- Dettagli
- Scritto da Luigi
- Visite: 1323
Le ragioni dell’agitazione proclamata dall’Associazione Italiana Arbitri sono le seguenti:
In primo luogo, non comprendiamo le motivazioni per le quali si sia voluto nominare un Commissario Straordinario dal 1° luglio, data in cui si era raggiunto l'accordo di votare il nuovo Presidente del CIA, dal momento che fino a quella data è nei suoi pieni poteri Alessandro Teofili.
La nomina di un Commissario Straordinario è dovuta a ragioni serie ed improcrastinabili e non la si rinvia ad una data successiva.
Detto questo ci chiediamo, poi ,come possa un Commissario Straordinario decidere le promozioni e le retrocessioni degli arbitri, raduni, programmazioni tecniche ecc ecc.visto che non è a conoscenza dei sistemi di valutazione, dei criteri e di tutto ciò che riguarda le disposizioni annuali emanate per gli arbitri.
Si vuole associare l'AIAP allo scandalo Baskettopoli e quindi negare agli arbitri il diritto di poter eleggere i propri vertici, quando invece implicati in questa vicenda ci sono 50 persone contro 7.000 tesserati CIA puliti e senza macchia alcuna. Fermo restando che le persone indagate sono innocenti fino a prova contraria. La giustizia sportiva, probabilmente, a breve deferirà i tesserati, i quali saranno giudicati dagli organi federali. I tempi della giustizia sportiva sono notoriamente brevi e si arriverà presto ad una soluzione. Non ci sembra, pertanto, un valido motivo per invalidare le elezioni del CIA.
Esistono due comunicati ufficiali piuttosto eloquenti della Federazione:
Il primo del 7 gennaio c.a. in cui l'allora commissario straordinario Dino Meneghin incontrava i vertici AIAP e prendeva come precisi impegni di sottoporre in Consiglio federale, appoggiandola, la proposta Aiap di far eleggere dagli arbitri il presidente del Comitato Italiano Arbitri, di nominare un presidente dello stesso Comitato Italiano Arbitri fino al 30 giugno 2009 per permettere, entro fine stagione agonistica, le modifiche del regolamento in modo da garantire e gestire le procedure elettorali del nuovo presidente del CIA.
Il secondo è quello del 25 febbraio 2009, quello della famosa cena notturna con il Presidente Meneghin che ha chiamato il Presidente dell’AIAP Tola con urgenza a Roma, il 24 febbraio in tarda serata per cercare di revocare lo sciopero, in cui si legge: "Pertanto entro il 30 giugno 2009 saranno apportate modifiche al regolamento del omitato Italiano Arbitri (CIA) per permettere l'elezione diretta del Presidente CIA, su candidati condivisi dalla Fip, direttamente da parte degli arbitri stessi".
Era stato poi già raggiunto nel mese di aprile l'accordo sul Regolamento elettivo e sulle modifiche agli altri Regolamenti con la Commissione Carte Federali per andare a votare a fine giugno.
Fra gentiluomini, la parola data ha un peso importante e qui, oltre alle parole, sono state messe per iscritto delle dichiarazioni d'intenti inequivocabili.
Come Consiglio Direttivi AIAP ci siamo comportati in modo corretto nel revocare, contro il volere della maggior parte degli arbitri italiani, lo sciopero di febbraio, dopo la cena avuta tra Tola, Meneghin e il Segretario Federale, in cui avevamo ricevuto chiare rassicurazioni sull'elezione a giugno dei nostri vertici, aiutando la Federazione in un momento delicato; ora, invece, quelle promesse sono sparite nel nulla. Ci saremmo aspettati, visto il rapporto di collaborazione instaurato negli ultimi mesi col Presidente Federale, un incontro o quantomeno una telefonata per preannunciarci che era intenzione del Consiglio Federale commissariare il CIA ed invece nulla di tutto ciò.
