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Poeta: «Avevamo una grande fame di vittoria»

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 03 Maggio 2009
Creato: 03 Maggio 2009
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www.roseto.com
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«L'avevamo detto che non ci volevamo fermare, che volevamo salire più in alto possibile». Nel dire queste parole Giuseppe Poeta è come il suo Teramo: soddisfatto, felice e divertito. E come potrebbe non avere questo stato d'animo dopo che la Banca Tercas ha battuto la Virtus.

 

Ma non c'è nessuno dei giocatori biancorossi che abbia steccato in quella che è stata soprattutto una grande prova di squadra, magistralmente orchestrata da coach Andrea Capobianco.Una vittoria costruita su una grande difesa e su un primo tempo che ha fruttato un tale bottino di punti da consentire al Teramo di accumulare un vantaggio sufficiente a contenere l'inevitabile ritorno delle V nere dopo l'intervallo lungo. «Abbiamo approcciato la gara nel modo giusto», dice Poeta, in una partita che per metà è stata perfetta e per il resto "solo" ottima. E se Moss è stato il braccio armato dei biancorossi, Poeta ne è stato l'anima: 14 punti, 4 rimbalzi, 8 falli subiti, 9 assist, 33 di valu-tazione in 31 minuti giocati. Più tutto quello che i numeri non possono dire.fame, avevamo voglia di vincere e l'abbiamo dimostrato fin dall'inizio della partita».Nei primi 15 minuti la Banca Tercas ha rasentato la perfezione, tanto che si può affermare che è stata la frazione di gioco più bella e spettacolare di tutto il campionato del Teramo. «Sono d'accordo», conferma il play biancorosso. «Avevamo di fronte una squadra di grande talento, tra le migliori del campionato e l'abbiamo affrontata nel modo giusto. La chiave della vittoria è stata la difesa: loro sono una squadra che se va in ritmo è una delle migliori in assoluto; noi siamo stati bravi a non farli saltare, a non farli entrare in ritmo con la nostra difesa. Siamo stati anche cinici e non ci siamo accontentati del più dieci, ma abbiamo continuato fino ad arrivare al più 19».Uno dei temi della partita era il confronto con il playvurtussino, l'ex Nba Earl Boykins: lo ha stravinto Poeta (per Boykins 2 punti, 1 assist e -1 di valutazione) anche se in modo indiretto. «Lui è un grandissimo campione», spiega il pay biancorosso, «ma il confronto fra di noi questa volta non può fare testo. Non ci siamo mai marcati a vicenda e lui non era al meglio della forma, veniva da un infortunio. Mi ha fatto un enorme piacere vincere questa partita, vincere contro la Virtus e contro Boykins, ma il confronto tra me e lui passa in secondo piano di fronte alla prova della squadra. Tutti abbiamo giocato bene; David (Moss ndr), poi, ha fatto una grandissima partita».E adesso che succede? La Banca Tercas è al secondo posto a pari punti con la Lottomatica (però terza in classifica in quanto Roma ha una migliore differenza canestri negli scontri diretti «ora pensiamo a Treviso. va bene lo stesso». «Restiamo con i giungerlo solo con un due su piedi per terra», osserva Poeta: se ci riusciamo sarà fantastico, se non ci riusciamo chi può chiedere di più a questa squadra? Niente, ma state pur certi che Capobianco e suoi non si sono ancora accontentati.

Obradovic: Il CSKA non è solo Siskauskas

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 03 Maggio 2009
Creato: 03 Maggio 2009
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Obradovic con Messina, in mezzo a loro La Coppa
Obradovic con Messina, in mezzo a loro La Coppa

Si è svolta ieri pomeriggio, all'interno della press-room della O2 Arena di Berlino, la conferenza stampa pre-finale delle Final Four 2009. Ecco le riposte date da Zelimir Obradovic ai cronisti presenti:

 

 

“Sono molto felice di essere ancora una volta in finale, e di vedere Ettore qui.

“Non è una situazione nuova, ogni Final Four è stata come questa, con sole 48 ore per recuperare tra le due partite. Come ha detto Ettore saranno i dettagli a decidere la gara, sarà molto importante capire quello che dobbiamo fare in ogni singolo secondo che giocheremo, copiando la filosofia del CSKA. Proveremo durante l'ultima seduta di allenamento a fornire tutte le informazioni ai nostri giocatori.”



“Sono felice perché ho dei giocatori che amano questo sport. Ogni volta che al Panathinaikos firmiamo un nuovo giocatore, è questo il primo dettaglio che cerchiamo. Non vogliamo avere all'interno della nostra squadra nessuna sorta di problema.”

