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La BpMed sale in cattedra nel momento più importante ed affonda Matera 77-69 dinanzi al primo cittadino.
BpMed Napoli più forte di Matera e degli infortuni. La formazione di Maurizio Bartoccia abbatte la Bawer 77-69 senza gli infortunati Lenardon e Iannilli (in panchina solo per onor di firma), ovvero senza l’asse play-pivot che nel basket di una volta costituiva il nucleo di una squadra. Una vittoria ottenuta davanti a un ospite d’eccezione, il sindaco di Napoli Luigi De Magristris. Gli azzurri vendicano così la sconfitta subita all’andata in terra lucana, nessuno in questo campionato ha battuto per due volte gli azzurri. Il primo quarto corre via sui binari dell’equilibrio. Nunzio Sabbatino prende il posto in quintetto di Lenardon, Rotondo fa le veci di Iannilli, ma il protagonista dell’avvio è Nelson Rizzitiello che nel 11-2 dei primi 5′ mette dentro 7 punti. Coach Ciccio Ponticiello (per cinque stagioni alla guida di Sant’Antimo), chiama timeout, carica i suoi e riceve risposte importanti da Vico (altro ex Sant’Antimo) e Lagioia, che riportano la Bawera contatto a fine primo quarto (16-11). Si procede sullo stesso piano tattico anche in un secondo quarto dove Bernardo Musso inizia a salire di colpi in maniera esponenziale, ma gli ospiti si tengono a galla con le iniziative di un positivo Pierluigi Aprea (8 partite in A con la NSB Napoli). All’intervallo lungo si va con Napoli avanti 37-32, ma i lucani partono a razzo nel terzo parziale e con una tripla dell’esperto Grappasonni trovano il primo vantaggio (44-45) della partita. La BpMed soffre e si affida a Musso che la tiene a contatto 49-51 al 30′. Gli azzurri cambiano marcia negli ultimi dieci giri di lancette piazzando un micidiale 13-0 caratterizzato da tanta difesa e dai canestri di capitan Gatti. Napoli conduce 62-51 al 35′, Matera prova a reagire con Cantagalli, ma Musso e Rizzitiello mettono le olive nel martini respingendo al mittente i tentativi di rimonta degli ospiti, che devono alzare bandiera bianca. Finisce 77-69. Musso ne mette 24 confermandosi capocannoniere del torneo, 16 sono i punti di Rizzitiello, 13 per Gatti. Dall’altra parte il migliore è Vico (18).
Vincenzo Di Guidada tuttobasket.net
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Boston Celtics – New York Knicks 117-115 (ot)
Un super Rajon Rondo aiuta i Celtics a superare l’ostacolo Knicks dopo un overtime, mettendo a referto una tripla doppia da 18 punti, 17 rimbalzi e 20 assist, nettamente penalizzato dalla serata no al tiro (7/20 dal campo). Nonostante una partenza razzo, i Celtics vengono subito rimontati da New York con Baron Davis in cabina di regia, addirittura gli ospiti spingono fino al +12 a metà secondo quarto, ma Rondo e Bass rimettono in carreggiata Boston. Paul Pierce (34 punti per lui) nel terzo quarto guida i suoi nell’allungo, ma la corsa dei Celtics si ferma fino al +8. Nel quarto finale i Knicks provano a rimontare, ma una tripla di Allen riporta Boston sul +8, poi 6 punti di Lin e 6 punti di Anthony permettono ai Knicks di riportarsi avanti. Nei secondi finali il 2/2 ai liberi di Novak dà il +3 agli ospiti, ma una tripla di Pierce a 5” dalla fine condanna le due squadre all’overtime, dove con 5 punti di Rondo e 5 punti di Allen i Celtics mettono in cascina una vittoria fondamentale in ottica playoff.
