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NBA: Bryant, Durant, James: è corsa a tre per il titolo di MVP dell’Nba

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 24 Aprile 2012
Creato: 25 Aprile 2012
Visite: 1564

L'Nba si avvia verso la fine della regular season: le stelle di Lakers, Thunder e Heat si contendono il premio di "miglior giocatore della stagione". Nel 2011 s'impose Derrick Rose.

di Vincenzo Di Guida

La stagione regolare Nba si avvia alla sua conclusione, e i rumors sui premi individuali iniziano a serpeggiare. Il riconoscimento più ambito è quello per il titolo di MVP (acronimo di Most Valuable Player), che tradotto sta per “miglior giocatore della stagione”.

Kobe Bryant e la parola MVP vanno spesso nella stessa frase - La stella dei Los Angeles Lakers, per acclamazione erede designato di Michael Jordan, è un candidato naturale, e la stagione che sta disputando depone totalmente a suo favore. Qualche numero giusto per rendere l’idea: 28.1 punti di media a partita con il 43% dal campo, 5.4 rimbalzi e 4.6 assist. Tutto questo a 33 anni suonati e con un chilometraggio Nba logorante (quindicesima stagione da professionista). Kobe punta al titolo di Mvp, uno perché è un vincente, due perché non ama arrivare mai secondo, e tre perché adora recitare il ruolo del salvatore della patria. I Lakers hanno scambiato durante il lockout Lamar Odom ai Dallas Mavericks, a marzo hanno spesato senza troppi problemi una leggenda gialloviola come Derek Fisher, e sino a qualche settimana fa hanno provato a cedere in tutti i modi Pau Gasol, ovvero i tre migliori amici (parola grossa quando si parla di Bryant) che il “Black Mamba” avesse in squadra. Il gioco voluto da coach Mike Brown (e dal nostro Ettore Messina) non gli garba troppo, e lo fa notare ogni volta che può. Tutti ingredienti che lo rendono ancor più voglioso di conquistare quel titolo.

L’avversario numero uno nella corsa all’Mvp è Kevin Durant -Gettiamo la maschera, è il grande favorito. Due titoli di capocannoniere già in bacheca a neanche 24 anni, una classe innata associata a una leadership silenziosa e mai urlata. Destinato a dominare la prossima decade Nba grazie a un bagaglio offensivo illimitato: 2.06 cm d’altezza, tira da fuori come Ray Allen e in entrata è fenomenale grazie allo strabordante atletismo. Insieme a Russel Westbrook e James Harden sta guidando gli Oklahoma City Thunder alla conquista della testa di serie numero uno nei playoff della Western Conference. In un mondo come quello Nba dove i numeri contano, quelli di “Durantola” fanno veramente spavento: 27.5, 7.9 rimbalzi, 3.5 assist di media a gara.

MVP fa anche rima con Lebron James  – Il più forte e completo giocatore del Pianeta ha posto la sua firma nell’albo d’oro nel 2009 e nel 2010, quando era l’uomo del destino “The Chooseone” dei Cleveland Cavaliers. Sappiamo bene come è andata a finire, con la famosa estate del 2010 che portò a “The Decision” (unico caso nella storia di un giocatore che annuncia in un programma televisivo improntato appunto alla “decisione”, la volontà di cambiare squadra) e il conseguente passaggio ai Miami Heat del grande amico Wade. A Cleveland diedero fuoco alle auto in strada, nel caldo si South Beach di cuori ne continua a infiammare tanti in virtù di un talento mai visto, ma finchè non metterà l’anello di campione Nba al dito, sarà sempre etichettato come un perdente. James in stagione viaggia 26.8 punti di media condita da 8 rimbalzi, 6 assist e 2 palle rubate a partita.

Kevin Love potrebbe essere definito l’Mvp romantico dell’Nba – Ha tutto per essere eletto, è il volto bianco della lega, viaggia a una mostruosa doppia doppia di media (26.0 punti e 13.3 rimbalzi a partita), ha vinto la gara del tiro da tre punti all’All Star Game 2012, ma il record dei Minnesota Timberwolves non ne fa un opzione credibile. Meriterebbe altre platee.