“Siska è un buon giocatore. Ieri contro il Barcellona è stato sorprendente vedere come ha giocato nell'ultimo quarto. Ma il CSKA non è solo Siskauskas, il CSKA ha altri giocatori importanti, hanno una buona armonia di squadra e sanno come giocare.”

“Credo che la pallacanestro sia molto cambiata, migliorando, negli ultimi 15-18 anni. Ogni anno parliamo delle regole e proviamo a cambiarle, credo che questo sia molto importante per far si che la pallacanestro migliori ancora di più. La Nba, rispetto all'Europa ha un grosso vantaggio dal punto di vista offensivo grazie a come viene giudicato il primo passo dell'attaccante.”

NΣ

È normale trovarlo in finale dopo tutte le finali che ha fatto. Dopo le due semifinali credo che i due team avranno l'opportunità di giocare una grande partita. Noi proveremo a prenderci la coppa, ma non sarà affatto facile contro un team così esperto, che ha giocato le ultime quattro finali e vinto la coppa in due delle ultime tre edizioni.”

 

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“Sono un essere umano. Ho reagito d'istinto in quel momento, dopo una gara davvero molto difficile, perché il nostro ultimo attacco è stato il migliore che abbiamo giocato durante tutta la partita. La decisione di andare dentro da Pekovic per sfruttare il suo gioco in post è stata corretta. L'Olympiacos ha avuto la possibilità di provare un tiro da tre punti per vincere, ma Greer non è riuscito a trovare lo spazio per prendersi il tiro, forse perché c'erano troppe persone intorno a lui. Hanno deciso di dare la palla dentro, Bourousis è stato sfortunato e hanno perso. Che dire? Io vivo per questo, è il mio lavoro, amo il basket, mi piace la mia squadra, ero felice. Devo ripetere ancora una volta, contro l'Olympiacos ogni partita è molto speciale. Tutti in Grecia non hanno fatto altro che parlare di questa partita. Dopo la partita sono andato a parlare con tutti i membri dell'Olympiacos, per sapere come si sentivano. Veramente dal mio cuore ho detto loro che hanno preparato e svolto un ottimo incontro. Sono stati solo dei piccoli dettagli qua e là a fare la differenza. Questa è la vita, qualcuno vince e qualcuno perde. Mio figlio di dieci anni è qui, e cerco di spiegare a lui che si tratta solo di basket, si tratta di una partita. A volte si vince, a volte si perde. Questa è la vita. Ma se io devo venire qui senza motivazione, allora è meglio che vado a fare un altro lavoro”.

“Voglio ripetere che sono molto felice in Europa e, naturalmente, di essere da dieci anni al Panathinaikos. Non è mai passato per la mente di allenare in NBA, perché si tratta di un mondo completamente diverso. Tutti hanno il diritto di essere nel luogo in cui si sentono felici, ed io sono molto felice in Europa. Non ho bisogno di nient'altro”.

“Non è un problema se la finale si giocherà ai 100 punti or a 54. Credo che la gara sarà simile a quella di ieri o alle finali di Atene e Madrid. Poi saranno i giocatori a diciderla, con il loro grande cuore, senza ombra di dubbio per i tifosi sarà un bello spettacolo”.

 

NBA NEWS: Rose rookie of the year, Byronn Scott prossimo allenatore dei Kings?

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 03 Maggio 2009
Creato: 03 Maggio 2009
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Derrik Rose è stato eletto “rookie of the year”. Il premio è stato consegnato dal commissioner David Stern alla vigilia di gara 3 davanti al pubblico dello United Center. Negli ultimi tempi la candidatura di Rose sembrava sempre più salda, vista la sesta posizione assoluta ad Est ottenuta da Chicago : i 36 punti in gara 1 di Derrik (record assoluto per un rookie alla prima partita di playoffs) e la prestazione dei Bulls nella post-season (che hanno fatto sudare le proverbiali sette camicie ai Celtics costringendoli alla settima gara giocata stanotte) hanno legittimato la vittoria del premio.

 



 

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Zaza Pachulia tenta di fermare Dwyane Wade
Zaza Pachulia tenta di fermare Dwyane Wade

Temperature torride sull’asse Miami-Atlanta alla vigilia di gara 7. Nella città della Florida la serie è già stata definita come la più brutta e fisica degli ultimi anni; sotto accusa il gomito galeotto di Zaza Pachulia sulla testa di Jermaine O’Neal in gara 5 ed in generale il trattamento (definito violento) subito da Dwyane Wade: “Pachulia è un intimidatore e in questa serie sta provocando contatti oltre il limite” dice la stella degli Heat. Sul banco degli imputati è finito anche Josh Smith e il suo tentativo di completare una schiacciata spettacolare nel garbage time di gara 5: “Se in futuro ne avrò la possibilità ci riproverò” ha ribadito Smith dopo i fischi ricevuti dal pubblico di Miami in gara 6.

