Ettore Messina
Ettore Messina

Intervista tratta da Radio Radio Basket.

Lui oggi è a Kazan per la semifinale del campionato russo. Sarà una formalità? Lo vedremo presto. Però prima di partire per questa trasferta "vicina" alla sua Mosca, ci ha concesso questa intervista che vi proponiamo integralmente.

 



Ettore Messina, nonostante bruci ancora la sconfitta contro il "Pana", rimane volentieri con noi anche se a tarda notte... Un "grande"! Il finale... resta amaro, nonostante il recupero dal -23 della fine del secondo quarto.

"E' ovvio che quando ti trovi a rincorrere un divario così pesante diventa improvvisamente tutto più difficile. Però la mia squadra ha reagito, con estrema lucidità e grande capacità. Sì, si poteva anche vincere - è il logico pensiero di Messina - si poteva precipitare ma abbiamo capito che la partita era ancora in ballo... Abbiamo rimesso tutto in gioco, abbiamo chiuso con un tiro da tre punti che ci stava, studiato, è andata così... bravi loro a vincere questa bellissima Finale".

Avresti creduto che sul -23 i tuoi uomini potevano reagire in quel modo?

"No e non faccio alcuna fatica ad ammetterlo... Per come si era messa la partita, con i nostri lunghi con falli pesanti e con tante nostre seconde linee in campo la vedevo davvero dura, quasi impossibile. Avevamo perso parte della nostra fiducia e con i nostri avversari bravi a centrare il canestro con continuità. La paura era, in quel momento di tensione, lo sfaldamento totale perché erano nel frattempo saltate molte delle nostre strategie iniziali. Lo dico veramente... nessuno di noi pensava di recuperare quella partita... Poi siamo arrivati a -5, poi ancora siamo andati a -10, poi ancora a -5... Ed è logico che a quel punto ci credi davvero e torni in campo deciso e concentrato".

L'ultimo tiro, quello affidato a Siskauskas, era stato stabilito nell'ultimo time out o è arrivato dal campo?

"Volevamo mettere la palla in mano a Siska in modo pulito e ci siamo riusciti quasi al meglio. Lui aveva appena segnato due canestri pesanti ed era quindi logico giocare in quel modo. E lui sapeva benissimo questo, lo voleva fortemente quel tiro... Del resto era stato grandioso contro il Barcellona in semifinale ed anche contro il Pana, nonostante due tempi iniziali non buoni, è stato formidabile nel recupero. E' uscito quel tiro, nemmeno troppo impreciso, è andata così...".

Alla fine il solito abbraccio con il collega Zelimir Obradovic, solite parole o qualche cosa di diverso. Anche lui avrà sofferto alla fine. Cosa vi siete detti...

"Lui era seccato con qualche fischiata finale che però non riguardava noi. Mi ha chiarito la sua posizione, forse ce l'aveva con la terna arbitrale... Poi ci siamo fatti i soliti saluti, i complimenti, come sempre...".

Cosa ruberesti al coach che ha da pochi giorni vinto la Finale di Eurolega?

"Alla fine la sua grande capacità di leggere le partite, la grande capacità di tenere unita la squadra anche nei momenti di grande difficoltà. Cosa ruberei a lui con una battuta...? Sicuramente Pekovic".

Hai impostato la finale con una buona dose di protezione della tua area... Poi sei stato costretto ad abbassare il quintetto. Un bel dramma.

"Ci sono stati effettivamente dei problemi perché sia ad Erazem Lorbek che a Smodis sono stati fischiati quasi subito due falli a testa. Quattro falli che ci hanno complicato maledettamente la partita. Abbiamo infatti fatto fatica nelle loro penetrazioni e nei loro scarichi per gli esterni, abbiamo subito troppo. Nel terzo quarto la mia squadra ha difeso meglio ma abbiamo anche sbagliato ben 10 tiri liberi pur ricordando che alla fine la valutazione del CSKA è stata di 72 mentre quella dei nostri avversar! 62...".

Cosa hai detto ai tuoi giocatori nello spogliatoio, sotto di venti e più punti, sinceramente...

"Ho detto loro che a quel punto avevamo solo due possibilità: o finire il più presto possibile per tornarcene a casa oppure che ci dovevamo mettere la faccia, quello che avevamo dentro per rispetto a noi stessi e soprattutto alla tradizione della nostra gloriosa società. E mi ha fatto enorme piacere vedere poi quella reazione. Abbiamo lasciato tutti, credo, qualche cosa per il futuro, su cui lavorare davvero serenamente".

Conosci il basket come nessuno e quindi ecco la nostra curiosità in merito alla intensità di ieri e di oggi: il basket è sicuramente cambiato, diventando da fisico a basket atletico, forse anche assolutamente esplosivo. D'accordo?

