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Fonte: TGCom24
Non tutte le scuole sono dotate di palestre. Ma quando ci sono, non è sempre una festa: pavimenti difformi (5%), finestre rotte (25%) e segni di fatiscenza vari (37%) non aiutano di certo lo stato di sicurezza degli studenti. I Dati Cittadinanzattiva.
Attraverso i dati del XV Rapporto sulla sicurezza delle scuole di Cittadinanzattiva, Skuola.net prende in esame i requisiti strutturali e lo stato di salute delle palestre scolastiche: il luogo ludico per eccellenza della scuola Italiana, il regno dei professori di Educazione fisica, non sembrerebbe navigare in ottime acque. I dati del rapporto sono stati raccolti tramite un monitoraggio civico condotto su un campione di 75 scuole in 10 regioni italiane, la lettura di fonti ufficiali e, infine, tramite l’istanza di accesso civico inviata da Cittadinanzattiva in 2821 Comuni e Province, relativi a 4401 edifici scolastici di 18 regioni.
Palestra? Assente
Il primo dato che fra tutti salta immediatamente all’occhio e che merita di essere esposto per primo è che non tutte le scuole sono dotate di palestre. Purtroppo mancano nel 28% delle strutture monitorate. Viceversa, laddove le palestre ci sono, scarseggiano delle attrezzature adeguate allo svolgimento delle attività sportive. Si segnalano, principalmente, arredi non a norma o attrezzi ginnici danneggiati (29%) che rallentano o addirittura bloccano del tutto il normale andamento delle lezioni.
Purtroppo, non è finita qui. Rilevati anche pavimenti difformi (5%), finestre rotte (25%) e segni di fatiscenza vari (37%) che non aiutano di certo a garantire la sicurezza degli studenti. Ma anche le pareti risentono di qualche danno: il 37% presenta muffe e infiltrazioni; e più di 1 palestra su 4 ha distacchi di intonaco (28%). A guardare più da vicino, poi, i dati riguardanti la pulizia degli ambienti adibiti alle lezioni di educazione fisica scopriamo che in alcuni casi l’igiene scarseggia con polvere (29%), sporcizia (25%) e cattivi odori (21%). Da una attenta analisi del locale palestra emergono, inoltre, problematiche di carattere più tipicamente strutturale: assenza di porte-antipanico (27%), barriere architettoniche (19%), impianti elettrici non adeguati (22%).
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Alessandro Abbio ha parlato a La Repubblica. Queste le sue parole sul momento positivo del basket piemontese che può contare su realtà come Biella.
Alessandro “Picchio” Abbio ha parlato a La Repubblica. Queste le sue parole sul momento del basket piemontese in A2: “La continuità deve essere il filo logico di qualunque sistema. Bisogna dare ragione a Biella e Casale che hanno continuato nella strada intrapresa, anche quando hanno avuto battute a vuoto. Non hanno pensato a tagliare allenatori, a ingaggiare giocatori: la continuità è fondamentale“.
Abbio parla anche di Federico Danna: “Non lo scopro di certo io, anzi quasi il contrario… E stato mio allenatore in Serie A, un maestro nel settore giovanile, mi ha cambiato la vita. Sta facendo un gran lavoro a Biella: puoi amarlo o odiarlo, ma se lo vedi lavorare capisci la pallacanestro”.
Stefano Villa
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“Vedere Brescia in testa alla classifica è una sorpresa, ma è impossibile arrivare al vertice senza aver lavorato bene. Qui ci sono tutti i presupposti per poter far bene e perché la società possa essere considerata un modello”. Queste le parole di Giovanni Petrucci, Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, in visita a Brescia nella giornata di oggi.
