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NBA Playoffs: Lakers-Houston, l'analisi alla vigilia di gara-5

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 12 Maggio 2009
Creato: 12 Maggio 2009
Visite: 1293

Stanotte gara-5 tra Houston e Los Angeles: Rockets senza pressione e pretese, Lakers favoriti con in mano la possibilità di andare sul 3-2 ma anche l’assoluto divieto di perdere. Dopo la sonante vittoria in gara-4, in cui Pau Gasol ha salvato la faccia ai suoi in termini numerici (87-99 il finale), l’interesse verso una serie che sembrava finita dopo la risonanza al piede rotto di Yao Ming, aumenta.

 

 

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Aaron Brooks: devastante in gara-4
Aaron Brooks: devastante in gara-4

HOUSTON. L’infortunio di Yao non ha gettato nello sconforto i Rockets. Se McGrady sembra ormai un ricordo lontano e, chissà, ormai appartenente al passato della franchigia, l’ennesima frattura che ha colpito il cinese, grande protagonista della vittoria in gara-1 e stoico durante gara-3 quando dopo l’incidente ha giocato sul dolore, poteva azzerare le pretese della squadra di Rick Adelman. Invece ne è nato il +29 (83-54) di fine terzo quarto che ha fatto gridare allo scandalo Magic Johnson. Grande protagonista Aaron Brooks, il folletto da Oregon che somma 53 punti con 19/34 al tiro nelle vittorie e 20 punti e 8/23 nelle sconfitte. Il suo impatto offensivo è importante, perché il suo primo passo è difficilmente arginabile e allo stesso tempo sa colpire con efficacia da tre. Ora che è rimasto il solo Luis Scola come punto di riferimento in post basso, le sue scorribande e i suoi scarichi sono fondamentali per destabilizzare la difesa dei Lakers. Anche Shane Battier è esploso con 23 punti totali e 4/4 da tre nel primo quarto, mantenendo inalterato il magistrale impatto difensivo e contribuendo a limitare la negatività della prima partita storta della serie di Ron Artest (8 punti, 4/19 al tiro dopo i 71 e 26/52 delle precedenti tre).

 

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Kobe Bryant: attesa la grande prestazione allo Staples
Kobe Bryant: attesa la grande prestazione allo Staples

LAKERS. Una gara-3 da campioni della Western Conference, una gara-4 da vergogna. Il saliscendi dei Los Angeles Lakers preoccupa tifosi e staff tecnico, e anche se la sensazione di superiorità dei gialloviola rimane, la proiezione del rendimento della squadra sulle eventuali Finale di Conference e Finale NBA fa riflettere. L’atteggiamento mentale, il linguaggio del corpo, l’impegno difensivo altalenante, tutti fattori che influenzano un talento globale ineguagliabile nella Lega. I problemi principali sono il rendimento di Andrew Bynum (12 minuti di media, 14 punti in totale), ancora fuori forma dopo l’infortunio al ginocchio e il forse affrettato rientro, le difficoltà di Derek Fisher nella marcatura di Brooks (che ne limita minutaggio e poi anche l'impatto offensivo di conseguenza), e il modesto rendimento offensivo di Lamar Odom (16 e 13 rimbalzi in gara-3 ma 18 punti con 7/19 al tiro nelle restanti tre partite). Kobe Bryant in gara-4 è andato sotto i 20 per la seconda volta in questa edizione dei Playoff. L’altra occasione fu il 5/24 e la sconfitta contro i Jazz in gara-3 di primo turno, a cui fece seguito una prestazione da 38 punti e 16/24. Lecito aspettarsi quindi una partita in stile gara-3 di questa serie (40, 16/27 e una rabbia agonistica incontenibile). I Lakers hanno bisogno di fare pace con i propri tifosi: chi meglio di Kobe per guidarli nella missione?

Jacopo Burati

NBA Playoffs: C'è ancora vita per Dallas, Nuggets battuti sul finale

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 12 Maggio 2009
Creato: 12 Maggio 2009
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WESTERN CONFERENCE SEMIFINALS





GARA-4 DALLAS-DENVER 119-117 (Denver guida la serie 3-1)

Mavericks: Nowitzki 44 punti e 13 rimbalzi, Kidd 6 assists

Nuggets: Anthony 41 punti e 11 rimbalzi, Billups 7 assists






Partita che non servirà certamente a far girare la serie ma quanto meno i Mavs hanno salvato la faccia ed evitato un tremendo cappotto.