Punti: Pierce 34, Rondo, Garnett, Bass 18; Anthony 25, Stoudemire 16
Rimbalzi: Rondo 17, Garnett 10; Chandler 14, Stoudemire 10
Assist: Rondo 20; Davis 7
Los Angeles Lakers – Miami Heat 93-83
L’assenza di Chris Bosh pesa per Miami, che incassa la seconda sconfitta consecutive, contro dei Lakers col dente avvelenato e in rampa di lancio. 33 punti di Bryant e un’ottima difesa da parte di World Peace sono lo chiavi della vittoria dei gialloviola, che sin dall’inizio del match provano a mettere la quarta. Nella prima frazione Bryant segna 18 punti, 2 in meno degli Heat, e i Lakers si portano avanti di 8 alla prima sirena. Miami riesce a prendere le contromisure con l’ingresso di Battier, ma non cambia la sostanza, anzi i padroni di casa riescono ad aumentare il vantaggio. Con un Wade poco ispirato, ci vuole il miglior Lebron James per tirare su Miami, ma il massimo che riescono a produrre gli ospiti è una rimonta fino al -2, annullata subito dai canestri di Bynum e World Peace. Wade esce anzitempo dal parquet per falli, e Miami riuscirà solo parzialmente a riavvicinarsi ai Lakers, che portano a casa la terza vittoria di fila.
Punti: Bryant 33, World Peace 17; James 25, Wade 16
Rimbalzi: Bynum 13, Gasol 10; James 13
Assist: Blake 6; James 7
Toronto Raptors – Golden State Warriors 83-75
Dopo una prima metà di gara in cui sembravano poter sbancare l’Air Canada Center, i Warriors spariscono, lasciando a Toronto una vittoria che dà ossigeno ad una squadra apertamente in crisi. 16 punti di David Lee nella prima metà di gara guidano i californiani al +9 con cui si dirigono verso l’intervallo lungo, ma già nel terzo quarto i canadesi si riavvicinano, mettendoci più intensità e dominando a rimbalzo. Nel quarto finale, un parziale 13-4 permette ai Raptors di superare gli avversari e di allungare, e nonostante un Monta Ellis ispirato, i minuti finali sono una sagra degli errori al tiro per gli ospiti.
Punti: Derozan 25, Barbosa 18; Lee 22, Ellis 20
Rimbalzi: A. Johnson 13, J. Johnson, Davis 12; Lee 12, Rush 9
Assist: Bayless, Derozan, J. Johnson 4; Ellis 7
Charlotte Bobcats – New Jersey Nets 101-104
Una sfida non certo d’élite quella della Time Warner Cable Arena di Charlotte, dove i Bobcats registrano al 13 sconfitta stagionale (trentunesima complessiva), allungando la striscia di sconfitte consecutive a quota 5. New Jersey può godere del franchise record di Deron Williams, che mette a segno 57 punti tirando 16/29 dal campo e facendo percorso netto dalla lunetta con 21 libberi realizzati su 21 tentativi. Parte benissimo Charlotte, che tocca il +7 nel primo quarto e addirittura il +16 nel secondo con i canestri di Brown e Augustin, ma Deron Williams praticamente da solo riesce a tenere testa agli avversari. I Nets raggiungono i Bobcats già nel terzo quarto, per poi allungare fino al +7 nella frazione conclusiva, Charlotte ha una reazione d’orgoglio e si porta sul -2 con una tripla di Augustin a 1’ 45” dal termine, e nel finale i Nets rischiano di sprecare un altro allungo. Williams porta New Jersey sul+7 a 20” dal termine, ma una palla persa da Williams e 5 punti in 17” da parte di Maggette riaprono la contesa. Brooks ai liberi fa 1/2, e allo scadere Augustin non mette la tripla del possibile overtime.
