Site description here...
  • Home
  • Curriculum
  • L'angolo di Bruno
  • La galleria di Bruno
  • Notizie Flash
  • Cerca
Site description here...
  • Home
  • Curriculum
  • L'angolo di Bruno
  • La galleria di Bruno
  • Notizie Flash
  • Cerca

“Caro Presidente…” la lettera commentata di un allenatore professionista di R.Baldini

Dettagli
Scritto da Luigi
Pubblicato: 16 Dicembre 2017
Creato: 16 Dicembre 2017
Visite: 798

Ricevo una lettera di un allenatore professionista, non certo alle prime armi, e che non citerò per volontà dello stesso. Si, perchè ha molto più senso renderla impersonale per non depistare il lettore. La intendo come un “manifesto di insoddisfazione contemporanea”, a cui mi son permesso di rispondere come fossi un interlocutore. E’ così difficile oggi poter interagire LIBERAMENTE con un addetto ai lavori che approfitto (scusandomi)anche per via epistolare interrompendo come un giornalista rompipalle…

“Caro Presidente, Sono ormai da diversi anni nel mondo dello sport come figura attiva e ho avuto l’ incredibile fortuna di conoscere molte realtà a tutti i livelli, dalla piccola società a quella professionista. La cosa che mi ha colpito fortemente e alla quale ho spesso cercato di dare una risposta è come sono cambiate le relazioni ma soprattutto i programmi i tempi e i modi per la realizzazione di un progetto vincente. Le società che hanno fatto la storia dello sport costruendo un modello di lavoro che definirei anche ” stile” (perché a volte hanno caratteristiche diverse) sono partite con un progetto che ha dato un valore al tempo, alle vittorie e le sconfitte e tutti quei innumerevoli errori e cambiamenti.

Non un solo sarto è bastato alla realizzazioni di una cosa che andasse al di sopra delle mode e fosse unica solida e assolutamente riconoscibile. Riconoscibile non dalla griffe ma dalla qualità del disegno completo che non ha bisogna di marchi. Riconducibile alla persona che è a capo del progetto al di sopra di tutti. Com’è possibile che in questi ultimi anni la voglia di soddisfare chissà quale parte nascosta dell’ ego ” sono un vincente nella vita e nel lavoro devo esserlo anche nello sport” oppure del “orgasmo del tutto e subito ” ci ha portato in una situazione dove il profumo di quella attenzione,maturità e della capacità di delegare non ci sono più.”

Ecco coach, grande sensibilità quella di considerare la riconoscibilità del prodotto attraverso la qualità delle competenze e non rispetto alla vendita del “marchio”. La differenza negli ultimi anni l’ha fatta proprio la qualità della classe dirigente: negli anni d’oro della pallacanestro il Presidente, il GM, l’allenatore non avevano bisogno della carta patinata, di una stampa “ammaestrata” o di dichiarazioni liofilizzate per emergere, bastava uno sguardo o un gesto per mettere in riga chiunque. Oggi non c’è gavetta, non c’è studio e men che meno personalità, c’è un sistema atto ad anestetizzare l’opinione pubblica.

 

“Com’è possibile che l’ uomo che deve essere al di sopra di tutto che vede avanti, possa cadere nella frustrazione di un semplice tifoso per una sconfitta o nella prosopopea per una semplice vittoria. Fare proclami o promesse su cose che non è possibile oggettivamente sapere se succederanno perché lo sport ha milioni di variabili, Dimenticando una cosa fondamentale che lo sport è fondato sul ” talento ” che una cosa non quantificabile che si modifica nello spazio tempo.”

La fragilità dell’uomo sportivo moderno (“uomo” e “sportivo” le ho messe apposta separate, perché una volta erano fuse nello “sportivo” e basta) è l’insostenibile leggerezza dell’inconsistenza, per cui se non vi è struttura non è neanche possibile reggere l’urto del primo venticello primaverile. Così la foglia si stacca facilmente dal proprio ramo (radici culturali) e si fa cullare (condizionare ndr.) dalle correnti…

“Senza analizzare che è proprio per questo che le grandi aziende usano figure sportive per capire le dinamiche molto complesse di un nucleo sportivo, perché vi è all’interno di esse un serie di eventi spesso molto più accelerati e esasperati da dove si possono rubare situazioni che servono al miglioramento della propria realtà. Dove spesso si scopre che il valore aggiunto, come in tutte le cose, è la passione, l’amore per quello che si fa e l’orgoglio di appartenenza, cosa ovviamente più facile che si realizzi in un ambiente sportivo poiché spesso è collegato alla realizzazione di un sogno.”