Infine c’è l’MVP della passata stagione Derrick Rose – Giocatore unico, una sorta di Allen Iverson con più visione di gioco e meno hip hop nella sua pallacanestro. I Chicago Bulls hanno il miglior record dell’Nba, e se la sono cavata bene anche durante la sua prolungata assenza per infortunio. I 22 punti e gli 8 assist di media sono in ogni caso impressionanti.

Nelle ultime stagioni il vincitore del titolo di MVP non ha mai vinto l’anello Nba. L’ultimo a riuscirci fu Tim Duncan nel 2003 con i San Antonio Spurs. La storia si ripeterà anche quest’anno?

continua su: http://www.fanpage.it/bryant-durant-james-e-corsa-a-tre-per-il-titolo-di-mvp-dell-nba/#ixzz1sVZ9BJ1C 
http://www.fanpage.it

NBA - Super notte di LBJ, Gallo e Beli vincenti

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 17 Aprile 2012
Creato: 17 Aprile 2012
Visite: 1280

Undici le partite giocate nella notte Nba: partita super di LeBron James, con il Prescelto che regala a Miami il successo su New Jersey. Cade in casa Chicago contro Washington: vincono i Clippers, così come fanno anche Belinelli e Gallinari con New Orleans e Denver

2011-12 NBA Miami Heat's LeBron James (R) moves against Charlotte Bobcats' Reggie Williams - 0


 

New Jersey Nets-Miami Heat 98-101

Grazie a un LeBron James devastante, gli Heat - che fanno riposare Wade - superano New Jersey evitando una sconfitta che fino a pochi minuti dalla fine sembrava ormai scritta. IlPrescelto realizza tutti i 17 punti della sua squadra negli ultimi 4'47'' di partita (parziale LeBron-New Jersey 15-3 negli ultimi 2'50''). Per James, 37 punti complessivi, si tratta della 23esima gara della stagione con almeno un "trentello". Ai Nets, orfani dell'infortunato Deron Williams, non basta la 29sima doppia doppia della stagione di Kris Humphries: contro Miami arriva la terza sconfitta nelle ultime 4 partite.

Chicago Bulls-Washington Wizards 84-87

Senza Derrick Rose (a riposo precauzionale per la caviglia) e Luol Deng (costato), Chicago si fa sorprendere sul parquet di casa da Washington. IBulls, che incassano un parziale di 30-16 negli ultimi dieci minuti di partita, non giocano affatto bene, e tirano malissimo: appena 38.1% dal campo. Gran partita di Kevin Seraphin, alla quinta doppia doppia in carriera: per lui 21 punti e 13 rimbalzi. A Chicago non sono sufficienti invece i 22 punti di Hamilton e la doppia doppia di Boozer da 16 punti e 13 rimbalzi.

Los Angeles Clippers-Oklahoma City Thunder 92-77

Dopo cinque anni di assenza, i Clippers tornano matematicamente ai playoff. L'obiettivo, a dire la verità, era già raggiunto per via della sconfitta di Houston con Denver: in questo senso il 98-77 rifilato a Oklahoma è il modo migliore per festeggiare il risultato. All'intervallo i Thunder sono avanti 52-43, ma nel secondo tempo qualcosa si inceppa (Durant 1/8) e - da quando mancano 7'51'' alla sirena - segna solo dalla lunetta. I Clippers ne approfittano subito, rientrano al termine del terzo periodo (chiuso 66-66) e con Young (19) e Griffin (17) e vanno a vincere con merito la partita.

Charlotte Bobcats-New Orleans Hornets 67-75

Senza Chris Kaman ed Erick Gordon, New Orleans supera senza grossi problemi Charlotte, che rimedia contro gli Hornets la 17esima sconfitta di fila, record negativo per la franchigia. Buona partita per Marco Belinelli, che parte titolare e mette a referto 13 punti in 37'. Poche le alternative dei Bobcats, che in attacco fanno fatica e in difesa imbarcano a più riprese. Solo all'inizio del terzo quarto, New Orleans sembra fare un po' fatica: ma è solo un momento, Charlotte è poca roba e - sebbene il parziale a fine terzo quarto veda le due squadre ferme sul 47-47 - per gli Hornets non è difficile andare a vincere la sfida contro una squadra, i Bobcats, sempre più in crisi. Quarto successo di fila per New Orleans.