Punti: Maggette 24, Henderson 15; Williams 57
Rimbalzi: Maggette 7; Humphries 13
Assist: Diaw 8; Williams 7
Philadelphia 76ers – Chicago Bulls 91-96
Chicago approfitta del periodo no di Miami per allungare la sua striscia di vittorie e riportarsi in testa alla Eastern Conference, vincendo a Philadelphia una partita equilibrata, ma che nel finale ha visto prima l’affondo dei Bulls, e poi la mini rimonta dei padroni di casa. È il solito Rose a trascinare i Bulls già con 13 punti nel primo quarto, ma i Sixers si confermano una squadra solida, e rimangono a contatto alla prima sirena, trovando anche il +8 nel secondo quarto con Iguodala. Rose e Hamilton guidano nel terzo quarto la rimonta degli ospiti, e nel quarto finale con le triple di Deng e Rose Chicago tocca la doppia cifra di vantaggio. Sul +13 Chicago sembra aver messo la vittoria in cassaforte, ma Young trascina i Sixers sino al -2 a 1’ 38” dalla fine. Nonostante qualche brivido i Bulls tornano da Philadelphia con la vittoria grazie al 3/4 finale dalla lunetta di Noah.
Punti: Young 17, Holiday 16; Rose 35, Boozer 13
Rimbalzi: Brand 13; Noah 18
Assist: Williams 7; Rose 8
Houston Rockets – Los Angeles Clippers 103-105 (ot)
Houston non riesce a chiudere la mini serie negativa, ora di tre sconfitte consecutive, e dopo un overtime deve cedere il passo in casa ai Clippers, che dal canto loro ritrovano la vittoria e non scendono dal treno delle teste di serie. Nonostante il periodo nero, i texani mantengono la settima piazza, in piena zona playoff, e questa sconfitta potrebbe risultare meno pesante del dovuto. Match equilibratissimo, ma che aveva visto partire meglio i padroni di casa, grazie ai canestri di Martin e Dalembert. I Clippers riagguantano Houston sin dall’inizio del secondo quarto con un canestro di Bledsoe, ma le triple di Martin e Lee riportano Houston a due possessi di vantaggio. Nel terzo quarto regna l’equilibrio, e nel quarto finale Paul prova a dare la scossa ai losangelini, guidandoli sul +6, ma Houston resta a contatto, e l’1/2 ai liberi di Dalembert nei secondi finali porta le due squadre al supplementare, dove sono decisive le 2 palle perse di Martin e il suo 0/4 al tiro.
Punti: Martin 25, Dalembert 17; Paul 28, Foye 15
Rimbalzi: Scola, Dalembert 12; Griffin, Jordan 11
Assist: Martin 8; Paul 10
Phoenix Suns – Sacramento Kings 96-88
In una stagione poco esaltante torna a fare la voce grossa Phoenix, che contro Sacramento ottiene la terza vittoria consecutiva e si avvicina ad una ottava piazza che sembrava essere ampiamente fuori portata poche settimane fa. Ancora una volta Nash & co. hanno bisogno di una rimonta per portare a casa la vittoria, con Sacramento che già nel primo quarto aveva toccato il +9 grazie ai canestri di Thornton. Nel secondo quarto Thomas porta i Kings sulla doppia cifra di vantaggio, ma già qui i padroni di casa abbozzano una prima rimonta, chiudendo sul -5 alla seconda sirena. La rimonta si completa dopo l’intervallo col 4/4 ai liberi di Frye, e un parziale 9-0 permette ai Suns di allungare. Outlaw riporta in carreggiata Sacramento, che chiude il terzo quarto sopra di un punto, ma l’ultimo quarto è interamente di marca Suns. Due triple di Brown e una di Dudley segnano pesantemente il parziale 11-1 con cui Phoenix confeziona la fuga, ma per oltre 4 minuti i Suns non trovano più il canestro, e Sacramento riduce lo svantaggio ad un solo possesso. Una tripla di Nash scuote Phoenix, e nel finale i canestri di Hill e Dudley mettono in ghiaccio la partita.
