Lee 22, Ellis 20
Rimbalzi: A. Johnson 13, J. Johnson, Davis 12; Lee 12, Rush 9
Assist: Bayless, Derozan, J. Johnson 4; Ellis 7
Charlotte Bobcats – New Jersey Nets 101-104
Una sfida non certo d’élite quella della Time Warner Cable Arena di Charlotte, dove i Bobcats registrano al 13 sconfitta stagionale (trentunesima complessiva), allungando la striscia di sconfitte consecutive a quota 5. New Jersey può godere del franchise record di Deron Williams, che mette a segno 57 punti tirando 16/29 dal campo e facendo percorso netto dalla lunetta con 21 libberi realizzati su 21 tentativi. Parte benissimo Charlotte, che tocca il +7 nel primo quarto e addirittura il +16 nel secondo con i canestri di Brown e Augustin, ma Deron Williams praticamente da solo riesce a tenere testa agli avversari. I Nets raggiungono i Bobcats già nel terzo quarto, per poi allungare fino al +7 nella frazione conclusiva, Charlotte ha una reazione d’orgoglio e si porta sul -2 con una tripla di Augustin a 1’ 45” dal termine, e nel finale i Nets rischiano di sprecare un altro allungo. Williams porta New Jersey sul+7 a 20” dal termine, ma una palla persa da Williams e 5 punti in 17” da parte di Maggette riaprono la contesa. Brooks ai liberi fa 1/2, e allo scadere Augustin non mette la tripla del possibile overtime.
Punti: Maggette 24, Henderson 15; Williams 57
Rimbalzi: Maggette 7; Humphries 13
Assist: Diaw 8; Williams 7
Philadelphia 76ers – Chicago Bulls 91-96
Chicago approfitta del periodo no di Miami per allungare la sua striscia di vittorie e riportarsi in testa alla Eastern Conference, vincendo a Philadelphia una partita equilibrata, ma che nel finale ha visto prima l’affondo dei Bulls, e poi la mini rimonta dei padroni di casa. È il solito Rose a trascinare i Bulls già con 13 punti nel primo quarto, ma i Sixers si confermano una squadra solida, e rimangono a contatto alla prima sirena, trovando anche il +8 nel secondo quarto con Iguodala. Rose e Hamilton guidano nel terzo quarto la rimonta degli ospiti, e nel quarto finale con le triple di Deng e Rose Chicago tocca la doppia cifra di vantaggio. Sul +13 Chicago sembra aver messo la vittoria in cassaforte, ma Young trascina i Sixers sino al -2 a 1’ 38” dalla fine. Nonostante qualche brivido i Bulls tornano da Philadelphia con la vittoria grazie al 3/4 finale dalla lunetta di Noah.
Punti: Young 17, Holiday 16; Rose 35, Boozer 13
Rimbalzi: Brand 13; Noah 18
Assist: Williams 7; Rose 8
Houston Rockets – Los Angeles Clippers 103-105 (ot)
Houston non riesce a chiudere la mini serie negativa, ora di tre sconfitte consecutive, e dopo un overtime deve cedere il passo in casa ai Clippers, che dal canto loro ritrovano la vittoria e non scendono dal treno delle teste di serie. Nonostante il periodo nero, i texani mantengono la settima piazza, in piena zona playoff, e questa sconfitta potrebbe risultare meno pesante del dovuto. Match equilibratissimo, ma che aveva visto partire meglio i padroni di casa, grazie ai canestri di Martin e Dalembert. I Clippers riagguantano Houston sin dall’inizio del secondo quarto con un canestro di Bledsoe, ma le triple di Martin e Lee riportano Houston a due possessi di vantaggio. Nel terzo quarto regna l’equilibrio, e nel quarto finale Paul prova a dare la scossa ai losangelini, guidandoli sul +6, ma Houston resta a contatto, e l’1/2 ai liberi di Dalembert nei secondi finali porta le due squadre al supplementare, dove sono decisive le 2 palle perse di Martin e il suo 0/4 al tiro.