Houston Rockets-Denver Nuggets 102-105

Quarto successo nelle ultime cinque gare per i Nuggets di Danilo Gallinari. Denver bissa il successo ottenuto domenica sera contro i Rockets superando la squadra texana anche a Houston: buona prestazione di Danilo Gallinari, 34 minuti, 11 punti e cinque rimbalzi. Houston deve stare attenta: i playoff sono tutt'altro che sicuri, dietro Phoenix e Utah corrono e - da ora in poi - sbagliare potrebbe non essere più consentito. La partita, vissuta sul punto a punto e all'insegna dell'equilibrio nel corso dei primi tre quarti, si decide nel finale con Lawson che trova il canestro del +4 a pochi minuti dalla sirena. L'errore "decisivo" è di Scola, che tradisce i Rockets fallendo la conclusione che sarebbe valsa il supplementare. Per Houston si tratta della quarta sconfitta di fila.

****

Di seguito, nel dettaglio, i risultati di tutte le partite giocate nella notte...

Golden State Warriors-San Antonio Spurs 99-120

Orlando Magic-Philadelphia 76ers 113-100

Indiana Pacers-Minnesota Timberwolves 111-88

Utah Jazz-Dallas Mavericks 123-121 d.3t.s

Toronto Raptors-Atlanta Hawks 87-109

Phoenix Suns-Portland Trail Blazers 125-107.

da Eurosport.yahoo.com

Serie A Basket - Teramo corsara, Roma è espugnata

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 17 Aprile 2012
Creato: 17 Aprile 2012
Visite: 1322

La Virtus perde 93-85 nel posticipo della 12esima giornata di ritorno e resta a due punti dal terzultimo posto in classifica. (foto: AP/LaPresse)

Gigi Datome Roma Teramo 2012 AP/LaPresse - 0

 
 

Niente da fare per la Virtus Roma nel posticipo della 12esima giornata di ritorno. Arriva infatti una pesante batosta interna per gli uomini di coach Calvani.

La Banca Tercas Teramo espugna il PalaTiziano di Roma, superando l'Acea 93-85. A nulla bastano i 30 punti di Tucker. Alla fine è decisiva la prova corale di Teramo che oltrea i 20 di Dee Brown manda in odppia cifra anche Amoroso (15), Fultz (12) e Brandon Brown (10).

Una vittoria che permette ai teramani di portarsi a quota 20 punti, restando a due lunghezze dal terzultimo posto. Roma, invece, resta ferma a 26.

ACEA VIRTUS ROMA-BANCA TERCAS TERAMO 85-93

ACEA ROMA: Marchetti ne, Tonolli, Mordente 3, Crosariol ne, Datome 13, Kakiousis 5, Gordic 16, Maestranzi, Gorrieri ne, Tucker 30, Varnado 11, Slokar 7. Allenatore: Calvani.

BANCA TERCAS TERAMO: Ricci 3, B. Brown 10, Marini ne, Amoroso 15, Cerella 4, D. Brown 20, Fultz 12, Lulli, Borisov 9, Serafini ne, Polonara 20. Allenatore: Ramagli.

ARBITRI: Chiari, Ramilli, Vicino.

NOTE: parziali 21-15, 47-44, 64-64. Tiri liberi: Acea 17/21, Banca Tercas 12/18. Usciti per 5 falli: Fultz, Polonara.

LA CLASSIFICA:

Siena 38; Cantù 36; Pesaro, Milano, Sassari 34; Venezia 32; Bologna 30; Varese 28; Avellino, Roma 26; Treviso 24; Biella, Montegranaro, Caserta, Cremona 22; Teramo 20; Casale Monferrato 12.