Partita che i Mavs portano a casa lottando con le unghie e con i denti contro una squadra che aveva dalla sua la tranquillità di essere sul 3-0.

L’inizio della partita non lascia presagire nulla di buono per Dallas; infatti Denver parte forte ed ha già un discreto vantaggio alla fine della prima frazione (34-23); nel secondo quarto la musica non cambia, è invece nella ripresa che Dallas mette tutto quello che ha nel parquet per cercare la clamorosa rimonta.

Nonostante però Dallas rosicchi qualche punto, Denver sembra essere sempre in controllo, dopo il pareggio trovato a quota 85, un mini parziale di 5-0 riporta i Nuggets davanti a fine terzo periodo.

L’ultimo quarto vede i Mavs rincorrere senza mai riuscire a raggiungere gli avversari; quella manciata di punti a dividerli però svanisce finalmente ad un minuto dalla fine quando il jumper di Nowitzki da in sostanza il primo vantaggio della partita.

Poi i Mavs mantengono il vantaggio grazie ai viaggi dalla lunetta (alcuni molto dubbi) e a poco serve la tripla della disperazione di Anthony a pochi secondi dalla fine.

In casa Mavs da segnalare un eroico Nowitzki, degno forse di palcoscenici migliori, importante anche la doppia-doppia di Howard (21+11) e i 33 punti dalla panchina tutti confezionati da Barea, Bass e Terry.

Per Denver invece il protagonista assoluto è Anthony che chiude con ottime cifre; bene Billups che smazza 7 assists e segna 24 punti, non bastano anche i 19 punti di JR Smith dalla panchina.

Ora in gara-5 (nella notte tra mercoledì e giovedì) Denver dovrà sfruttare il secondo match point in casa e dimostrare che quella di ieri sera è stata una debacle passeggera. Dallas invece dovrà di mostrare saper lottare alla pari contro i Nuggets e cercare un’altra volta di allungare la serie.          

Piccolo scatto d’orgoglio di Dallas che vince gara-4 ed allunga la serie contro i Nuggets.

 

Spagna: Felipe Reyes è l'Mvp della Liga ACB 2009

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 12 Maggio 2009
Creato: 12 Maggio 2009
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Felipe Reyes
Felipe Reyes

Felipe Reyes, centro del Real Madrid, è stato il giocatore più votato da allenatori, giocatori, giornalisti e tifosi e, ricevendo 90 sui 100 punti possibili, ha vinto il premio di MVP della Liga ACB. Lo spagnolo ha completato una stagione eccellente con la miglior valutazione del campionato (22.

 

7), frutto di un fatturato da 16.3 punti e 9.4 rimbalzi per partita, ed ha preceduto nella corsa al premio di miglior giocatore Igor Rakocevic (75 punti), Tiago Splitter (40), Fran Vazquez (40) e Juan Carlos Navarro (23), scrivendo il proprio nome nell'albo d'oro dopo quello di Marc Gasol. I cinque giocatori nominati sono stati tutti inseriti nel quintetto ideale della lega spagnola

«Gmac, la salvezza vale uno scudetto»

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 09 Maggio 2009
Creato: 09 Maggio 2009
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Stefano Mancinelli
Stefano Mancinelli

«A Teramo senza pensare all'esito di Udine-Rieti»

 

Bologna - STEFANO Mancinelli, il fortitudino d'Abruzzo. Da sempre il Mancio va fiero delle sue radici, non ha mai nascosto di essere nato a Chieti e di essere legatissimo alla sua terra e ai suoi amici di infanzia, tanto da scappare spesso a casa dai suoi genitori quando i riposi lo consentono.



Allo stesso modo la Fortitudo è stata la sua seconda madre. I ragazzi della Fossa dei Leoni sono state le sue prime conoscenze a Bologna, quando dormiva nella foresteria di via San Felice 103, sede della storica palestra Furia. Con molta probabilità l'anno prossimo non vestirà più la maglia della Fortitudo, ma dentro rimarrà sempre un fortitudine. Domenica il suo cuore sarà diviso a metà, da una parte l'Abruzzo martoriato dal terremoto e la provinciale Teramo che arrivando terza potrebbe fare un pensierino alla finale scudetto alla faccia di Milano e delle due Virtus, dall'altra la salvezza della Fortitudo.