Ma nemmeno ad Atlanta si tenta di abbassare i toni: su molti quotidiani infatti campeggia la foto di Dwyane Wade, accusato di tenere atteggiamenti troppo plateali e provocatori, come essere salito sul tavolo battendosi più volte il petto dopo il tiro della vittoria in gara 2 o aver urlato ad un compagno di commettere un fallo duro per impedire a Flip Murray una schiacciata in gara 5.

 

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Tornando indietro al secondo atto della serie, la PETA (organizzazione che salvaguarda il trattamento degli animali) ha fatto sapere di non aver apprezzato lo show andato in scena prima dell’incontro, quando un’aquila simboleggiante lo “spirito del team” di Atlanta è stata fatta volare senza autorizzazione all’interno della Philips Arena.

Peraltro l’opinione più diffusa tra gli addetti ai lavori è che la squadra vincitrice di questa serie potrà essere “sweeppata” facilmente da LeBron e compagni, prossimi avversari della Semifinale di Conference, vista la grande mole di energia fisica e nervosa che Hawks e Heat stanno impiegando (e talvolta sprecando) sul campo e fuori.

 

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Byronn Scott verso Sacramento
Byronn Scott verso Sacramento

Trasferiamoci a New Orleans, dove è in bilico la posizione di coach Byronn Scott in seguito all’eliminazione al primo turno contro i Nuggets. “Dovremo valutare molte cose in questa post-season” afferma il proprietario degli Hornets George Shinn “L’andamento della stagione ritengo sia stato buono. Abbiamo vinto 49 partite senza avere mai il roster al completo a causa degli infortuni. Tuttavia dovremo prendere delle decisioni”. Potrebbero approfittare di questa situazione i Sacramento Kings, che si sono detti interessati ad avere Byronn Scott sulla loro panchina dalla prossima stagione. Ricordiamo che Scott ha firmato la scorsa stagione un’estensione biennale, che scadrà nel 2010.

Un’altra franchigia già alle prese con gli interrogativi della post-season è San Antonio. Secondo la maggior parte della stampa americana il declino inesorabile del gruppo allenato da Gregg Popovich è ormai cominciato. L’età comincia a farsi sentire per i veterani (Michael Finley, Bruce Bowen, anche per Fabricio Oberto), mentre i giovani Roger Mason e George Hill non sembrano ancora pronti a rivestire un ruolo di primo piano. I problemi fisici di Manu Ginobili e Tim Duncan hanno messo a nudo il problema questa stagione: “La nostra linea di tecnica e di mercato non cambia” afferma il general manager R.C. Buford “Continueremo a costruire una squadra attorno ai nostri tre giocatori principali come abbiamo fatto fin’ora, cercando di fare le scelte migliori”. Ricordiamo che San Antonio ha esaurito lo spazio nel cap (almeno fino alla prossima estate, quando scadrà il contratto di Manu Ginobili), ma può offrire a qualche free agent l’eccezione di metà livello ed in questo senso uno dei nomi che circola è quello di Rasheed Wallace.

Baskettopoli, l'inchiesta si allarga

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 03 Maggio 2009
Creato: 03 Maggio 2009
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Lo scandalo di "Baskettopoli" lentamente si allarga. Nel mirino degli investigatori ci sono anche partite dei campionati di serie B e C della stagione 2005/2006. Un ulteriore passo indietro nel tempo, dunque, legato all'attività di riscontro delle accuse che nelle ultime settimane si sarebbero sommate al già pesante quadro emerso dall'inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Maria Luisa Miranda.

 

 

Il personale della sezione operativa del locale compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni, negli ultimi giorni, ha sentito numerosi tesserati che spontaneamente hanno offerto il loro contributo nella ricostruzione delle vicende dei campionati delle minors degli ultimi anni. Testimonianze dirette e spontanee venute prevalentemente da arbitri che ritengono di essere stati danneggiati dal sistema che, secondo l'accusa, vedeva i vertici del Settore Commissari fare il bello e il cattivo tempo. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, Giovanni Garibotti, Alessandro Campera e Giovanni Battista Montella, tutti raggiunti dalla misura cautelare dell'interdizione dai pubblici uffici emessa dal gip Kate Tassone, stabilivano a tavolino gli avanzamenti di carriera e si avvalevano di arbitri compiacenti per determinare l'esito delle gare.