Addirittura è stato scelto e imposto il nome del Commissario, senza alcuna consultazione, anche informale, con i vertici AIAP. Ci siamo visti arrivare una comunicazione ufficiale che azzera i nostri diritti;
si sta cancellando con un colpo di spugna un nostro diritto, perchè si tratta sostanzialmente di eleggere i nostri rappresentanti, non si sta chiedendo nient'altro che ciò.
Per tutte queste ragioni, gli arbitri italiani di pallacanestro sono più che mai arrabbiati per la leggerezza con cui si continuano a trattare i problemi del mondo arbitrale.
Il commissariamento di un organo tecnico come il C.I.A. dimostra ancora una volta che non si vuol capire che la politica e la tecnica sono materie diverse.
Ribadiamo che il nostro volere è l'elezione diretta del Presidente del C.I.A., affermando un diritto che è stato il Presidente del CONI, Dott. Petrucci, a conferirci per iscritto e di cui la FIP e il suo Presidente è ben a conoscenza.
Ciò detto, confermiamo lo stato di agitazione a partire dalle gare di play off del 26 maggio.
Consiglio Direttivo AIAP
- Dettagli
- Scritto da Luigi
- Visite: 1248
WESTERN CONFERENCE - SECONDO TURNO - GARA 6
Houston ripete l’impresa di gara4, anche se non nelle stesse proporzioni, e forza i Lakers a gara7.
HOUSTON ROCKETS - LOS ANGELES LAKERS: 95-80 - serie 3-3
HOUSTON: BROOKS 26 punti, SCOLA 12 rimbalzi, BATTIER, BROOKS, LOWRY 4 assist
LOS ANGELES: BRYANT 32 punti, ODOM 14 rimbalzi, BRYANT 3 assist
Un epilogo impronosticabile, a maggior ragione dopo l’uscita di scena di Yao Ming.
L’inizio di partita è scoppiettante, ma solo per i texani. Los Angeles rimane virtualmente negli spogliatoi e subisce prepotentemente la verve di Luis Scola nel pitturato (il 6-0 d’avvio è tutto suo). Dopo un libero di Ariza, L.A. sprofonda fino al 17-1. Kobe Bryant (32 punti ma 11/27 al tiro) segna il primo canestro dal campo per i suoi dopo 5’39” e Houston allunga ancora (21-3, Scola 12 punti). I Lakers tirano 6/20 nei primi 12 minuti e solo 2 triple di Jordan Farmar nel finale (buono il suo impatto dalla panchina, 13 punti in 21 minuti) consentono di contenere il divario sul 27-15. Scola rasenta già la doppia doppia (14+7, finirà con 24+12 con 10/17 al tiro) ed è l’anima di questi Rockets in versione battagliera.
Los Angeles inizia bene il 2° quarto (4-0), ma 2 triple di Battier ed Artest consentono a Houston di gestire agevolmente il vantaggio. Si iscrive a referto anche Von Wafer (5 punti consecutivi, gli unici della sua gara, per il 42-25 a 5’50” dall’intervallo) mentre è Lamar Odom (solo 8 punti, ma 14 rimbalzi) a tener vive le speranze per i Lakers. Ma Scola non accenna a fermarsi (18 punti alla pausa) e Aaron Brooks (26 punti con 8/13 al tiro di cui 3/4 da 3) sigla a fil di sirena la tripla del 52-36.
Coach Phil Jackson nell’intervallo striglia evidentemente i suoi, che tornano in campo e si mettono finalmente a giocare. Parziale di 16-2 (5 punti di Ariza, 4 di Gasol e 7 di Bryant) e gara completamente riaperta (54-52 al 30’02”). Ma i Rockets non si perdono d’animo e con un 2+1 di Carl Landry (15 punti, 9 rimbalzi con un perfetto 6/6 dal campo e tante giocate d’energia) e una successiva tripla di Brooks rimettono un discreto margine (62-54 al 31’42”) tra loro e i Lakers. Houston segna le ultime 8 conclusioni dal campo del 3° quarto, che si chiude sul 74-65.