Punti: Nash 19, Gortat, Dudley 14; Thornton 21, Evans 17
Rimbalzi: Gortat 17, Frye 10; Cousins 14
Assist: Nash 7; Evans 6
San Antonio Spurs – Denver Nuggets 94-99
Continua l’emergenza per Denver, ma nonostante ciò i Nuggets espugnano Fort Alamo, ottengono la terza vittoria consecutiva e restano saldamente agganciati al treno playoff. Gli Spurs, alla terza sconfitta nelle ultime 5 partite, vedono avvicinarsi sempre più Clippers e Lakers, pronte ad insidiarli per la seconda piazza. Ty Lawson si carica i suoi sulle spalle, e chiude ad un solo rimbalzo dalla tripla doppia, mentre agli Spurs non bastano i 25 punti di Parker e il rientro di Manu Ginobili. Denver parte a razzo, toccando il + 11 dopo pochi minuti con 7 punti di Afflallo, e neanche le bombe di Bonner e Ginobili riescono a stordire i Nuggets, che chiudono il quarto sopra di 8 lunghezze. Continua a colpire dall’arco San Antonio nel secondo quarto, stavolta con Neal, ma Denver registra addirittura il massimo vantaggio con il +16 firmato Miller. Un parziale 10-0 con protagonisti Parker e Leonard riporta i texani a contatto, ma i Nuggets riescono a mantenere il vantaggio all’intervallo lungo, anche se solo di 4 lunghezze. Al rientro in campo gli Spurs raggiungono la parità, ma Denver non si perde d’animo e allunga sul +7 con Harrington e Faried. Una tripla di Ginobili riporta i padroni di casa sotto di due possessi, e Denver mantiene questo vantaggio fino alla fine del quarto. Una tripla di Jefferson e un canestro di Ford lasciano presagire una possibile rimonta Spurs, ma i Nuggets tengono bene e rispondono con le triple di Lawson e Afflallo, mantenendosi sempre a due possessi di vantaggio. Duncan porterà i suoi sul -1 a 30” dalla sirena, ma 4 punti di Lawson e le triple sbagliate da Neal chiudono il match, consegnando la vittoria agli ospiti.
Punti: Parker 22, Duncan 14; Lawson 22, Harrington 16
Rimbalzi: Duncan 9; Lawson 9
Assist: Parker 7; Lawson 11
Benedetto Giardina
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EDISON ELETTRIZZA PESARO
Nel derby Edison contro Edison chi vincerà saranno gli appassionati di basket
La convenienza delle offerte Edison arriva all’Adriatic Arena
Milano, 6 marzo 2012 avrà un vero e proprio “Edison Day” quello che andrà in scena il prossimo 11 marzo all’Adriatic Arena di Pesaro in occasione dell’ All Star Game 2012 organizzato da RCS Sport e Lega Basket in collaborazione con F.I.P.
Edison, Sponsor di Maglia della Nazionale, ha infatti deciso di legare il proprio nome anche all’evento più spettacolare della stagione - la sfida tra gli Azzurri di Pianigiani ed i migliori stranieri del campionato - che quest’anno viene denominato Edison All Star Game 2012.
Si avrà così una sfida nella sfida, tra due squadre “Edison”, dal momento che entrambe scenderanno in campo portando sulla maglia il marchio dell’azienda energetica che spicca tra i protagonisti del mercato italiano dell’elettricità e del gas.
“La pallacanestro è uno degli sport più praticati in Italia, in grado di unire un gran numero di appassionati di tutte le età - ha dichiarato Andrea Prandi, direttore Relazioni Esterne di Edison – l’energia di Edison è sulla maglia dei nostri azzurri e dei grandi campioni stranieri che si esibiscono nell’ All Star Game. Un’energia che è anche sulle magliette di tanti ragazzi che praticano questo sport e ne condividono i valori. Sono loro il nostro futuro e i campioni di domani. Acquisire la title sponsorship dell’ Edison All Star Game è per noi un modo di essere ancora più vicini a tutto il movimento italiano del basket, di cui condividiamo pienamente i valori e all’ ’energia positiva che è in grado di esprimere. Sono sicuro che sarà una grande giornata di sport e di spettacolo per tutti gli spettatori dell’Adriatic Arena e per chi seguirà l’evento in TV.”