I primi a denunciare l'esistenza di un'organizzazione che nelle ultime due stagioni avrebbe dominato lo scenario dei campionati di serie B e C erano stati proprio tre arbitri:il reggino Alessandro Cagliostro, il casertano Vincenzo Luongo e il pesarese Alberto lacomucci. Adesso sono arrivati i contributi di altri arbitri (dovrebbero essere una dozzina) che con le loro dichiarazioni avrebbero determinato un allargamento dell'inchiesta ad altre due stagioni delle minors. Hanno tutti offerto un contributo per ricostruire la verità su vicende che, così come sono state prospettate in ipotesi di reato che vanno dall'associazione per delinquere all'abuso d'ufficio, dalla frode sportiva alla truffa, non fanno certo onore al mondo pulito della pallacanestro che si specchia in un campione dalla carriera cristallina come il suo presidente federale Dino Meneghin.

Un gran lavoro attende gli investigatori che oltre all'approfondimento di quanto emerso nella prima fase dell'inchiesta adesso si ritrovano una serie di spunti, per ulteriori approfondimenti, legati alle rivelazioni di dirigenti di società e arbitri che si sono presentati spontaneamente negli uffici della Polposta. Tutti hanno accusato i vertici del Settore Commissari che, stando a intercettazioni riportate nell'ordinanza di applicazione della misura cautelare dell'interdizione dai pubblici uffici erano padroni dei destini dei "fischietti" e, nello stesso tempo, determinavano promozioni e retrocessioni favorendo questa o quella squadra. La scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere da parte di Garibotti e Campera quando il 16 aprile scorso sono comparsi davanti al gip Tassone non ha di certo contribuito a fare chiarezza.

Final Four, al Panathinaikos il derby greco, 84-82 il finale

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 02 Maggio 2009
Creato: 02 Maggio 2009
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Saras Jasikevicius, MVP della seconda semifinale
Saras Jasikevicius, MVP della seconda semifinale

Panathinaikos Atene - Cska Mosca sarà la finale dell’Eurolega 2009 come 2 anni fa ad Atene, quando furono i greci ad uscire vittoriosi. La Final Four di Berlino ha regalato un’altra semifinale entusiasmante, un derby corretto e con giocate molto spettacolari. Alla fine ha vinto il Panathinaikos, soprattutto grazie ai suoi lunghi che hanno dominato sotto canestro e alla prestazione di Jasikevicius nella seconda parte della gara.

 

Obradovic domenica proverà a vincere la sua settima Eurolega, sfidando per la terza volta Messina (10 trionfi e 14 finali in due). Per l’Olympiacos il rammarico di aver disputato a tratti una buona partita, ma non ha ricevuto continuità da alcuni suoi giocatori e Giannakis ha dovuto fare i conti con la situazione falli dei suoi lunghi.

 





LA CRONACA. Il Panathinaikos comincia con Spanoulis, Perperoglou, Fotsis, Nicholas e Pekovic, l’Olympiacos invece schiera Childress, Vujcic, Halperin, Printezis e Pargo.





 

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Tutta la grinta di Georgios Printezis
Tutta la grinta di Georgios Printezis

L’avvio è tutto del Panathinaikos che con Perperoglou e Pekovic si porta sul 7 a 0. L’Olympiacos sembra sorpreso dalla partenza degli uomini di Obradovic che trovano canestri facili in penetrazione. Printezis e Childress in contropiede riducono lo svantaggio (9 a 7) ma il pick-roll porta i vari Spanoulis, Pekovic e Batiste a segnare con continuità (21 a 13). E quando non trovano immediatamente canestro con il pick-roll, gli uomini di Obradovic hanno pazienza e aprono il campo per l’uno contro uno dentro l’area di Pekovic o Batiste. Giannakis prova a cambiare l’andamento inserendo Greer e la guardia americana realizza subito la prima tripla della partita. Il canestro carica l’Olympiacos che, grazie anche ad una difesa dell’area più attenta, riduce lo svantaggio (22 a 21). Nell’ultimo minuto però il Panathinaikos riallunga grazie ai liberi di Jasikevicius e alla tripla sulla sirena di Spanoulis, favorita da un errore di Papaloukas che lascia 10 secondi per il tiro degli avversari.