Punti: Martin 25, Dalembert 17; Paul 28, Foye 15
Rimbalzi: Scola, Dalembert 12; Griffin, Jordan 11
Assist: Martin 8; Paul 10
Phoenix Suns – Sacramento Kings 96-88
In una stagione poco esaltante torna a fare la voce grossa Phoenix, che contro Sacramento ottiene la terza vittoria consecutiva e si avvicina ad una ottava piazza che sembrava essere ampiamente fuori portata poche settimane fa. Ancora una volta Nash & co. hanno bisogno di una rimonta per portare a casa la vittoria, con Sacramento che già nel primo quarto aveva toccato il +9 grazie ai canestri di Thornton. Nel secondo quarto Thomas porta i Kings sulla doppia cifra di vantaggio, ma già qui i padroni di casa abbozzano una prima rimonta, chiudendo sul -5 alla seconda sirena. La rimonta si completa dopo l’intervallo col 4/4 ai liberi di Frye, e un parziale 9-0 permette ai Suns di allungare. Outlaw riporta in carreggiata Sacramento, che chiude il terzo quarto sopra di un punto, ma l’ultimo quarto è interamente di marca Suns. Due triple di Brown e una di Dudley segnano pesantemente il parziale 11-1 con cui Phoenix confeziona la fuga, ma per oltre 4 minuti i Suns non trovano più il canestro, e Sacramento riduce lo svantaggio ad un solo possesso. Una tripla di Nash scuote Phoenix, e nel finale i canestri di Hill e Dudley mettono in ghiaccio la partita.
Punti: Nash 19, Gortat, Dudley 14; Thornton 21, Evans 17
Rimbalzi: Gortat 17, Frye 10; Cousins 14
Assist: Nash 7; Evans 6
San Antonio Spurs – Denver Nuggets 94-99
Continua l’emergenza per Denver, ma nonostante ciò i Nuggets espugnano Fort Alamo, ottengono la terza vittoria consecutiva e restano saldamente agganciati al treno playoff. Gli Spurs, alla terza sconfitta nelle ultime 5 partite, vedono avvicinarsi sempre più Clippers e Lakers, pronte ad insidiarli per la seconda piazza. Ty Lawson si carica i suoi sulle spalle, e chiude ad un solo rimbalzo dalla tripla doppia, mentre agli Spurs non bastano i 25 punti di Parker e il rientro di Manu Ginobili. Denver parte a razzo, toccando il + 11 dopo pochi minuti con 7 punti di Afflallo, e neanche le bombe di Bonner e Ginobili riescono a stordire i Nuggets, che chiudono il quarto sopra di 8 lunghezze. Continua a colpire dall’arco San Antonio nel secondo quarto, stavolta con Neal, ma Denver registra addirittura il massimo vantaggio con il +16 firmato Miller. Un parziale 10-0 con protagonisti Parker e Leonard riporta i texani a contatto, ma i Nuggets riescono a mantenere il vantaggio all’intervallo lungo, anche se solo di 4 lunghezze. Al rientro in campo gli Spurs raggiungono la parità, ma Denver non si perde d’animo e allunga sul +7 con Harrington e Faried. Una tripla di Ginobili riporta i padroni di casa sotto di due possessi, e Denver mantiene questo vantaggio fino alla fine del quarto. Una tripla di Jefferson e un canestro di Ford lasciano presagire una possibile rimonta Spurs, ma i Nuggets tengono bene e rispondono con le triple di Lawson e Afflallo, mantenendosi sempre a due possessi di vantaggio. Duncan porterà i suoi sul -1 a 30” dalla sirena, ma 4 punti di Lawson e le triple sbagliate da Neal chiudono il match, consegnando la vittoria agli ospiti.
