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Sabatini prova a trattenere Boniciolli. Il patron: "Gli do il 33% in più, poi se certe cose non le dice è meglio..."

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 29 Aprile 2009
Creato: 29 Aprile 2009
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Matteo Boniciolli
Matteo Boniciolli

CLAUDIO Sabatini rilancia per il rinnovo del contratto di Matteo Boniciolli. «Siamo consapevoli della portata del suo lavoro e dei risultati che sta ottenendo. Proprio per questo gli offriamo il 33% in più di quanto percepisce in questa stagione. È il massimo sforzo che ci possiamo permettere per rinnovare il contratto e comunque mi sembra una proposta significativa».

 

 

Il giorno dopo le parole del coach («Il prossimo anno non sarò più qui») è arrivata la dichiarazione d´intenti del patron bianconero, che mette sul piatto più soldi e un attestato di stima per l´allenatore dell´anno della passata stagione. Che qui si è appena preso l´Eurochallenge.

La questione in ogni modo non dà l´idea di potersi risolvere con questo botta e risposta, semplicemente perché è da verificare quanto l´offerta sia vicina alla domanda. E l´impressione è che la distanza resti parecchia. Lo stesso Sabatini ammette che il borsino del mercato in certi casi è allineato a un´asticella troppo alta per le casse virtussine. «Sappiamo anche che ci sono squadre che possono pagare molto di più e crediamo pure, ma è solo una nostra opinione, che ce ne siano di meno bravi di lui, o se suona meglio con un rendimento inferiore al suo, che guadagnano molto più di Matteo. Noi oltre però non possiamo andare».

Ci vorrà tempo, serviranno probabilmente altri incontri ed altre offerte perché il matrimonio vada avanti. Il bivio rimane sempre quello. O le parti si lasceranno, risolvendo il rapporto, oppure ci sarà un adeguamento, che, per accontentare la richiesta di Boniciolli, lecita secondo il mercato e i risultati arrivati, dovrebbe aumentare più del 33% proposto dal patron bianconero, che, fra parentesi non ha gradito le ultime dichiarazioni del suo tecnico: «Se fosse stato un altro allenatore l´avrei cacciato. Ma mi sta simpatico, anche perché è simile a me».

Istrionici, a dir poco. Intanto si cominciano a delineare le eventuali alternative. Due nomi girano da tempo - non solo per la Virtus, ma anche per la Fortitudo - e sono quelli noti di Luca Bechi, anche nella passata stagione vicino all´Aquila, e di Giorgio Valli, che ha raggiunto lo zenit nel suo triennio a Ferrara. Anche su di lui, avrebbe fatto dei sondaggi Pesaro, non solo la Gmac.

Oltre a questi però anche Lino Lardo, di sicuro il più esperto del terzetto, e reduce da tre stagioni ottime, per la resa rispetto al materiale a disposizione a Rieti. Lardo, maestro delle difese tattiche, con la sua Rieti sta battagliando per la serie A con la Fortitudo, ma è anche l´unico di questo lotto con esperienze di alto livello: nel 2005 con l´Armani giocò la finale scudetto con i biancoblù, cedendo alla arcinota tripla di Douglas al Forum. Per finire Banchi, il vice di Pianigiani a Siena.

"Roma, carica vincente"

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 27 Aprile 2009
Creato: 27 Aprile 2009
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Becirovic: «Abbiamo aggredito subito Milano. Vittoria fondamentale»

 

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Nando Gentile
Nando Gentile

ROMA - Tonolli lo aveva previsto: Hawkins sarebbe andato in cerca di vendette e rivincite. Ovvero in cerca della maniera peggiore per rendersi utile all'Armani. Infatti, dopo aver salutato (bontà sua.