Italpress

da eurosport.yahoo.com

NBA - Overtime favorevoli a Chicago e Lakers

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 17 Aprile 2012
Creato: 17 Aprile 2012
Visite: 1295

I Bulls rafforzano la prima piazza nella Eastern Conference passando a Detroit ai supplementari, ma l'overtime sorride anche ai Lakers, che vincono la quarta partita consecutiva senza Kobe Bryant fermando i Mavericks. Prima sconfitta casalinga dei Knicks nell'era Woodson: Miami viola il Garden

2011-12 NBA Los Angeles Lakers Pau Gasol - 0

 

 

DETROIT PISTONS-CHICAGO BULLS 94-100 OT

Per ritrovare l'ultima volta in cui Detroit vinse contro Chicago bisogna sfogliare all'indietro il calendario fino al dicembre del 2008, quando i Pistons fermarono i rivali di Division al Palace con 40 punti di Rodney Stuckey: questa notte la point-guard di Detroit ne mette a referto 32, ma non bastano per evitare alla formazione di coach Lawrence Frank la 15esima sconfitta consecutiva contro i Bulls, e il terzo sweep subito per la terza stagione di fila. Derrick Rose, che sta recuperando da un infortunio alla caviglia, segna 24 punti con 9 assist e la tripla decisiva per forzare l'overtime: importante, per la squadra di Thibodeau, ritrovare il miglior #1 prima dell'inizio della post-season, quando, con 6 partite ancora in calendario e un vantaggio di 3.5 gare su Miami, la prima piazza nella Eastern Conference sembra ormai un dato di fatto. Buono anche gli impatti di Joakim Noah (doppia-doppia da 20+17) e di Kyle Korver in uscita dalla panchina: Thibodeau si affida a lui piuttosto che a Rip Hamilton nell'overtime, e l'ex-Phila ripaga la fiducia segnando una tripla cruciale e un paio di tiri liberi che mettono in ghiaccio il risultato.

NEW YORK KNICKS-MIAMI HEAT 85-93

Nel frattempo al Madison si fanno prove di post-season, ma nonostante un Carmelo Anthony da 42 punti, 9 rimbalzi e 5 assist, New York accusa la prima sconfitta casalinga nella gestione Woodson, rovinando così il perfetto record di 9-0 e ri-scivolando in ottava piazza a mezza gara di distanza da Philadelphia. Gli Heat, che prima di questa vittoria avevano perso 8 delle loro ultime 11 trasferte, vivono di una prestazione solidissima dei Big Three: LeBron James e Chris Bosh vanno in doppia-doppia rispettivamente con 29+10 e 16+14, mentre Dwyane Wade si "ferma" a 28+9: decisivo il parzialone di 18-3 piazzato alla metà del quarto periodo dopo che una schiacciata di JR Smith aveva riportato i Knicks a -4.

CHARLOTTE BOBCATS-BOSTON CELTICS 82-94

Con Ray Allen a combattere ancora con una caviglia in disordine, Doc Rivers decide di far riposare anche Paul Pierce e Kevin Garnett, convinto di aver comunque qualche chance contro i disastrati Bobcats (perso anche Maggette, fuori per tutta la stagione), e alla fine dimostra di aver ragione. Ovviamente è Rajon Rondo a prendersi il palcoscenico con 20 punti e 16 assist (per la 12esima volta consecutiva dispensa monete in doppia cifra), ma contributi importantissimi arrivano anche da Brandon Bass (22+9) e Avery Bradley, che si sta dimostrando giocatore sempre più importante per gli equilibri dei biancoverdi: chiuderà a quota 22, innescando il parziale decisivo di 10-2 nel quarto periodo.

LOS ANGELES LAKERS-DALLAS MAVERICKS 112-108 OT

Kobe Bryant segue dai box la quinta partita consecutiva per un infortunio alla tibia, ma i suoi Lakers, dopo aver battuto in serie Hornets, Spurs e Nuggets, tarpano le ali anche ai campioni in carica archiviando la quarta W in fila che dà 2.5 gare di margine sui Clippers nella corsa alla terza piazza ad Ovest. Tre canestri cruciali di Ramon Sessions (22 punti) permettono ai gialloviola di forzare l'overtime e sono poi due triple (massimo in carriera...) di Pau Gasol (20+10 per il catalano) e un jumper di Metta World Peace (18) a griffare il decisivo allungo nel prolungamento. Andrew Bynum, non in perfette condizioni fisiche, comincia male ma chiude con 23 punti e 16 rimbalzi, ma chi va veramente sopra le righe è Matt Barnes, in odore di tripla doppia dalla panchina con 11 punti, 11 rimbalzi e 8 assist.