Punti: Parker 22, Duncan 14; Lawson 22, Harrington 16
Rimbalzi: Duncan 9; Lawson 9
Assist: Parker 7; Lawson 11
Benedetto Giardina
BENETTON TREVISO-NOVIPIU’ CASALE 66-63
(12-19; 30-38; 50-53)
BENETTON TREVISO: Ortner 14 (6/10), Mekel 11 (4/7, 0/1), Becirovic 4 (0/3, 0/1), Goree 9 (3/6, 1/1), Bulleri (0/3 da 2), De Nicolao 8 (1/3, 2/2), Thomas 8 (3/8, 0/3), Gaspardo ne, Masocco ne, Cuccarolo, Moldoveanu 3 (0/1, 1/2), Viggiano 9 (2/4, 1/4). All. Djordjevic
NOVIPIU’ CASALE: Malaventura 4 (2/4, 1/2), Hukic 6 (0/2, 2/5), Pierich 8 (2/3, 1/3), Martinoni ne, Chiotti 4 (2/4, 0/1), Temple 12 (3/9, 2/7), Stevic 11 (5/7), Di Prampero, Ferrero 2 (0/1 da 3), Shakur 4 (1/3, 0/4), Minard 12 (5/10, 0/1). All. Valentini
Un finale sfortunato e disgraziato cancella la positiva prestazione della Junior, a lungo avanti al Palaverde di Treviso ma con la pistola scarica nel minuto finale, quello in cui si sono decise le sorti del match. Novipiù che alle assenze annunciate di Nnamaka e Janning, ha dovuto fare a meno di Gentile, fermo per un'infiammazione all'alluce e sul più bello ha perso per infortunio il suo giocatore più incisivo, Stevic.
Consueto buon avvio casalese. La serata è aperta dall'effervescenza della coppia Hukic-Temple, mentre la difesa si fa sentire su tutti i big della Benetton. Il più pimpante dei locali è l'austriaco Ortner, fino alla splendida stoppata di Chiotti che permette al neo-nazionale azzurro di prendere a sua volta fiducia. Dopo pochi minuti, il primo bivio della partita: Shakur esce per due falli e in contemporanea dalla panchina verde entra Becirovic. La Junior reagisce da squadra, e con la regia 'in cooperativa' del trio Minard-Malaventura-Temple costruisce un break importante: 7-0 rossoblu nell'ultimo minuto, vantaggio di 12-19 difeso fino alla prima sirena anche dal giovanissimo Di Prampero bravo a contenere De Nicolao.
La Novipiù riesce a tenere la partita sui binari preferiti: tanta buona difesa e attacco reso più imprevidibile grazie all'esperienza e alla fisicità di Minard (per l'americano primo tempo da 6 punti, 5 falli subiti, 3 recuperi e 3 assist in 14'). Sotto 14-23, Treviso risale la corrente con una scossa emotiva provocata da Mekel e Viggiano. Ma grazie a due assist di Shakur la Junior riesce a riorganizzarsi in fretta e a trovare una risposta adeguata. Nove punti in tre attacchi, Ferrero provoca il terzo fallo di Becirovic e allunga il parziale: 30-38 rossoblu al 20'.
Al 32' altro snodo della partita: terzo fallo di Chiotti (un inusuale tecnico per proteste dopo un contatto con Ortner), capitalizzato al meglio da Treviso che torna in vantaggio. Casale brava a cancellare subito gli spettri del terzo periodo di Milano, grazie all'asse slavo Hukic-Stevic: una Junior da combattimento, che macina gioco e sputa sangue a rimbalzo offensivo. Con i quattro piccoli si gira 50-53 alla penultima sirena, grazie alla griffe di Malaventura con un mortifero palleggio-arresto-tiro.