 

..) prima Veltroni e poi il presidente della Virtus Toti, la guardia americana ha subito provato a fare il fenomeno. Risultato: è stato letteralmente cancellato dal campo dalla staffetta Douglas-De La Fuente, tanto che il suo primo canestro su azione è arrivato al 2' dell'ultimo quarto. Ma tutta la Virtus ha dato una straordinaria dimostrazione di come, recuperando gli infortunati, sia in grado di tenere altissima l'intensità difensiva. «Roma è stata mentalmente più pronta di noi - ha ammesso deluso della sua Milano il coach Bucchi -. Ed aveva più "fame", quella che le nostre 8 vittorie di fila ci ha tolto, come dimostrano le 13 perse nei primi 13'».

NANDO - Nando Gentile anche ieri è riuscito a trasmettere alla squadra quella carica agonistica che l'aveva reso un giocatore speciale. Non solo: ritrovando i suoi infortunati, ha gestito nel migliore dei modi la partita, studiata e preparata in ogni dettaglio. «All'andata avevamo vinto aggredendo Milano a tutto campo grazie alla pressione degli esterni - ha spiegato il tecnico della Virtus - Abbiamo ripetuto la stessa gara. Con Brezec, Becirovic e De La Fuente abbiamo più rotazioni, più energia. Se vogliamo puntare ad obiettivi importanti abbiamo bisogno di tutti». Una settimana fa chi non credeva in Roma la dava già esclusa dalla lotta per il 2° posto. Invece... «Io continuo a credere che arrivare secondi o terzi nella regalar season non conta nulla. Mi interessa arrivare al meglio possibile e... tutti sani». Come appunto... Sani Becirovic, straordinario nel prendere per mano Roma nei minuti del break. «Abbiamo iniziato la partita nel modo giusto - ha spiegato l'asso sloveno -, spingendo sull'acceleratore. Questa vittoria vale tantissimo, sia per la classifica che per il futuro: ci dà carica e mentalità positiva. La mia prestazione? Tutta cuore e testa. Le gambe non c'erano anche se all'inizio non sentivo dolore. Devo ringraziare i dottori che mi hanno rimesso in piedi». Becirovic solo con la sua presenza, e la sua capacità di procurarsi tiri liberi, regala a Roma più sicurezza. Lo stesso che fa De La Fuente, professore del basket essenziale, con il suo gioco fatto di tanti dettagli fondamentali. Tornato dopo un lungo periodo trascorso a soffrire per colpa di una tendinite, l'ala spagnola ha fatto sempre la cosa giusta contro Milano, offrendo al proprio pubblico una perla di pallacanestro in post basso: fìnta verso il centro e scivolamento sulla linea di fondo. Da applausi. «So di non essere ancora al 100% -ha detto con la consueta modestia - oggi ho cercato solo di dare il meglio che avevo. La chiave della nostra vittoria? La mentalità con cui abbiamo subito aggredito Milano. Deve essere la stessa anche nei play off».

TONOLLI - Poteva la Lottomatica farsi mancare l'infortunato di turno? Stavolta è toccato al capitano. Tonolli, bravo del garantire il solito apporto di intensità difensiva, a cui ha aggiunto una bomba allo scadere del 24", cadendo ha riportato quella che a prima vista sembrerebbe una distorsione del collaterale del ginocchio sinistro. Se la risonanza magnetica di oggi dovesse confermare la prima diagnosi, dovrebbe rimanere fermo almeno 2 settimane.

 

da Basketnet.it

NBA Playoffs: Iguodala si sveglia troppo tardi, Turkoglu e Orlando pareggiano il conto

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 27 Aprile 2009
Creato: 27 Aprile 2009
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PHILADELPHIA 76ERS – ORLANDO MAGIC 81:84

Wachovia Center (Phi). Hedo Turkoglu. Questo il nome dell’Mvp di serata, il nome del giocatore che negli ultimi 12 minuti, ma in generale per tutta la partita non ha fatto altro che tenere a galla prima, e portare al successo poi gli Orlando Magic.

 



PHILADELPHIA: Miller 17, Dalembert 9 rimbalzi, Iguodala 11 assist.

ORLANDO: Howard 18, Howard 18 rimbalzi, Alston 5 assist.