Ma non è finita qui, perché Edison ha deciso di partecipare “in forze” all’evento anche sul piano commerciale, portando sul territorio Pesarese e all’interno dell’Adriatic Arena le proprie offerte di energia elettrica e gas per le famiglie e per le imprese, che si collocano tra le più competitive sul mercato libero italiano dell’energia.
Infatti Edison dal 9 marzo all’11 marzo sarà presente con uno stand in Piazza Lazzarini. Qui il pubblico troverà esperti che saranno in grado di spiegar loro la semplicità e convenienza di passare ad Edison. Gli appassionati troveranno animazione per grandi e piccoli e incredibili sorprese legate alla Nazionale di basket e all’ Edison All Star Game. Portare allo stand una bolletta recente sarà l’unica formalità necessaria per sottoscrivere un nuovo contratto con Edison per chi volesse cambiare il fornitore di energia elettrica e gas. E per i ritardatari, sarà ancora possibile sottoscrivere un contratto con Edison all’interno del palazzetto pesarese durante le pause della gara, presso i banchetti all’interno della struttura.
“Con la nostra ultima offerta Edison Zero Sorprese intendiamo portare convenienza e semplicità nelle case degli italiani – ha dichiarato Alessandro Zunino, Direttore Commerciale dell’Azienda energetica -
Sono migliaia le famiglie che hanno già scelto Edison Zero Sorprese, la soluzione che prevede il vantaggio di un importo fisso mensile secondo lo stile di consumo del cliente con la tranquillità di spendere ogni mese l'importo scelto e una bolletta particolarmente semplice e chiara.
Sottoscrivendo sul sito web si ha inoltre un vantaggio aggiuntivo sia sull’energia elettrica sia sul gas naturale”.
Contatti per la stampa
Lucia Caltagirone
da tuttobasket.net
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Bologna
IN UN CLIMA di grande concentrazione la Conad Bologna sta preparando il delicato impegno di domenica a Jesi. Con una vittoria la formazione allenata da Markovski rimane in corsa per conquistare un posticino nei playoff, mentre con una sconfitta la strada si ridurrebbe a un inerpicato sentiero di montagna e realisticamente l’unico vero e reale obiettivo della Biancoblù diventerebbe quello di battere Sant’Antimo al PalaDozza per garantirsi la permanenza al campionato di LegaDue anche per la prossima stagione.
«Il nostro obiettivo deve essere duplice — spiega Brett Blizzard — da una parte dobbiamo conquistare la salvezza, dall’altra vogliano puntare ai playoff. Le due cose non si escludono ma dobbiamo essere motivati e pensare a vincere più gare possibili, solo in questo modo possiamo toglierci delle soddisfazioni».
Completamente rivoluzionata, nell’ultimo mese la Conad ha ottenuto lo stesso numero di vittorie dell’interno girone d’andata. Con questo ruolino di marcia l’ennesima pausa del campionato poteva non essere opportuna, invece, anche per consolidare un po’ gli equilibri, potrebbe non essere stato così negativo fermarsi e allentare i ritmi.
«Dopo questa striscia positiva, ognuno di noi non vede l’ora di tornare in campo. In realtà, comunque, queste due settimane di allenamenti ci servivano per tirare il fiato e provare a reinserire nel gruppo Robert Hite, dopo il suo infortunio. Questo è un buon momento per noi e la squadra può fare bene da qui alla fine della stagione».
PER QUELLO che si è visto in campo la vera ventata di novità l’ha comunque portata Yango: rispetto a Dimsa più chili e più esperienza al servizio della squadra.
«Gli arrivi di Yango e Hite ci hanno reso una squadra più completa, più competitiva e con una miglior confidenza con la partita e con più opzioni offensive. Con questi innesti abbiamo a disposizione un maggior numero di soluzioni in attacco a seconda del tipo di avversario da affrontare».