Novipiù sempre avanti con grinta e cervello, sospinta da un onnipresente Stevic; merito di De Nicolao se Treviso rimane in gioco. Esaurita la vena offensiva, Temple si ricicla da grande stopper. Altro momento chiave del match: la 'rubata' con contropiede solitario di Stevic che si invola a schiacciare si trasforma in una palla persa e infortunio al ginocchio per l'mvp casalese. Un'autentica mazzata che Casale prova orgogliosamente a metabolizzare. 60-63 rossoblu, tripla di Hukic sputata beffardamente dal ferro; sull'orlo del baratro, Treviso riscrive il finale della gara: tutto merito di un attivissimo Mekel che pareggia i conti e poi, sull'ultimo attacco di Temple per il potenziale pareggio o sorpasso rossoblu, ruba palla e schiaccia il 66-63 finale.
--
Alessandro Spinoglio
Ufficio Stampa
A.S. Junior Casale
Cleveland Cavaliers @ Washiongton Wizards 98-101
i Washington Wizards si sbarazzano dei Cavs a domicilio grazie ad una super-prova della coppia di guardie composta da John Wall e Jordan Crawford. Il primo domina la gara per tre quarti, mettendo a segno 24 punti, con 5 assist ed altrettanti rimbalzi; il secondo (31 punti) risulta decisivo soprattutto nel finale, quando piazza la tripla che fa pendere la bilancia dalla parte dei suoi (5/11 da tre); da segnalare anche la prova di sostanza di McGee sotto canestro (12 rimbalzi e 4 stoppate, oltre ai 9 punti). Dall'altra parte, Cleveland è trascinata dall'ispiratissimo ex Antawn Jamison, autore di una prova da 29 punti e 9 rimbalzi; 20 punti e 6 assist per Irving, che sembra aver sciolto ogni nodo riguardo la questione Rookie of the Year.
Oklahoma City Thunder @ Atlanta Hawks 90-97
Dopo due vittorie consecutive, i Thunder perdono inaspettatamente ad Atlanta. A far cadere Durant e compagni, ci pensa soprattutto un incontenibile Josh Smith, all-around in grado di segnare in schiacciata, di potenza (chiedere a Serge Ibaka), ma anche da tre o in penetrazione: per lui, alla fine, 30 punti e 12 rimbalzi; ottima anche la prova di Pachulia, sotto i tabelloni (14 rimbalzi, con 10 punti); assente Johnson, a sostenere l'attacco di Atlanta è Teague (16 punti) assieme a Pargo che, dalla panchina, offre risorse inaspettate in uno dei momenti cruciali della gara (8 punti con 2/4 da tre). Ai Thunder non bastano i 35 punti di Durant (anche 8 rimbalzi) ed i 25 di Westbrook; è in partite equilibrate come questa che, forse, Oklahoma City palesa la mancanza di un'alternativa offensiva, magari sotto canestro. Ibaka firma 10 punti, ma non giocatore in grado di costruirsi un tiro da solo, mentre Perkins (2) non è un realizzatore.
Milwaukee Bucks @ Orlando Magic 98-114
I Magic risolvono solo nel finale la grana-Bucks, al termine di una partita spinosa e complicata. 28 punti e 14 rimbalzi per Dwight Howard, ma chi spacca la partita è Hedo Turkoglu (16 punti e 9 assist) che segna un paio di canestri fondamentali, risultando decisivo; 18 e 16 punti per Jason Richardson e Ryan Anderson, mentre completa il quadro Nelson con 10 assist (8 punti). Milwaukee è trascinata da Jennings (27 punti, 5 assist, male l'1/5 da tre), ben supportato da Ilyasova (18 punti, poco incisivo sotto canestro con solo 7 rimbalzi). La stagione dei Bucks è stata senza dubbio condizionata dall'assenza di Bogut, assenza che si fa sentire maggiormente quando dall'altra parte c'è un giocatore come Howard che difficilmente può essere arginato.