Oggi la Gmac ha nuovamente il destino nelle suemani e se domani sbancherà il PalaScapriano sarà salva senza dover attendere risultati positivi da Udine, dove giocherà la Sol-sonica Rieri contro la già retrocessa Snaidero.

«Domenica sarà durissima, ma noi vogliamo conquidile «Sono nato a Chieti, con la Tercas una sfida piena di fascino»starci la permamenza in serie A - racconta Mancinelli - in effetti sono a due passi da casa, ma non mi importa di fare una bella figura, speriamo di vincere, non importa come».

SENZA il contributo di Mancinelli, oggi probabilmente la Fortitudo non avrebbe neppure questa opportunità, ma sarebbe probabilmente già condannata alla retrocessione. Oggi, invece, l'Aquila può ancora sperare, una speranza frutto della fortuna e della grande professionalità dimostrata dalla Carife.

«A Rieti Ferrara è stata super, al di là dei conti per arrivare ai playoffera sotto di 18 punti era anche naturale che mollasse, invece a rimontato e vinto, quindi la dobbiamo ringraziare. Però, siamo stati bravi anche noi contro Caserta: non era facile vista la pressione che si portava dietro questa partita e a parte un piccolo passaggio a vuoto abbiamo portato a casa la vittoria. Certo, se ci fossimo svegliati un po' prima non saremo in questa situazione: non dico in trasferta, ma due o tre vittorie in più in casa, giocando come stiamo giocando ora, le avremmo portate a casa».

PER COMPLETARE l'opera ora bisogna vincere a Teramo, un passaggio obbligato per dare un sapore a questa stagione, dando anche l'idea che la Fortitudo si è conquistata sul campo la salvezza, senza speculare sulle difficoltà altrui.

«Scendiamo a Teramo per vincere e giocheremo per questo, senza guardare a quello che starà succedendo a Udine. Per noi la gara di domenica è come una finale scudetto».

Ieri nel pomeriggio la Fortitudo si è ritrovata al gran completo in palestra, oggi allenamento mattutino e poi partenza per l'Abruzzo.

Massimo Selleri

San Antonio: via tutti meno i Big Three

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 09 Maggio 2009
Creato: 09 Maggio 2009
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Dan Peterson
Dan Peterson

Sempre a bocce ferme: sto analizzando le squadre eliminate dai playoff NBA 2009. Oggi, i San Antonio Spurs. La settimana scorsa, ho parlato di loro in termini di poter vincere contro Dallas. OK, finita quella serie, è ora di parlare di come loro possono risorgere nel 2009-10. Non dimentichiamo, è un club (GM R.

 

C. Buford e coach Gregg Popovich) che ha vinto quattro titoli NBA senza avere mai ascoltato un mio consiglio (come potevano?). Per di più prima degli infortuni di quest'anno, erano pronosticati da Sports Illustrated per vincere il titolo NBA quest'anno. Non è stato così.

 



Io terrei, come sono al 100% sicuro che faranno loro, il "Big Three" di Tim Duncan, Tony Parker e Manu Ginobili. Terrei anche il giovane che hanno scoperto, George Hill, 22 anni. E' solo 1,88 cm ma ha del grande potenziale futuro. Il resto della rosa? Lascerei liberi tutti! Parlano di continuare con la loro politica dell''usato sicuro' e chi può dire che hanno torto, visto le riscoperte che hanno fatto, tipo Michael Finley? Ma questa squadra è vecchia e ha bisogno di gambe e polmoni. Penso che lo sappiano. Hanno anche bisogno di non far giocare Duncan più di 30 minuti in una partita. Sta perdendo colpi.

Rimango a Duncan un secondo. Le statistiche non sono tutto ma indicano un continuo calo di produzione in questi ultimi anni. La mia idea: troppi minuti, pochi riposi. In una stagione di 82 gare più playoff, un giocare consumato di 33 anni compiuti non può più giocare 36 minuti o più in una partita. Hanno bisogno di alternative: (a) cambio valido per lui; (b) giocare, quando non è in campo, con un quintetto piccolo e veloce, alla Phoenix Suns di Mike D'Antoni. Centellinare i suoi minuti deve essere il primo ordine del giorno. Altrimenti, usciranno al primo turno anche l'anno prossimo.

 

 

Dan Peterson

 

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