Un 4-0 ad inizio 4° periodo riavvicina nuovamente Los Angeles ma, con fuori Scola a rifiatare, Houston trova risorse importanti sottocanestro da Landry e con la tripla di Artest (79-69 al 40’25”) mantiene saldamente la testa della partita. L.A. si affida ai centimetri di Pau Gasol (14 punti + 11 rimbalzi), ma non è sufficiente. E neanche il rientro di Bryant serve a riportare sotto i Lakers. Il canestro della staffa (88-75) lo mette Brooks a 3’11” dal termine. Poi si segna col contagocce e soprattutto dalla lunetta fino al 95-80 finale.
Los Angeles ha vinto agevolmente la lotta a rimbalzo (45-39) ma ciò non è stato sufficiente a controllare la gara. Houston, a differenza di gara4, ha vinto la partita nel pitturato (ma comunque ha tirato 7/18 da 3) mettendo a segno 40 punti da sotto i cristalli. Le scarse percentuali dal campo (35,7%, 30/84 di cui 5/23 da 3 contro il 50,7%, 36/71 di Houston) hanno costretto L.A. ad inseguire per tutta la partita (mai in vantaggio né in parità) e neanche la reazione d’orgoglio di inizio 2° tempo è stata sufficiente a ribaltare l’inerzia della gara. Fisher, Ariza e Bynum sono stati impalpabili e la panchina ha inciso poco (buone cose solo da Farmar e Odom). Dall’altra parte Houston ha stupito una volta di più, arrivando con la cattiveria agonistica a supplire alle assenze ormai croniche.
Gara7 (domenica 17/5 alle 21.30 italiane) sarà un’incognita. Los Angeles rimane ampiamente favorita (Brooks: “Non abbiamo nessuna chance, ma siamo ancora lì a giocare”) ma bisognerà vedere che versione dei gialloviola scenderà in campo, se quella del +40 di gara5 o quella scialba delle ultime 2 trasferte in Texas. Houston non avrà nulla da perdere e giocherà più “libera”, pur senza la spinta del proprio pubblico. Cercherà di rimanere a contatto per giocarsi le sue chance nel finale.
Luca Mauri
- Dettagli
- Scritto da Luigi
- Visite: 1284
ORLANDO MAGIC – BOSTON CELTICS 83:75
MAGIC: Howard 23 punti, Howard 22 rimbalzi, Lewis 3 assist
CELTICS: Rondo 19 punti, Rondo 16 rimbalzi, Rondo 6 assist
Serie in parità 3-3
Altro giro altra corsa, altra serie ed altra gara7 per i Celtics che dopo aver fallito il close out game contro i Chicago Bulls al primo turno, escono sconfitti anche in quello della Amway Arena da parte degli orlando Magic che cosi si giocheranno tutto al TDBanckNorth Garden di Boston dove hanno già dimostrato di poter vincere in regular season e nel primo episodio della serie.
Protagonista assoluto del match, Superman. Nemmeno a dirlo dopo la sfuriata in conferenza stampa dopo gara5 ed i pochi palloni giocati in post basso, Van Gundy gli consegna le chiavi del match e lui scrollandosi di dosso la criptonite ha fatto il vuote dentro l’area dei Celtics. Alla fine Howard ha chiuso con 23 punti e 22 rimbalzi alzando e non poco il volume della radio. Ora se i Magic vorranno provare a mettere i bastoni tra le ruote al terzo sweep di fila dei Cavs e magari pensare di tornare in finale Nba dopo 12 anni, dovranno dimostrare di saper battere una squadra come Boston in trasferta e con la pressione di un ‘win or go home’.