La seconda frazione comincia con una tripla di Erceg, mentre Pekovic continua il suo show sotto canestro (31 a 26). Diamantidis difende su Childress e Jasikevicius su Papaloukas, dall’altra parte invece Giannakis si affida alla zona. Il duello Bourousis-Pekovic vede sempre prevalere il centro montenegrino e l’Olympiacos sul 35 a 28 chiama timeout. Al ritorno in campo Papaloukas e Greer attaccano la linea di fondo lasciata troppo libera dalla difesa di Obradovic, ma Batiste risponde segnando 5 punti consecutivi (39 a 32). Greer realizza un’altra tripla e il Panathinaikos chiede la sospensione per cercare di arginare l’ex giocatore di Napoli. La guardia americana però continua a segnare anche dopo il timeout costringendo spesso il marcatore di turno a fermarlo con un fallo. Papaloukas raggiunge la parità a quota 39, ma il Panathinaikos arriva all’intervallo in vantaggio grazie al tocco fortunoso a rimbalzo di Fotsis (43 a 41).



 

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Mike Batiste, in coppia con Pekovic ha dominato sotto le plance
Mike Batiste, in coppia con Pekovic ha dominato sotto le plance

Al ritorno in campo l’Olympiacos raggiunge il suo primo vantaggio grazie ad un canestro più fallo di Vujcic (46 a 43), Spanoulis, Pekovic e Fotsis con una tripla riportano subito avanti il Panathinaikos (50 a 46). La partita è molto intensa, ma le due squadre limitano i contatti fisici regalando giocate molto spettacolari. Gli uomini di Giannakis realizzano un break di 8 a 0 firmato da Vujcic e Childress, a cui risponde Batiste con una schiacciata (la terza della serata) e un alley-op. Gli attacchi prevalgono sulle difese, come era facile aspettarsi visto che il Panathinaikos e l’Olympiacos sono rispettivamente il 4° e il 7 attacco dell’Eurolega. Jasikevicius prova a ad alzare il ritmo della partita, regalando ottimi assist ai compagni e realizzando 2 triple consecutive (66 a 60). Il quarto si chiude con la tripla di Bourousis che mantiene in partita l’Olympiacos.



L’ultima frazione comincia male per l’Olympiacos perché Bourousis e Childress commettono subito il loro 4° fallo per cercare di fermare Batiste (4 punti consecutivi). La situazione vede anche Vujcic gravato di 4 penalità, mentre il Panathinaikos ha solo Pekovic con 4 falli. Jasikevicius realizza la sua terza tripla (73 a 65) e Giannakis chiama timeout, imitato immediatamente dopo da Obradovic che non è contento di come difende la sua squadra. In effetti la difesa del Panathinaikos è meno attenta, Vujcic e Halperin ne approfittano per riportare sotto l’Olympiacos (73 a 71). Spanoulis riallunga con una tripla, poi però commette terzo e quarto fallo consecutivamente su Greer, che così dalla lunetta realizza i primi punti del secondo tempo (76 a 74). Jasikevicius è scatenato e con un canestro in penetrazione e una tripla riporta i suoi sul +7 (81 a 74). L’Olympiacos non si arrende e con Bourousis e una tripla di Papaloukas riduce lo svantaggio (81 a 79) costringendo Obradovic a chiamare timeout. Dalla lunetta Vujcic e Bourousis agganciano la parità a quota 82, ma Pekovic realizza sull’ennesimo assist di Jasikevicius. Il finale è confuso. Vujcic sbaglia la tripla, Pekovic lo imita fallendo un facile appoggio e l’ultimo tentativo di Bourousis, servito sotto canestro da Green, si spegne sul ferro. Il Panathinaikos va in finale con il punteggio di 84 a 82.







 

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Per l'Olympiacos non sono bastati neppure i 6 milioni di € all'anno di Childress per centrare la vittoria
Per l\'Olympiacos non sono bastati neppure i 6 milioni di € all\'anno di Childress per centrare la vittoria

Quintetto ideale: Greer, Jasikevicius, Batiste, Spanoulis, Pekovic







MVP: Jasikevicius 18 punti (con 1 su 4 da due, 4 su 6 da tre e 4 su 4 ai liberi), 3 rimbalzi, 5 falli subiti e 5 assist per la guardia lituana che nella seconda parte ha cambiato la partita con canestri e assist. Domenica Sarunas proverà ad entrare nella storia, perché battendo il Cska sarebbe il primo giocatore a vincere l’Eurolega con 3 squadre diverse (le prime 3 competizioni le ha conquistate con il Maccabi e con il Barcellona).




Marco Pomicino
 

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