Se si esclude Chiarini che ha avuto un lieve problema al ginocchio, ma che già oggi dovrebbe riprendere ad allenarsi senza problemi, per il resto la squadra sta lavorando al gran completo per la gara di domenica a mezzogiorno. Solo Hite prosegue nel suo lavoro differenziato anche se lo staff medico da un giorno all’altro potrebbe dare il definito via libera perché torni ad aggregarsi con il resto del gruppo. Markovski conta di provarlo nella parte finale della settimana per poi decidere se convocarlo nei dodici che scenderanno in campo a Jesi, oppure se dare ancora spazio a Gregor Hafnar per quella che dovrebbe poi essere l’ultima sua apparizione con la maglia della Conad.
Massimo Selleri
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Un super Rajon Rondo aiuta i Celtics a superare l’ostacolo Knicks dopo un overtime, mettendo a referto una tripla doppia da 18 punti, 17 rimbalzi e 20 assist, nettamente penalizzato dalla serata no al tiro (7/20 dal campo). Nonostante una partenza razzo, i Celtics vengono subito rimontati da New York con Baron Davis in cabina di regia, addirittura gli ospiti spingono fino al +12 a metà secondo quarto, ma Rondo e Bass rimettono in carreggiata Boston. Paul Pierce (34 punti per lui) nel terzo quarto guida i suoi nell’allungo, ma la corsa dei Celtics si ferma fino al +8. Nel quarto finale i Knicks provano a rimontare, ma una tripla di Allen riporta Boston sul +8, poi 6 punti di Lin e 6 punti di Anthony permettono ai Knicks di riportarsi avanti. Nei secondi finali il 2/2 ai liberi di Novak dà il +3 agli ospiti, ma una tripla di Pierce a 5” dalla fine condanna le due squadre all’overtime, dove con 5 punti di Rondo e 5 punti di Allen i Celtics mettono in cascina una vittoria fondamentale in ottica playoff.
Punti: Pierce 34, Rondo, Garnett, Bass 18; Anthony 25, Stoudemire 16
Rimbalzi: Rondo 17, Garnett 10; Chandler 14, Stoudemire 10
Assist: Rondo 20; Davis 7
Los Angeles Lakers – Miami Heat 93-83
L’assenza di Chris Bosh pesa per Miami, che incassa la seconda sconfitta consecutive, contro dei Lakers col dente avvelenato e in rampa di lancio. 33 punti di Bryant e un’ottima difesa da parte di World Peace sono lo chiavi della vittoria dei gialloviola, che sin dall’inizio del match provano a mettere la quarta. Nella prima frazione Bryant segna 18 punti, 2 in meno degli Heat, e i Lakers si portano avanti di 8 alla prima sirena. Miami riesce a prendere le contromisure con l’ingresso di Battier, ma non cambia la sostanza, anzi i padroni di casa riescono ad aumentare il vantaggio. Con un Wade poco ispirato, ci vuole il miglior Lebron James per tirare su Miami, ma il massimo che riescono a produrre gli ospiti è una rimonta fino al -2, annullata subito dai canestri di Bynum e World Peace. Wade esce anzitempo dal parquet per falli, e Miami riuscirà solo parzialmente a riavvicinarsi ai Lakers, che portano a casa la terza vittoria di fila.
Punti: Bryant 33, World Peace 17; James 25, Wade 16
Rimbalzi: Bynum 13, Gasol 10; James 13
Assist: Blake 6; James 7
Toronto Raptors – Golden State Warriors 83-75
Dopo una prima metà di gara in cui sembravano poter sbancare l’Air Canada Center, i Warriors spariscono, lasciando a Toronto una vittoria che dà ossigeno ad una squadra apertamente in crisi. 16 punti di David Lee nella prima metà di gara guidano i californiani al +9 con cui si dirigono verso l’intervallo lungo, ma già nel terzo quarto i canadesi si riavvicinano, mettendoci più intensità e dominando a rimbalzo. Nel quarto finale, un parziale 13-4 permette ai Raptors di superare gli avversari e di allungare, e nonostante un Monta Ellis ispirato, i minuti finali sono una sagra degli errori al tiro per gli ospiti.