La cronaca. Palla a due e Boston si rende conto subito conto che quella in questione sarebbe stata una partita tatticamente diversa: quattro possessi in fila nelle mani di Howard, otto punti messi a segno (8:8), prima che qualche adeguamento di Boston portasse a spostare il baricentro dell’attacco del team della Florida verso gli esterni e specialmente verso le mani di Lewis e Pietrus. Equilibrio. Questa la sentenza dei primi 12’ minuti conclusi con i viaggianti avanti di 3 (22:25) ed Howard concentrato ed in partita. All’inizio del secondo quarto, però, arriva il primo tentativo di fuga dei Celtics: due errori in fila di Turkoglu e Battie, Boston a segno con Perkins e quattro punti di Pierce e biancoverdi avanti di 9 (22:31). L’immediata tripla di Johnson apre a vari tentativi di rimonta dei Magic che però per buona parte della seconda frazione sono stati costretti ad inseguire (33:42 al 21’) fino a che nei secondi finale del primo tempo Redick, Alston e Pietrus completano l’opera portando Orlando negli spogliatoi sotto di un solo punto (45:46). Il ritorno in campo per il secondo tempo è dei peggiori per Orlando: 5 minuti abbondanti senza segnare e Boston che vola sul +10con il fade away di Davis (45:55). Per fermare l’emorragia coach Van Gundy torna dove doveva tornare, da Dwight Howard che lancia la rimonta chiusa a 2’ dall’ultimo stop and go con l’alley opp sull’assist di Turkoglu (56:59 al 34’). Boston resiste all’avanzata e alla sfuriata degli avversari con Pierce, Rondo e Davis e alla penultima sirena sono ancora con la testa avanti (61:62). Nell’ultima frazione sono i Celtics, però, ad incappare in un brutto momento. UN canestro praticamente ogni due minuti (House al 38’, Rondo al 40’, Pierce al 42’) mentre Orlando corre e segna con Lewis e Courtney Lee (72:67 con il 18esimo punto di Lewis). Pierce prova a caricarsi la squadra sulle spalle con quattro punti in fila, Rondo risponde alla tripla immediata di Alston, ma praticamente per i Celtics quello del numero 9 resta l’ultimo canestro di Orlando per ben 4’ (75:75). Boston continua a sbagliare e a perdere palloni a profusione industriale, Orlando come uno squalo sente l’odore del sangue e azzanna gli avversari alla giugulare chiudendo il tutto con lo Jump Shot di Alston e la tripla che mette le olive nel martini di Hedo Turkoglu (83:75).
da Basketnet.it
- Dettagli
- Scritto da Luigi
- Visite: 1299
Domenica 17 maggio 2009 prendono il via le serie di semifinale dei play off di Legadue.
Alle 18.15 al PalaSomenzi di Cremona si giocherà Vanoli Soresina-Fastweb Casale Monferrato. La partita sarà trasmessa in differita su Rai Sport più alle 22.
Banco di Sardegna-Harem Scafati si giocherà al PalaSerradimigni di Sassari e inizierà alle 20.
30
Si gioca al meglio delle cinque partite con la formula CASA-CASA-FUORI-FUORI-CASA.
Martedì 19 maggio di nuovo in campo per gara 2. Entrambe le partite inizieranno alle 20.30 e si giocherà ancora a Cremona e Sassari. Banco di Sardegna-Harem sarà trasmessa in differita su Rai Sport più dalle 23.45.
Ecco il programma completo di gara 1 e 2, fra parentesi gli arbitri.
SEMIFINALI GARA-1
DOMENICA 17 MAGGIO 2009 ORE 18.15
VANOLI SORESINA-FASTWEB CASALE MONFERRATO (Pasetto, Caroti, Terreni) differita Rai Sport più alle 22
DOMENICA 17 MAGGIO 2009 ORE 20.30
BANCO di SARDEGNA SASSARI-HAREM SCAFATI (Pinto, Provini, Bettini)
SEMIFINALI GARA-2
MARTEDI’ 19 MAGGIO 2009 ORE 20.30
VANOLI SORESINA-FASTWEB CASALE MONFERRATO (Biggi, Aronne, Federici)
BANCO di SARDEGNA SASSARI-HAREM SCAFATI (Pascotto, Bertelli, Terranova) differita Rai Sport più alle 23.45
Ufficio Stampa legadue
Paolo Marino
- Dettagli
- Scritto da Luigi
- Visite: 1248
Il primo passo della Fortitudo verso il proprio futuro, lo ha compiuto Gilberto Sacrati scegliendo di porre fine all’iter giudiziario, chiudendo così definitivamente questa stagione. Nel caldo afoso del pomeriggio romano, spiega la scelta compiuta dalla Società e pone le prime basi per ripartire.