Quanti lo fanno veramente con passione il proprio lavoro? Io sono giornalista per cui riporto, anche sulla stregua di semplice sensazioni, lo spirito che anima un professionista. Posso dire senza allontanarmi troppo dal vero che se oggi il 10-15% degli addetti ai lavori opera con reale passione è già tanto. Non a caso i testimonial stanno diventando sempre più soggetti recuperati da sport singoli e non di squadra. Purtroppo, quando il “sacro fuoco” manca, ecco che la dedizione diventa proporzionata al ricavo.

“Essere un Presidente sportivo non è una cosa ovviamente facile e oggi come oggi richiede investimento importanti, ma la sfida è così incredibilmente affascinante andare contro tendenza senza cadere nei tranelli prima citati vuol dire crescita per se stessi e nel proprio mondo di lavoro con un esperienza che va rubare nuovi schemi e nuove dinamiche. Sfida che può creare uno stile veramente inconfondibile che è qualcosa molto di più di essere vincente, forse ” felicemente unico”. Grazie Pres.”

Sfida…appunto, quella magica parola che dovrebbe incistarsi in ogni individuo ambizioso e che non dovrebbe mai sbiadire con l’incedere del tempo. Nessuno scommette più, nessuno va contro tendenza, nessuno osa. Il giorno che vedremo l’unicità di un progetto allora si che sarà l’alba di un nuovo giorno, il primo passo credibile verso il Risorgimento cestistico.

 Intanto grazie per la lettera, questa si che è intrisa di amore per il basket.

 

Direttore Raffaele Baldini

L’ex di giornata, Peppe Poeta: “Torino ora è una certezza”

Dettagli
Scritto da Luigi
Pubblicato: 16 Dicembre 2017
Creato: 16 Dicembre 2017
Visite: 818

Fonte: TuttoSport di Giovanni Teppa

Ci sono giocatori che nascono capitani, che in qualsiasi momento sanno trovare la parola giusta o il gesto che serve per lavorare in armonia.

È il profilo di Peppe Poeta, capitano per la seconda stagione alla Fiat, che domani a pranzo si troverà di fronte la Virtus Bologna, dove ha giocato per tre annate e un pezzo, dal 2010 al 2013.

Per Poeta questa partita non sarà come tutte le altre.

“È stata un’esperienza importante nella mia carriera. A Bologna mi trovavo bene, tant’è che nell’ultimo anno del contratto triennale ne firmai un altro della stessa durata. Ma di lì a poco ci fu il cambio di proprietà. E improvvisamente per me non ci fu più spazio. Ci rimasi male. Marni rimangono impressi i ricordi di una città che vive per il basket.”

Ora però nel cuore di Poeta c’è posto solo per Torino. Dopo le quattro sconfitte che hanno allarmato in Eurocup e quelle in campionato con Cantù e Pistoia, è tornato il sereno con le affermazioni su Milano e Parigi.

“Non è che ci si trasforma da fenomeni a brocchi e viceversa da un giorno all’altro. Semplicemente siamo una squadra nuova e può capitare in un percorso di perdersi. Spesso all’inizio abbiamo vinto in rimonta. E l’autostima cresceva. Poi i recuperi non ci sono più riusciti e disunendoci abbiamo perso gli equilibri che avevamo raggiunto. Stiamo lavorando per ritrovare le certezze che avevamo già acquisito. Le vittorie con Milano e Parigi sono eloquenti.”

Domani la sfida con la Virtus è uno spartiacque importante nella stagione della Fiat.

“Affrontiamo una squadra che ha vissuto una settimana non facile. Vorranno vincere a tutti i costi dopo alcune sconfitte in volata che fanno malissimo. Saranno sostenuti da un pubblico caloroso. Noi dovremo fare la nostra partita senza paura, cercando di non farli esaltare. Fare risultato sarebbe fondamentale per avvicinare la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia, uno dei nostri obiettivi stagionali.”