SERIE: sul 2-2

Deve avere un gran senso del dramma il turco ex Sacramento Kings, visto che ha tirato il coniglio dal cilindro (sotto forma di tripla ndr), tra l’altro con una freddezza e sicurezza disarmante. Mostra la maglia quando orlando è a +3 ed alza le mani al cielo sulla preghiera sbagliata di Iguodala. Proprio quest’ultimo può essere definito il grande assente di serata, nonostante i suo 13 punti e 11 assist. Si è accesso nel finale di match, ha sparato la raffica che avrebbe potuto permettere a Phila di vincere il match, ma a conti fatti e mente lucida non il miglio Iguodala visto fino a questo momento e se Phila vuole arrivare da qualche parte non può prescindere dal suo numero 9. nella maniera più assoluta.

La cronaca. La missione dei padroni di casa parte subito con le marce alte innescate. Philadelphia prova subito a correre e ad alzare il numero dei possessi cosi come di tenere il punteggio alto. Questa volta niente inizio stratosferico di Andre Miller o Andre Iguodala, ma a guidare i Sixers ci pensano Young e Willie Green che nei primo dieci minuti riescono nel tentativo di mantenere viva la partita evitando che Oralndo scappasse via. Dall’altra parte coach Sten Van Gundy si affida alle mani di Courtney Lee e di Dwight Howard per cercare di mettere pressione agli avversari. Lewis è un semi fantasma e allora al suono della prima sirena è sostanziale equilibrio in campo (al 10’).

La serata, o meglio le serate fino a questo momento (il nome dell’ex Seattle Lewis è quello maggiormente posto sul banco degli imputati ndr), non esaltanti da dietro l’arco dei tiratori della Florida costringe coach Van Gundy a rispolverare addirittura JJ Reddick (1/4 totale e 0/3 dalla distanza) anche se il piano partita è chiaro ed evidente: palla a Dwight Howard e provare a far male alla front line avversaria, oltre che far prendere a ‘Superman’ il ritmo partita (10 punti e 6 rimbalzi a metà secondo periodo). Al giro di boa del secondo quarto a dominare sono gli errori, Evans per Phila, Turkoglu prova a rispondere per le rime e a poco più di qualche minuto dalla fine del primo tempo il tabellone è ancor in netta parità (36:36 al 24’).

Il secondo tempo è tutto di marca Magic: Alston apre il fuoco dalla lunga distanza, Phila prova a tenere botta, Lewis si sveglia dal torpore da tre (14 punti) ed in comproprietà con Howard porta Orlando sul primo massimo vantaggio di serata (41:51). Iguodala e Miller continuano a latitare, Thaddeus Young e Willie Green dimostrano ancora di avere talento e faccia tosta da vendere e Sixers di nuovo a -5 (50:55). Il finale di gara, però, è ancora dei viaggianti che allargano la forbice con il canestro sulla sirena dell’ultimo ‘stop and go’ di Courtney Lee (55:64).

Jump shot di Williams, libero di Howard, layup di Turkoglu e 5 punti in fila di Miller per aprire gli ultimi 12 minuti di gioco (61:67). Philadelphia decide di complicarsi la vita da sola e Williams regala in una sola volta tre cose a Lewis che prima recupera, poi segna in contropiede subendo anche in fallo e dulcis in fundo piazza anche il libero aggiuntivo (65:73). Il tassametro corre, la sabbia nella clessidra scorre e ciò vuol dire che è il momento delle grandi stelle e dei grandi giocatori. La rimonta dei padroni di casa passa per le mani del suo giocatore principale, Andre Iguodala (13 e 10 assist fino a questo momento), che in coppia con Williams piazza un parziale di 6-0 che riapre totalmente il match (77:79 al 46’ con penetrazione di Miller).