Detroit Pistons @ Memphis Grizzlies 83-100
Ordinaria amministrazione per i Grizzlies, che battono a domicilio i Detroit Pistons. nessuno oltre i venti punti, ma ben sette uomini in doppia cifra per Memphis che i suoi leader offensivi in Gasol e Mayo, entrambi 17 punti (per il primo anche 9 rimbalzi, per il secondo 4/5 da tre), seguiti da Speights (16+7) e Rudy Gay (15 punti con 1/1 da tre e 2/2 ai liberi). Il rammarico, per Memphis, è senza dubbio rappresentato dall'aver giocato, fino a questo punto, senza un elemento fondamentale come Randolph, soprattutto in considerazione del fatto che i playoff 2011 sono stati giocati senza Gay. Per i Pistons, si fanno vedere Stuckey (20 punti) e Greg Monroe (14+11). Nonostante la sconfitta (onorevolissima), continua il momento positivo di Detroit che sembra aver, finalmente, trovato un suo equilibrio costituito soprattutto dal nucleo di giovani composto da Knight, Stuckey e Monroe, cui vanno aggiunti Maxiell e Jerebko: con un paio di senatori (ad esempio Prince) e qualche innesto azzeccato, i Bad Boys possono tranquillamente tornare a dire la loro in breve tempo.
Indiana Pacers @ New Orleans Hornets 102-84
Nella partita che vedeva il ritorno a casa di David West, i Pacers sconfiggono facilmente gli Hornets, proprio grazie ad una prova da 14 punti e 13 rimbalzi dello stesso West che realizza, così, la classica prestazione dell'ex; top scorer di Indiana, però, è Danny Granger, autore di una prestazione da 20 punti con 4/7 dalla lunga distanza; 10 rimbalzi per Hibbert (solo 4 punti), doppia doppia, dalla panchina, per Amundson (11+10). per gli Hornets poco da segnalare, se non i 18 punti di Jarret Jack ed i 15 di Belinelli (2/6 da tre).
Utah Jazz @ Dallas Maveriks 96-102
Vittoria abbastanza in scioltezza per i padroni di casa, che ritrovano Dirk Nowitzki dopo che un problema alla schiena non gli aveva permesso di prendere parte alla partita precedente, contro gli Hornets. E che Nowitzki: 40 punti in 29 minuti, con 3/8 da tre, anche anche 9/10 dalla lunetta; l'atro Mav in doppia cifra è Terry, che firma 22 punti, come sempre, uscendo dalla panchina; per i Jazz, si fanno notare Millsap (24 punti) e la doppia doppia di Jefferson (fatta col minimo indispensabile: 11+10); 27 punti in due per Miles e Favors, dalla panchina.
Minnesota Timberwolves @ Portland Trail Blazers 122-110
Con uno stratosferico Kevin Love, i T-Wolves espugnano il Rose Garden e raggiungono il 50% in classifica (19-19). Love ci prende sempre più gusto da tre e fa 5/8, per un totale di 42 punti, conditi da 10 rimbalzi, giusto per non farsi mancare la doppia doppia, che è la sua specialità; 6 punti e 12 assist per Rubio, mentre Webster e Derrick Williams aggiungono sostanza dalla panchina con, rispettivamente, 21 e 15 punti (per il primo anche 8 rimbalzi e 2 stoppate). I Blazers rispondono con tre uomini oltre i venti punti: Gerald Wallace (25+14), Batum (29), Crawford (23, 3/5 da tre) e, stranamente, fra questi non c'è Aldridge, che si ferma a 14+7. Da sottolineare che la serata di Portland non era iniziata nel migliore dei modi, visto l'infortunio che ha costretto Camby a giocare solo 8 minuti e mezzo.
Luigi Malfettone
Angelico Biella-Fabi Shoes Montegranaro 63-73
(18-17, 31-41; 37-53)
Biella: Coleman 15, Soragna 4, Pullen 23, Miralles 10, Dragicevic 6; Jurak 5, Laganà 0, Lombardi 0, Chessa 0. N.E.: Minessi, Rossi, Magarity. All.: Cancellieri.
Montegranaro: Karl 4, May 12, Zoroski 10, Di Bella 7, Ivanov 14; Nicevic 4, Mazzola 11, Mcneal 11. N.E.: Perini, Piunti. All.: Valli.