Sassari, Coach Pasquini: “Contro Pistoia dovremmo essere attenti”

Dettagli
Scritto da Luigi
Pubblicato: 16 Dicembre 2017
Creato: 16 Dicembre 2017
Visite: 864

Sassari ospiterà Pistoia in uno dei tre anticipi dell’ undicesima giornata di Serie A Basket; partita che sulla carta non dovrebbe rivelare sorprese, visto i tanti infortuni in casa The Flexx e visto il momento magico della Dinamo.

Coach Pasquini però non si fida della squadra toscana, che nonostante i mille problemi di roster ha ottenuto due successi importanti al PalaCarrara, contro Torino e Pesaro:

“Questa sera dobbiamo stare attenti a Pistoia per due ragioni fondamentali;” – afferma Federico Pasquini – “prima di tutto perché è una squadra che ha sempre battagliato e, superato il momento in cui aveva diversi infortuni, ha sempre giocato punto a punto partite molto valide, come per esempio quella di Venezia. In secondo luogo, in particolare nelle ultime due gare, da quando è arrivato Ivanov sono molto migliorati dal punto di vista della concretezza, hanno vinto in casa contro Torino e contro Pesaro. Ivanov dà molta profondità al loro attacco perché è bravo a prendere posizione sia sugli scarichi che nelle giocate che fanno direttamente per lui sotto canestro. Bisogna quindi fare molto lavoro su di lui e soprattutto molto lavoro sul perimetro, perché Moore oltre a fare il playmaker classico sta facendo moltissimo canestro da tre punti. A questo si aggiunge il rientro di McGee, che ha giocato già due partite, e domani me lo aspetto completamente a posto. Quando hai tre giocatori del genere sai che devi stare attento. Ci sono poi anche Mian, Gaspardo, Bond, che sono tutti giocatori che stanno facendo una buonissima stagione, per cui dobbiamo essere assolutamente bravi a tirare fuori tutto quello che abbiamo a livello di energie mentali e fisiche per portare a casa la gara.”

Regolamento 2017: canottiera, pedalini o armatura? di Silvio Corrias

Dettagli
Scritto da Luigi
Pubblicato: 16 Dicembre 2017
Creato: 16 Dicembre 2017
Visite: 1296

Fonte: Superbasket a cura di Silvio Corrias

Probabilmente questo accade anche ai giocatori di basket mentre preparano la borsa! Vuoi per scaramanzia, vuoi come “coperta di Linus”, vuoi per necessità riescono a sfoggiare un numero di “mise” ed accessori dei più disparati da far invidia ad una sfilata di moda. E’ chiaro che in uno sport dove ortopedia e traumatologia sono più frequentate del bar del palazzetto sia necessario proteggersi, sostenere, limitare il dolore. Negli anni abbiamo visto veramente di tutto, dalle bandane alle sottomaglie a righe stile “carne montana” con manica lunga, dai calzettoni lunghi ai fantasmini, dalla camera d’aria tagliata al sostegno bionico tipo “Robocop”, la calzamaglia completa di cappuccio e le maschere stile “Batman”, e qui per decenza mi fermo. Tutto questo si è infilato tra le larghe “maglie” di una normativa carente ed approssimativa che ha avuto difficoltà ad adeguarsi al progresso ed al mercato; moda tecnologia e materiali hanno fatto il resto invadendo di fatto i campi dalla NBA fino alla periferia. Il regolamento 2017 affina i criteri e chiarisce alcuni aspetti che in passato avevano creato più di una polemica soprattutto riguardo ad alcune restrizioni che andavano contro le abitudini religiose di alcuni paesi.