Accompagnato dal Vicepresidente Federale Gaetano Laguardia e da Alberto Bellondi, responsabile gare della FIP Lombardia, il Presidente Petrucci ha incontrato il Presidente del Basket Brescia Leonessa Graziella Bragaglio, il patron Matteo Bonetti, il General Manager Sandro Santoro, il Direttore dell’Area Marketing Nicola Tolomei e Mauro Ferrari, Amministratore Delegato di Germani Spa. A margine della sua visita, il Presidente della FIP ha incontrato anche i membri dello staff tecnico e tutti i giocatori della Leonessa presso la sede del Polivalente di via Collebeato, rispondendo anche ad alcune domande dei giornalisti presenti.
“Quella di venire a Brescia era una promessa che avevo fatto alla presidente Graziella Bragaglio e a Mauro Ferrari, titolare di Germani – ha spiegato il Presidente Petrucci -. Sono stato fortunato a venire nel momento in cui la squadra sta raccogliendo ciò che ha ben investito in tutti questi anni. So che a Brescia l’entusiasmo che c’è per il basket non era mai arrivato a questo punto, questo vuol dire senza dubbio che questa società ha ben lavorato nel tempo. La mia visita vuole essere un omaggio a questo lavoro, che presuppone il coinvolgimento di giocatori italiani importanti e questo per me è motivo di soddisfazione. Abbiamo grande rispetto per la tradizione dei piccoli centri, ma un Brescia in Serie A pronto a competere ad alti livelli è una grande pubblicità per tutta la pallacanestro italiana”.
“La bellezza dello sport è che ci sono sempre sorprese, cinque vittorie di Brescia in cinque partite ne sono la testimonianza – ha proseguito il massimo dirigente della FIP -. È vero che Brescia in testa alla classifica è una sorpresa, ma è anche il risultato di un lavoro fatto, senza il quale è impossibile arrivare al vertice. Qui ci sono tutti i presupposti per poter far bene e perché la società possa essere considerata un modello. Il fatto che il nuovo palasport sia pronto quanto prima, poi, è la testimonianza che anche la città e le Istituzioni sono attorno a questa squadra. Una partita della Nazionale al PalaLeonessa? È una possibilità, vediamo quando sarà inaugurato. La Federazione per ora ha fornito una lista di impianti alla FIBA, vediamo se sarà possibile inserire quello di Brescia nella lista per il prossimo futuro, anche perché il nuovo palasport avrà le caratteristiche per l’omologazione”.
“Luca Vitali è uno dei giocatori a cui sono più affezionato – ha concluso Petrucci, parlando dei due giocatori della Germani convocati in Nazionale -. Il suo amore per la maglia azzurra è straordinario, ricordo che qualche anno fa sarebbe venuto in Nazionale anche da infortunato e con poche chanches di poter giocare. Brian lo conosco poco, ma ora abbiamo il padre come testimone delle sue qualità. L’ho sempre seguito anche quando era a Sassari, quella dei Sacchetti è una famiglia straordinaria alla quale sono molto affezionato. Andrea Diana? È un coach che stiamo seguendo con attenzione. A me piacciono molto gli allenatori sereni, che sono sempre dentro le righe. E poi per lui i risultati parlano da soli, facendo una battuta potrei dire che lui oggi è più popolare di me”
“Abbiamo lavorato tanto, costruendo di volta in volta i tasselli di un progetto che oggi ci ha portato a essere primi in classifica – spiega il Presidente Graziella Bragaglio a margine della visita del Presidente Petrucci -. Questa è una soddisfazione strepitosa per noi, per la nostra città, ma anche per la Federazione, che sa di poter contare su Brescia, che si propone come un modello come Trento o Reggio Emilia, società che hanno lavorato sempre molto bene, facendo progetti importanti nel tempo.
Il fatto che il Presidente Petrucci sia venuto a trovare la nostra squadra è per noi un motivo di grande orgoglio, così come le parole che ha detto su di noi e sul nostro allenatore. Brescia in questo momento può dire di essere un modello da imitare soprattutto per l’unità del gruppo e per la bontà del lavoro che viene fatto tutte le settimane in palestra, che poi sta portando risultati la domenica in campo”.