Punti: Derozan 25, Barbosa 18; Lee 22, Ellis 20
Rimbalzi: A. Johnson 13, J. Johnson, Davis 12; Lee 12, Rush 9
Assist: Bayless, Derozan, J. Johnson 4; Ellis 7
Charlotte Bobcats – New Jersey Nets 101-104
Una sfida non certo d’élite quella della Time Warner Cable Arena di Charlotte, dove i Bobcats registrano al 13 sconfitta stagionale (trentunesima complessiva), allungando la striscia di sconfitte consecutive a quota 5. New Jersey può godere del franchise record di Deron Williams, che mette a segno 57 punti tirando 16/29 dal campo e facendo percorso netto dalla lunetta con 21 libberi realizzati su 21 tentativi. Parte benissimo Charlotte, che tocca il +7 nel primo quarto e addirittura il +16 nel secondo con i canestri di Brown e Augustin, ma Deron Williams praticamente da solo riesce a tenere testa agli avversari. I Nets raggiungono i Bobcats già nel terzo quarto, per poi allungare fino al +7 nella frazione conclusiva, Charlotte ha una reazione d’orgoglio e si porta sul -2 con una tripla di Augustin a 1’ 45” dal termine, e nel finale i Nets rischiano di sprecare un altro allungo. Williams porta New Jersey sul+7 a 20” dal termine, ma una palla persa da Williams e 5 punti in 17” da parte di Maggette riaprono la contesa. Brooks ai liberi fa 1/2, e allo scadere Augustin non mette la tripla del possibile overtime.
Punti: Maggette 24, Henderson 15; Williams 57
Rimbalzi: Maggette 7; Humphries 13
Assist: Diaw 8; Williams 7
Philadelphia 76ers – Chicago Bulls 91-96
Chicago approfitta del periodo no di Miami per allungare la sua striscia di vittorie e riportarsi in testa alla Eastern Conference, vincendo a Philadelphia una partita equilibrata, ma che nel finale ha visto prima l’affondo dei Bulls, e poi la mini rimonta dei padroni di casa. È il solito Rose a trascinare i Bulls già con 13 punti nel primo quarto, ma i Sixers si confermano una squadra solida, e rimangono a contatto alla prima sirena, trovando anche il +8 nel secondo quarto con Iguodala. Rose e Hamilton guidano nel terzo quarto la rimonta degli ospiti, e nel quarto finale con le triple di Deng e Rose Chicago tocca la doppia cifra di vantaggio. Sul +13 Chicago sembra aver messo la vittoria in cassaforte, ma Young trascina i Sixers sino al -2 a 1’ 38” dalla fine. Nonostante qualche brivido i Bulls tornano da Philadelphia con la vittoria grazie al 3/4 finale dalla lunetta di Noah.
Punti: Young 17, Holiday 16; Rose 35, Boozer 13
Rimbalzi: Brand 13; Noah 18
Assist: Williams 7; Rose 8
Houston Rockets – Los Angeles Clippers 103-105 (ot)
Houston non riesce a chiudere la mini serie negativa, ora di tre sconfitte consecutive, e dopo un overtime deve cedere il passo in casa ai Clippers, che dal canto loro ritrovano la vittoria e non scendono dal treno delle teste di serie. Nonostante il periodo nero, i texani mantengono la settima piazza, in piena zona playoff, e questa sconfitta potrebbe risultare meno pesante del dovuto. Match equilibratissimo, ma che aveva visto partire meglio i padroni di casa, grazie ai canestri di Martin e Dalembert. I Clippers riagguantano Houston sin dall’inizio del secondo quarto con un canestro di Bledsoe, ma le triple di Martin e Lee riportano Houston a due possessi di vantaggio. Nel terzo quarto regna l’equilibrio, e nel quarto finale Paul prova a dare la scossa ai losangelini, guidandoli sul +6, ma Houston resta a contatto, e l’1/2 ai liberi di Dalembert nei secondi finali porta le due squadre al supplementare, dove sono decisive le 2 palle perse di Martin e il suo 0/4 al tiro.