"Sicuramente sì... C'è una potenza in movimento, in Europa c'è un atletismo incredibile, gente potente ed esplosiva, giochi che si effettuano ben sopra l'altezza del ferro del canestro, cose straordinarie. Una pallacanestro anche legata al talento, ci mancherebbe... ma soprattutto molto vicina ad una fisicità estrema. E parlo di una Final Four dove gente come Childress e Pargo sono rimasti a lungo seduti in panchina ad osservare i loro compagni di squadra. E loro avevano fino a pochi mesi fa molto spazio nella ormai vicina NBA...".

A Roma molti rimpiangono ancora Erazem Lorbek, partito dalla Capitale forse troppo presto... Che stagione è stata la sua, coach...

"E' un giocatore che è entrato nel secondo quintetto di Eurolega, consistente nelle sue cifre, un ragazzo che deve e può maturare ancora e che presto dovrà compiere un ulteriore salto di qualità".

Kaun, giocatore del tutto nuovo per noi che però hai utilizzato per lungo tempo nella finale. Da dove è uscito fuori?

"Un ragazzo siberiano molto interessante che si è formato ed ha studiato a Kansas, giocando anche una Final Four... Un atleta su cui crediamo molto, uno che ha saputo bruciare le tappe e che si è fatto trovare pronto nella necessità. E' stato spazio vero per lui nella Finale contro il Pana".

Ma sai perché in Italia non arriva più il segnale della televisione russa? Sarebbe stato bello seguire i vostri play off...

"Mah - sorride Ettore - probabilmente il KGB ha oscurato tutto...".

Cosa hanno soprattutto dimostrato queste grandi quattro squadre della Finale di Berlino.

"La capacità, da parte di un grande numero di giocatori, di giocare, e bene, sotto pressione. E una finale di Eurolega, a questi livelli, è un qualche cosa di imparagonabile anche di fronte ad un play off. Qui ti giochi tutto in una partita, una tensione incredibile. Ho visto atleti che sono riusciti ad assemblare una tensione enorme ad una capacità di stare calmi, compiendo nel frattempo gesti tecnici di grande qualità. Sono questi giocatori di primissima categoria, atleti di grandissimo livello. Noi? Certo, incazzati come iene per aver perso, alla fine della stagione scorsa, giocatori come Andersen e Papaloukas, per aver perso la finale ma soddisfatti, ampiamente soddisfatti per come è andata. Abbiamo perso, è vero, ma non ci butteremo giù dalla finestra".

In questo gruppetto di "grandi firme" ci poteva stare anche Siena?

"Assolutamente sì - è il pensiero di Messina - perché ha dimostrato moltissimo nella Stagione Regolare e nel turno delle Top 16. E' arrivata alla fine senza Lavrinovic e ha sofferto per come era logico aspettarsi. E dopo la partita di Atene era grande l'aspettativa su di sé, l'attenzione su una squadra che poteva fare il grande colpo... Probabilmente qualche giocatore non è stato, a quel punto, quello di sempre e il Pana ne ha approfittato. Ma Siena era attesa a Berlino...".

Hai parlato dei giocatori di un tempo, quelli che oggi non ci sono, e allora domandiamo... Quelli che sono arrivati in questa stagione hanno fatto dimenticare i partenti?

"Sarebbe una bugia direche quelli arrivati abbiano ripreso la strada lasciata libera dai partenti... Non era facile sostituire due giocatori di quel calibro ma per il futuro aspettiamo qualche cosa di più...".

Dopo il play off russo un meritato riposo, poi?

"Torno a casa immediatamente, questo è poco ma sicuro... ma cosa farò ancora non lo so. Forse un immeritato lungo riposo, chissà mai... (ma il naso di Ettore comincia ad allungarsi... n.d.r.)".

Qui in Italia molti dicono che è un peccato dover rinunciare ad ammirare il tuo lavoro quotidiano..."Voi siete a Roma e come dicevano i latini... penso che calzi perfettamente".(E torna a divertirsi Ettore dopo la sua battuta, molto gustosa...).

Per lui avanzano molte richieste: si parlava di Gherardini e di Toronto, si è detto ultimamente dei Sacramento Kings, ma non è detto che non rimanga nel vecchio Continente perché a Mosca avrebbe ancora un anno di contratto. In Italia? Dura, durissima... Lo avete letto, sembra che abbia un po' di "orticaria" a quel pensiero, a meno che non lo si inviti per il "dopo" Recalcati che sembra, quest'ultimo comunque in odore di rinnovo. Tante chiacchiere ad oggi, tanti pensieri, tante caselle vuote che andrebbero riempite. Ma lui, beato Ettore, non ha certo i problemi di molti. Basta solo attendere il meglio, come sempre. Lui non è stato assolutamente offuscato dal grande Zelimir, anzi...