Leggende metropolitane! Spesso avrete letto o sentito parlare “presidio medico” in riferimento a ginocchiere, cavigliere, tutori e quant’altro ma, il “presidio medico” a cui è sempre aggiunta la parola “chirurgico” è tutt’altra cosa, se volete la definizione esatta sapete come e dove trovarla! Quando si parla di questi supporti il nome corretto è “dispositivo medico”. Il regolamento prevede la possibilità di indossare alcuni dispositivi (medici e non), includendoli nell’equipaggiamento dei giocatori, normando le caratteristiche principali e in alcuni casi la colorazione, per altri ne vieta l’utilizzo. In ogni caso nell’articolo 4.4 Altro equipaggiamento (RT Fiba) trovate cosa è permesso e cosa no, attenzione che dal 2017 è cambiato qualcosa di importante sui copricapo! Per indossare dispositivi medici o altro equipaggiamento non è necessario esibire un certificato medico. Esibire un certificato medico non rende possibile l’utilizzo di equipaggiamento non permesso.

Tutto ciò che viene indossato deve essere idoneo al gioco. E’ vietato qualunque equipaggiamento utilizzato per aumentare l’altezza del giocatore o procuri un vantaggio illegale. I giocatori non possono indossare oggetti che possano risultare pericolosi per gli altri giocatori: compagni e avversari! Gli arti superiori non possono essere protetti con tutori di cuoio, plastica (anche malleabile e morbida), metallo, anche se coperti da imbottitura soffice. Oggetti che possano creare abrasioni, le unghie devono essere tagliate corte. Accessori per capelli e gioielli. Gli arti superiori sono gli strumenti principali del gioco ed i più soggetta ai contatti, ciò che può essere protezione per uno si può trasformare in pericolo per gli altri.

Sono permessi:

– Oggetti di protezione delle spalle, parte superiore del braccio, coscia o parte inferiore della gamba se il materiale è sufficientemente protetto. Per questo tipo di protezioni non sono previste restrizioni sul colore.

– Maniche compressive per braccia devono essere dello stesso colore dominante della maglia, oppure bianche oppure nere, ma tutti i giocatori della squadra le devono avere dello stesso colore.

– Maniche (calze) compressive per gamba devono essere dello stesso colore dominante della maglia, oppure bianche oppure nere, ma tutti i giocatori della squadra le devono avere dello stesso colore. Le calze compressive per braccia e gambe possono avere delle imbottiture.

– Copricapo devono essere dello stesso colore dominante della maglia, oppure bianchi oppure neri, ma tutti i giocatori della squadra lo devono avere dello stesso colore. Il copricapo non deve coprire alcuna parte del viso ne parzialmente ne interamente (occhi, naso, bocca etc) e non deve essere pericoloso ne per chi lo indossa ne per gli altri giocatori. Non deve avere elementi di chiusura/aperture intorno al viso o sul collo e nessuna parte sporgente sulla superficie. Il copricapo è una novità introdotta con il regolamento 2017 e va ad inglobare la fascia per i capelli prevista nel passato regolamento.

– Le protezioni delle ginocchia se opportunamente rivestite.

– Protezione per il naso anche se di materiale rigido.

– Paradenti non colorati, trasparenti.

– Occhiali, se non sono pericolosi per gli altri giocatori

Su questi dispositivi medici non c’è mai stata nessuna restrizione di forma e/o colore: un giocatore può portare anche due ginocchiere di colore diverso!

– Polsini, larghi massimo 10cm in materiale tessile devono essere dello stesso colore dominante della maglia, oppure bianchi oppure neri, ma tutti i giocatori della squadra li devono avere dello stesso colore.

– Taping di braccia, spalle, gambe etc. devono essere dello stesso colore dominante della maglia, oppure bianchi oppure neri, ma tutti i giocatori della squadra lo devono avere dello stesso colore.

– Cavigliere di colore trasparente o bianca o nera ma tutti i giocatori della squadra le devono avere dello stesso colore. Polsini e cavigliere sono novità 2017, sul taping è stato aggiunto più di qualcosa.

Le scarpe con qualunque combinazione di colori per ogni singolo giocatore, ma destra e sinistra devono essere uguali. Luci lampeggianti, materiale riflettente o altri ornamenti non sono permessi. Le maglie, se hanno le maniche, queste devono terminare sopra il gomito. Maglie a maniche lunghe non sono permesse. I pantaloncini devono terminare sopra il ginocchio. I calzini dello stesso colore dominante per tutti i componenti della squadra – i calzini si devono vedere! Non c’è restrizione sulla lunghezza che può essere diversa tra i componenti della squadra ma quelli corti devono fuoriuscire dalla scarpa.