“Non nascondo l'amarezza, da sportivo accetto una decisione che però in cuor mio speravo potesse essere diversa. Avremmo potuto continuare a batterci per dimostrare fino in fondo la nostra ragione, ma così facendo avremmo rischiato di fermare i playoff, il basket invece deve continuare e lavorare per il futuro. Per questo motivo abbiamo deciso di fermarci qui, guardando al bene del movimento prim'ancora che nostro. Per togliere ogni dubbio, l'abbiamo dichiarato davanti alla Corte Federale prima che formulasse il verdetto. Allo stesso modo, senza prescindere in alcun modo dagli errori compiuti in questa stagione, questa decisione ci dà ancora più fermezza nella volontà di ripartire. Lo faremo dalla Legadue, cominciando subito a lavorare per programmare il futuro. La affronteremo con orgoglio, serenità e tranquillità, e dico subito, anche se magari potrà dispiacere a qualcuno che non me ne andrò certo da Presidente che ha portato la Fortitudo in Legadue. Sarò ancora qui, il prossimo anno e in quelli a venire, e sarò ancora più coinvolto. La Fortitudo continuerà a esistere e farò tutto il possibile per darle le basi migliori. Semmai, ripartire dalla Legadue sarà l’occasione per ripartire completamente da zero, con un progetto nuovo e staccandoci dal passato. Mi fa grande piacere che Zoran Savic mi abbia dichiarato subito la disponibilità a rimanere, con un gesto che gli fa onore. Lavoreremo di squadra, in campo e fuori, e proprio l'essere uniti dovrà diventare la nostra forza”.
Al fianco di Gilberto Sacrati, come e più del primo giorno, Zoran Savic. Chi lo conosce davvero non aveva alcun dubbio a riguardo, e come l’uomo ed il professionista non hanno mai mancato di assumere su di sé ogni responsabilità, così ora vuole guidare nel modo migliore la ripartenza. “Credo che i ventimila visitatori di ieri sul nostro sito abbiano visto chiaramente quelle prove della nostra ragione che, purtroppo, nell'era di internet, informatica e televisione il basket italiano non ammette in giudizio. L'ultima cosa che avremmo voluto però sarebbe stata danneggiare i playoff ed il movimento, soprattutto alla vigilia dell'assegnazione dei Mondiali del 2014 che vede in corsa l'Italia, riuscire a conquistarli sarebbe importantissimo e speriamo possa seguirne un passo avanti deciso da ogni punto di vista, evitando il ripetersi di queste situazioni in futuro. In quanto al mio, di futuro, ho deciso di rimanere e il prossimo anno lo farò senza stipendio. Resto perché lo merita questa Società e quei soldi li metteremo sulla squadra. Voglio ringraziare tutti i nostri tifosi, che sono stati con noi fino all'ultimo, e questo nonostante i tanti problemi che abbiamo avuto sul campo e anche fuori col comportamento di alcuni giocatori. Ci sono stati anche momenti difficili coi tifosi, come a Caserta, ma credo che negli ultimi due mesi e mezzo tutti possano dire che la squadra ci abbia messo il massimo impegno. Ringrazio anche i due allenatori Sakota e Pancotto, ciascuno di loro ha cercato di fare del suo meglio, così come i giocatori che hanno provato fino all'ultimo a riprendere una stagione che per tanti motivi non siamo riusciti a controllare. Tutti noi abbiamo fatto deglo sbagli, ma la responsabilità di aver fatto la squadra è esclusivamente mia, lo stesso Presidente non si è mai intromesso nelle mie scelte. E' difficile parlare adesso del futuro, stavo già riflettendo da tempo a tutti gli scenari, ma preferisco farlo a mente fredda tra qualche giorno”.

Ingrandisci