Turkoglu prova a fermare l’emorragia di Orlando, ma tocca ancora una volta a Miller mettere in difficoltà il team della Florida (81:79), prima di perdere palla a 40’’ dalla sirena finale. Un time out ciascuno per entrare nelle battute finali, in cui Iguodala mette ancora il suo zampino sul canestro che a 24’’ circa mette tutto di nuovo in parità (81:81). Turkoglu gela il Wachovia Center dalla lunga distanza (81:84) mentre Iguodala sbaglia l’ultima Ave Maria della serata che serve solo ai Magic per pareggiare la serie.

 

da Basketnet.it

NBA Playoffs. Cleveland completa lo ‘sweep’, Pistons eliminati

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 27 Aprile 2009
Creato: 27 Aprile 2009
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EASTERN CONFERENCE – PRIMO TURNO – GARA 4CLEVELAND CAVALIERS @ DETROIT PISTONS 99-78 (serie: 4-0)

CLEVELAND: James 36pt-13reb-8ass, Williams 24pt-4ass, West 12pt-5ass

DETROIT: McDyess 26pt-10reb, Stuckey 14pt-6ass, Bynum 22pt

 

 

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LeBronJames, 36pt in gara-4
LeBronJames, 36pt in gara-4

I Cavs, come da pronostico, spazzano via i Pistons, vincendo nettamente anche gara-4 (99-78 alla fine).

 

È la terza volta, nella storia Nba, che in un primo turno di playoff, una squadra compie lo ‘sweep’ sull’avversaria vincendo ogni partita di almeno dieci punti (i precedenti: Celtics nel 1980, Pacers nel 2004).

LeBron&co ora attendono la vincente della serie tra Miami e Atlanta (per ora 2-1 Miami), che, in caso di un prolungamento fino a gara-7, garantirebbe ai Cavs più di una settimana di riposo.

Dal canto loro invece i Pistons pongono fine a un’era ad altissimi livelli nella Eastern Conference (negli ultimi sei anni, i Pistons sempre almeno in finale di Conference).

 

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La delusione di Rodney Stuckey
La delusione di Rodney Stuckey

La gara – ancora una volta protagonista è LeBron James. Dominante come suo solito ma anche ottimamente sostenuto dai compagni e in controllo della difesa. Le cifre di gara-4 recitano 36pt-13reb-8ass, a completare una media nella serie di 32pt-11,3reb-7,5ass, con il 51% al tiro. Non a caso in diversi momenti della gara il Palace of Auburn Hills all’unisono gli ha dedicato cori, acclamandolo MVP. Fondamentale comunque, anche in gara-4, il supporting cast: se in gara-3 l’aiuto decisivo, anche vista la serata storta di Williams e West, era giunto da Joe Smith, stavolta le due guardie ritrovano la mano e la sicurezza, realizzando in coppia 36pt con 14-28 al tiro (5-8 da tre). Importante anche l’atteggiamento e la solidità difensiva messi in mostra dai Cavs, tali da limitare i Pistons a un 40% scarso al tiro nella serie e a soli 78 punti di media.

La gara in sè, nel suo svolgimento, non ha tantissimo altro da dire. Detroit riesce a restare a contatto soltanto nel primo quarto, mentre il parziale del primo tempo già dice 51-42 Cavs, fino poi al netto +21 finale.

Gli sconfitti – per Detroit, per l’ennesima volta, manca il contributo da parte di quei giocatori che dovrebbero rappresentare la spina dorsale della squadra. Le statistiche non lasciano scampo a Wallace (0pt, con 0-7 al tiro), Hamilton (6pt, 2-12) e Prince (2pt, 1-5). A Detroit dunque già si parla di ricostruzione e di possibili partenze, a cominciare da quelle date quasi per certe di alcuni free agents, Iverson su tutti, ma molto probabilmente anche Rasheed Wallace, che andrebbero a garantire parecchio spazio salariale da poter reinvestire. Vedremo i movimenti. Sicura sembra invece la conferma di Michael Curry alla guida della squadra.