Un giocatore che ha una divisa non conforme o indossa equipaggiamento non permesso non potrà prendere parte alla gara. Ovviamente l’equipaggiamento non permesso può essere tolto, eliminando l’irregolarità.

Se tutti si attenessero, conoscendole, a queste semplici indicazioni non sarebbe necessario esercitare nessun tipo di controllo evitando estenuanti discussioni nel pregara. Può capitare che per una svista o dimenticanza sia concesso ad un giocatore di scendere in campo, per una gara o parte di essa, con equipaggiamento non permesso. Questo ovviamente non può fare giurisprudenza ne garantire in tutte le partite successive l’utilizzo dello stesso equipaggiamento. Più raramente, ma è capitato, non è stato permesso l’utilizzo di qualcosa che invece è consentito. E’ necessario che ci sia massima collaborazione da parte di tutti per garantire equità e rispetto delle regole, ma soprattutto evitare di utilizzare qualcosa che possa poi diventare pericolosa per chi la indossa e per chi gli sta intorno. Pensate se nel rubare un pallone o prendendo un rimbalzo un dito si infilasse in quei braccialetti di gomma che ogni tanto qualcuno si dimentica al polso, una piccola torsione ed il danno è fatto!

L’obiettivo principale è quello di evitare che qualcuno si possa infortunare anche lievemente per una piccola negligenza. Altri obiettivi sono ordine uniformità e immagine. Sicuramente le scelte non possono accontentare o collimare con il pensiero di tutti, probabilmente qualcosa è perfettibile e sicuramente sarà perfezionato in futuro. Giocare a pallacanestro, a qualunque livello, significa accettare le regole, rispettarle e farle rispettare.

Reggio Emilia, Max Menetti soddisfatto dei suoi ragazzi: "Con l'allenamento e la dedizione al lavoro saliremo in classifica"

Dettagli
Scritto da Luigi
Pubblicato: 18 Novembre 2017
Creato: 18 Novembre 2017
Visite: 736

Reduce da due vittorie consecutive tra EuroCup e campionato, la Pallacanestro Reggiana viaggia sulle ali dell’entusiasmo sotto la guida di uno scatenato Max Menetti.

In un’intervista con Nicola Apicella di Repubblica, l’allenatore di Reggio ha tracciato una linea sull’andamento di inizio stagione: “Quando c’è un inizio difficile, con tanti cambiamenti rispetto alla scorsa stagione, capisci che c’è qualcosa da migliorare. Reggio non era più abituata a non vincere più di due partite, ma adesso siamo concentrati e la fiducia non è mai mancata, neanche in questi momenti. La società è stata brava a gestire la situazione e adesso cerchiamo di tirare dritto.”

Su chi pensasse che questa squadra dovesse piazzarsi nei primi posti Menetti ha replicato: “La cosa che ci ha fregato è il precampionato. Siamo partiti troppo forte e quando ci sono i momenti difficili come questo inizio di stagione fatichi a rialzarti. Detto ciò questa è una squadra che lavora e ha voglia di vincere e di migliorare. Nessuno dei ragazzi vuole essere protagonista di una stagione maledetta, io sono molto tranquillo perché so che questa squadra crescerà presto, anche se la posizione in classifica dice altro”.

  1. La Pallacanestro Forlì ospita il Kleb Ferrara all'Unieuro Arena
  2. Educazione fisica a scuola? Il 28% non ha neppure la palestra. Dove vogliamo andare…
  3. Alessandro Abbio e la rinascita del basket piemontese
  4. Gianni Petrucci fa visita alla Leonessa Brescia: "La società ha tutto per diventare un modello"

Pagina 151 di 512

  • 146
  • 147
  • 148
  • 149
  • 150
  • 151
  • 152
  • 153
  • 154
  • 155

Tutti gli articoli

Altri siti

BasketcoachBASKETCOACH.NET

Chantaloba Camp

Login

Chi è online

Abbiamo 171 ospiti e nessun utente online

Sei il visitatore n.

  • Visite contenuti 3306337
© 2022 Tutto il materiale presente è © dei rispettivi autori e aventi diritto. Si ringrazia Aldo Reggi per l'elaborazione grafica.