Punti: Martin 25, Dalembert 17; Paul 28, Foye 15
Rimbalzi: Scola, Dalembert 12; Griffin, Jordan 11
Assist: Martin 8; Paul 10
Phoenix Suns – Sacramento Kings 96-88
In una stagione poco esaltante torna a fare la voce grossa Phoenix, che contro Sacramento ottiene la terza vittoria consecutiva e si avvicina ad una ottava piazza che sembrava essere ampiamente fuori portata poche settimane fa. Ancora una volta Nash & co. hanno bisogno di una rimonta per portare a casa la vittoria, con Sacramento che già nel primo quarto aveva toccato il +9 grazie ai canestri di Thornton. Nel secondo quarto Thomas porta i Kings sulla doppia cifra di vantaggio, ma già qui i padroni di casa abbozzano una prima rimonta, chiudendo sul -5 alla seconda sirena. La rimonta si completa dopo l’intervallo col 4/4 ai liberi di Frye, e un parziale 9-0 permette ai Suns di allungare. Outlaw riporta in carreggiata Sacramento, che chiude il terzo quarto sopra di un punto, ma l’ultimo quarto è interamente di marca Suns. Due triple di Brown e una di Dudley segnano pesantemente il parziale 11-1 con cui Phoenix confeziona la fuga, ma per oltre 4 minuti i Suns non trovano più il canestro, e Sacramento riduce lo svantaggio ad un solo possesso. Una tripla di Nash scuote Phoenix, e nel finale i canestri di Hill e Dudley mettono in ghiaccio la partita.
Punti: Nash 19, Gortat, Dudley 14; Thornton 21, Evans 17
Rimbalzi: Gortat 17, Frye 10; Cousins 14
Assist: Nash 7; Evans 6
San Antonio Spurs – Denver Nuggets 94-99
Continua l’emergenza per Denver, ma nonostante ciò i Nuggets espugnano Fort Alamo, ottengono la terza vittoria consecutiva e restano saldamente agganciati al treno playoff. Gli Spurs, alla terza sconfitta nelle ultime 5 partite, vedono avvicinarsi sempre più Clippers e Lakers, pronte ad insidiarli per la seconda piazza. Ty Lawson si carica i suoi sulle spalle, e chiude ad un solo rimbalzo dalla tripla doppia, mentre agli Spurs non bastano i 25 punti di Parker e il rientro di Manu Ginobili. Denver parte a razzo, toccando il + 11 dopo pochi minuti con 7 punti di Afflallo, e neanche le bombe di Bonner e Ginobili riescono a stordire i Nuggets, che chiudono il quarto sopra di 8 lunghezze. Continua a colpire dall’arco San Antonio nel secondo quarto, stavolta con Neal, ma Denver registra addirittura il massimo vantaggio con il +16 firmato Miller. Un parziale 10-0 con protagonisti Parker e Leonard riporta i texani a contatto, ma i Nuggets riescono a mantenere il vantaggio all’intervallo lungo, anche se solo di 4 lunghezze. Al rientro in campo gli Spurs raggiungono la parità, ma Denver non si perde d’animo e allunga sul +7 con Harrington e Faried. Una tripla di Ginobili riporta i padroni di casa sotto di due possessi, e Denver mantiene questo vantaggio fino alla fine del quarto. Una tripla di Jefferson e un canestro di Ford lasciano presagire una possibile rimonta Spurs, ma i Nuggets tengono bene e rispondono con le triple di Lawson e Afflallo, mantenendosi sempre a due possessi di vantaggio. Duncan porterà i suoi sul -1 a 30” dalla sirena, ma 4 punti di Lawson e le triple sbagliate da Neal chiudono il match, consegnando la vittoria agli ospiti.
Punti: Parker 22, Duncan 14; Lawson 22, Harrington 16
Rimbalzi: Duncan 9; Lawson 9
Assist: Parker 7; Lawson 11
Benedetto Giardina