 

da Basketnet.it

COUNTDOWN # 8

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 27 Aprile 2009
Creato: 27 Aprile 2009
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Claudio Sabatini con il suo primo Trofeo
Claudio Sabatini con il suo primo Trofeo

FIVE - A Claudio Sabatini (proprietario La Fortezza Bologna) che solo nel 2003 aveva scongiurato il fallimento della gloriosa Virtus Bologna dopo che la FIP l'aveva esclusa dal campionato di Lega A a causa del cosiddetto "lodo Becirovic". Dopo nemmeno 6 anni riporta nella prestigiosa bacheca un trofeo europeo, l'EuroChallenge della FIBA, chiaramente non paragonabile all'Eurolega ma che è comunque un motivo di prestigio per l'intero basket italiano.

 

Ed è giusto dare a Sabatini, creatore del Futurshow (fiera dedicata alle innovazioni tecnologiche), grandi meriti per la qualità degli eventi che ha organizzato in questi ultimi anni. E queste final four di EuroChallenge sono solo l'ultima conferma. Inoltre, come tutti i grandi imprenditori, sta già lavorando per il futuro: il prossimo anno tornerà alla Virtus Massimo Faraoni che aveva già lavorato con Sabatini in legadue nella stagione 2004-05 come General Manager contribuendo al ritorno delle "Vu Nere" al piano superiore.

 



 

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Terrell Mc Intyre
Terrell Mc Intyre

FOUR - A Terrell Mc Intyre (playmaker del 1977 di 175cm della Montepaschi Siena) che continua a stupire e che da quando è arrivato a Siena oltre ai 2 scudetti e a 2 supercoppe ha vinto in febbraio anche la sua prima coppa Italia. Anche quest’anno Terrell Mc Intyre è tra i migliori 10 giocatori dell’Eurolega entrando pure per il secondo anno consecutivo lista delle 10 nomination per l’MVP della stagione 2008/2009, stilata calcolando i voti dei tifosi e dei giornalisti di tutta Europa. Per il piccolo grande uomo della Mens Sana si tratta di una riconferma, visto che nella stagione scorsa era stato inserito addirittura nel miglior quintetto come “best point-guard of the Year”. 
A 31 anni compiuti continua a lavorare duro in palestra per migliorare il suo gioco e la sua leadership. Un esempio per tutti.

 

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Stefano Pillastrini
Stefano Pillastrini

THREE - A Stefano Pillastrini (allenatore della Cimberio Varese) che aggiunge al proprio curriculum una promozione in una delle piazze più prestigiose del basket italiano (10 scudetti e 5 Coppe dei Campioni vinte nella sua storia) dopo quella con Cervia 1993-1994 (dalla Serie B1 alla A-2), con Montecatini 1998-99 (dalla Serie A-2 alla Serie A-1), con Montegranaro 2003-04 (dalla Serie B1 alla Legadue) e sempre con Montegranaro 2005-06 (dalla Legadue alla Serie A). Nessun allenatore in 10 stagioni ha conquistato 3 promozioni dalla seconda alla prima serie. La promozione conquistata ieri, dopo una stagione in cui Varese è stata in testa per ben 29 giornate, deve essere condivisa oltre che con lo staff tecnico anche con due grandi ex giocatori varesini (il General Manager Francesco Vescovi e il Team Manager Massimo Ferraiuolo) che alla prima vera esperienza dietro la scrivania si sono subito dimostrati all'altezza.

 

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Ibrahim Jaaber
Ibrahim Jaaber

TWO – A Ibrahim Jaaber (play-guardia del 1984 della Lottomatica Roma), che ha trascinato la sua Lottomatica nell’importante anticipo del mezzogiorno contro l’Armani Jeans Milano, realizzando 21 punti (conditi da 5 recuperi e 3 assist) nel successo che potrebbe garantire al club capitolino il secondo posto al termine della regular season. Arrivato poco più di un anno fa in punta di piedi ed adeguatosi inizialmente a fare lo specialista difensivo, il newyorkese di origini egiziane si sta dimostrando uno dei protagonisti del campionato, e sarà un uomo chiave - anche più del discontinuo Sani Becirovic - nello scacchiere di Nando Gentile in vista dei playoff. Se Roma vuole avere qualche possibilità di competere con il Montepaschi per lo scudetto, o quantomeno di vendere cara la pelle nelle gare che si disputeranno al PalaLottomatica, molto dipenderà dalle prestazioni dell'americano con passaporto bulgaro.