“Restiamo con i piedi ben saldi per terra – ha concluso il Presidente del Basket Brescia -: abbiamo come obiettivo quello di raggiungere i playoff, ma soprattutto di lavorare sempre bene, con voglia ed energia. Il palasport? Attendiamo informazioni dal Comune, so che i lavori stavano procedendo nel migliore dei modi. Se fosse pronto per i playoff sarebbe il raggiungimento di un traguardo importante, ma nel frattempo abbiamo chiesto un aumento della capienza del PalaGeorge di Montichiari, perché le gare della postseason devono essere giocate in impianti che contengano almeno 5.000 posti”.
Fonte e foto: Uff. stampa Germani Basket Brescia
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Buonasera Coach, presentiamo la gara di domenica al PalaRadi, dove incontreremo la Dinamo Sassari, squadra che la riporta a tanti ricordi sportivi e ad un’isola, la Sardegna, che lei ama particolarmente a livello personale.
I ricordi sono di quelli importanti…il fatto che ho la residenza in Sardegna testimonia il fatto che mi sono trovato molto bene, al di là della pallacanestro. Sarà una partita in cui si incontrano una squadra come la nostra che si deve salvare, mentre loro puntano ad arrivare nelle prime quattro squadre del campionato, anche se non sarà facile. Poi in particolare la pallacanestro ha dimostrato che non sempre la squadra più forte vince. Quindi con questo spirito affrontiamo questa partita che giochiamo in casa nostra, con l’obiettivo di allungare la parte di prestazione che di solito facciamo molto bene; dobbiamo cercare di “prolungare” ciò che di buono facciamo in 20 minuti, mantenendolo per 40.
Abbiamo due giocatori come i cugini Diener, che avranno sicuramente a cuore questa gara, soprattutto Travis che con la maglia di Sassari aveva dato l’addio al basket giocato; da ex-giocatore come le preparava queste partite particolari?
Sicuramente quando torni in un posto in cui sei stato bene ci tieni tanto a dimostrare il meglio di te stesso e di solito ci tieni anche a battere la squadra in cui hai giocato e per un professionista è giusto che sia così. Per Travis potrà essere diverso il ritorno a Sassari…io e Drake abbiamo già provato l’emozione di tornare in Sardegna; per Travis, soprattutto al ritorno, sarà invece una partita “diversa”.
Domenica noi abbiamo fatto bene a Pesaro, scontro diretto per la salvezza; il nostro prossimo avversario ha strapazzato la squadra probabilmente più forte del campionato, l’Olimpia Milano. Arriviamo perciò entrambe da una settimana positiva, cosa si attende da questa gara davanti al nostro pubblico?
Sassari ha fatto una buona partita con Milano. Tra Sassari e Milano c’è una rivalità particolare che è nata negli ultimi anni. Andando a giocare in Sardegna si rischia di iniziare a prendere canestro ed essendo una squadra che gioca bene in contropiede, si rischia poi di perdere la partita. Ma non è una novità la grande prestazione di Sassari. Paradossalmente quando ero a Sassari abbiamo vinto più volte a Milano, ma quella sarda è una squadra di tutto rispetto.
Coach, un’ultima domanda: può racchiudere in una frase l’emozione che le da la Sardegna tutte le volte che ha la possibilità di ritornare nella sua casa di Alghero?
Al di là della pallacanestro, nel tempo io ho imparato a conoscere i sardi ed i sardi hanno imparato a conoscere me. Ci siamo conosciuti a vicenda e ci siamo trovati in sintonia. I sardi ci mettono un po’ ad aprirsi, ma quando poi sei riuscito ad instaurare un rapporto di stima, quel rapporto non finisce più.
Grazie coach, buona giornata e buona partita.
Fonte e foto: uff. Vanoli Cremona
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