DENVER NUGGETS-HOUSTON ROCKETS 101-86

Denver fa un altro piccolo passo avanti verso la post-season aggiudicandosi lo scontro diretto con Houston, utile per prendere una gara piena di vantaggio sui texani, a loro volta, però, braccati da Phoenix. Arron Afflalo e Ty Lawson si dividono la palma del miglior realizzatore con 20 punti a testa, Corey Brewer ne aggiunge 14 dalla panchina, mentre Danilo Gallinari si ferma a 10 con 5 rimbalzi e 3 assist in 29' sul parquet: per i Rockets, inutili i 19 per la coppia Scola-Budinger.

NEW ORLEANS HORNETS-MEMPHIS GRIZZLIES 88-75

"E' stata una nottata bruttissima, terribile. Abbiamo segnato 75 punti, ma non si batte nessuno con soli 75 punti. La nostra difesa sul pick'n'roll è stata orribile, anzi, la nostra difesa in generale è stata orribile". Coach Lionel Hollins non si dà pace per la sconfitta che mina pesantemente le possibilità dei Grizzlies di artigliare il quarto posto a Ovest e il fattore campo quantomeno nel primo turno dei playoff, ma gli Hornets, seppur privi di Jack e Ariza ma ringalluzziti dalla presenza del nuovo proprietario, Tom Benson, in tribuna, e da quella di Eric Gordon in quintetto (18 punti per l'ex-Clippers, con lui il record stagionale è 5-2...), dimostrano di essere potenzialmente molto di più che il fanalino di coda della Western Conference. Belinelli, ricollocato in panchina per il rientro dello stesso Gordon, produce 6 punti e 3 assist in 21', ma con un modesto 2/9 dal campo.

ATLANTA HAWKS-TORONTO RAPTORS 86-102

CLEVELAND CAVALIERS-ORLANDO MAGIC 84-100

SACRAMENTO KINGS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 104-103

 

Daniele FANTINI (Twitter: @DanieleFantini) / Eurosport

Lega A: 22 rimbalzi per Linton Johnson, mai nessuno meglio con la maglia di Avellino

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 15 Aprile 2012
Creato: 16 Aprile 2012
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I 22 rimbalzi totali di Linton Johnson sono record storico assoluto in Serie A per un giocatore della Scandone Avellino (il primato precedente era 21 di Dan Callahan -stagione 2000/01); primato societario anche nei rimbalzi difensivi, dove il record era già suo con i 14 conquistati in questa stagione contro Siena.

I 22 rimbalzi (2 offensivi + 20 difensivi), inoltre, sono record stagionale e si inseriscono al 27° posto della classifica assoluta nella regular season di A/A1 (dati dal 1987/88): al comando rimane Charles Shackleford, 28 rimbalzi (8+20) in Onyx Caserta-Stefanel Trieste 89-90 del 9/10/1993. Di Linton Johnson anche l’ultima gara con 20 o più rimbalzi, 6+14 alla 10° giornata di quest’anno (Sidigas-Montepaschi 77-83 del l’11/12/2011).

Molto più notevole l’exploit di Johnson relativamente ai soli rimbalzi difensivi: i 20 conquistati (8 nel solo terzo quarto) sono la seconda miglior prestazione assoluta in A/A1, sia pure ex aequo, dal 1987/88: anche qui il primato è di Skackleford, 23 in Onyx Caserta-Recoaro Milano 77-79 del 28/11/1993. Gli altri giocatori ad avere totalizzato 20 rimbalzi difensivi in una gara sono ancora Shackleford, Chris Mc Nealy, Dean Garrett e Dallas Comegys, ultimo in ordine di tempo: la gara fu Comerson Siena-Metasystem Reggio Emilia 72-63 giocata il 12/2/1995.
Erano quindi oltre 17 anni che nessun giocatore conquistava 20 rimbalzi in difesa in una singola gara. Linton Johnson peraltro è quello che vi è riuscito giocando meno minuti: 35, contro i 38 o più degli altri primatisti.
 
da tuttobasket.net
  1. NBA: Nba stories: Desmond Mason, il desaparecido
  2. NBA: Lakers e Chicago ok all’overtime, a Denver lo scontro diretto con Houston
  3. NBA: Bryant, Durant, James: è corsa a tre per il titolo di MVP dell’Nba
  4. NBA: La città di Trieste ospiterà le Finali del primo NBA Schools Cup

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