 

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Luca Bechi
Luca Bechi

ONE - A Luca Bechi (allenatore dell'Angelico Biella) che alla sua terza stagione da capo allenatore sempre in Piemonte si sta riconfermando tra i migliori dell'intero campionato. A parte Simone Pianigiani, fuori classifica, con Capobianco e Valli (battuto 2 volte) anche il coach di Biella è uno dei candidati al titolo di coach dell'anno. E' noto a tutti che è in scadenza del contratto e che il suo nome è giustamente tra quelli più ricercati dai dirigenti che penseranno ad un nuovo allenatore ma i tifosi di Biella chiedono al club di rinnovare subito con lui per altri 3 anni e Marco Atripaldi farebbe bene a seguire questo consiglio come del resto anche Bechi farebbe bene a continuare a lavorare a Biella che è da sempre uno dei club migliori per poter crescere e maturare esperienze positive. La coppia Atripaldi-Bechi che dopo un solo anno è tornata a lavorare insieme anche questa stagione potrebbe conquistare oltre che il 50% di vittorie (come nel 2006-07) anche il suo scudetto che sono i play off.

 

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ZERO – Ai 35 commissari e 6 arbitri della FIP coinvolti nell'inchiesta della procura di Reggio Calabria che non solo saranno in cerca di una rivincita ma soprattutto vorranno dimostrare la propria estraneità ai reati di cui vengono accusati dai PM calabresi. Qualcuno vorrebbe annullare partite e campionati che ritiene falsati, altri sostengono la propria innocenza e sono contrari a provvedimenti eccessivamente pesanti, ma al di là di quello che disporranno le sentenze della giustizia ordinaria e di quella sportiva, c’è grande amarezza per un “cancro” - se sarà dimostrato - che il popolo del basket non pensava (forse utopisticamente) potesse colpire il proprio sport. Oltretutto, questo potenziale scandalo giunge come un fulmine a ciel sereno (se di serenità si può parlare) proprio nel momento in cui la Fiba sta valutando le candidature per i mondiali di basket del 2014. Sarebbe molto grave se una manifestazione di tale portata fosse negata all'Italia a causa di questa inaspettata vicenda.

 

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ZERO BIS - Ai Vertici della FIP. Per la prima volta dopo 8 settimane dobbiamo indicare non uno ma ben due segnali sconfortanti. Si possono tracciare giudizi tecnici sul valore della coppa assegnata ieri a Bologna ma per la prima volta dopo ben 7 anni una squadra italiana si aggiudica un trofeo internazionale. In un momento dove la nostra nazionale non brilla per risultati e progetti, in una stagione dove la nostra unica vera corazzata in Eurolega viene affondata ai quarti la federazione sceglie il momento peggiore per essere completamente assente all'evento. Meneghin, avvistato peraltro allo "spareggio" di Varese di Legadue, non trova il modo per riuscire a presenziare nemmeno attraverso uno dei suoi collaboratori. Sabatini a fine gara si gusta la gioia del successo ma ricorda, questa volta giustamente, che si giocava a Bologna, nota anche come basketcity, e che una società italiana ha dato lustro all'Italia prima ancora che alla Virtus stessa. La rumorosa assenza della FIP stona ancora di più perchè poteva essere anche il contesto giusto per dare una spinta mediatica alla candidatura italiana ai mondiali del 2014. Ed era anche una buona occasione per evitare e sopire sterili polemiche da cortiledal sapore tutto italiano, vedi caso Virtus-Siena, e per una volta dimostrare unità d'intenti.

 

 

da Basketnet.it

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