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Bologna
LA CONAD apre la finestra sul mercato: il problema è che i tempi e le possibilità sono molto striminzite e condizionano le decisioni. Tutto ruota intorno all’infortunio ad Andrea Pecile. Il capitano continua ad avere dolore al polso destro, tanto che domenica a Faenza, l’ultimo tiro libero lo ha tirato con la sinistra. Una condizione che, se protratta nel tempo, riduce ulteriormente le rotazioni di una squadra che tanto lunga non è. La prima soluzione naturale sarebbe quella di pescare un play-guardia dal mercato degli italiani, ma i tempi sono quelli che sono e ancora nella tarda serata di ieri il possibile giocatore non era ancora stato individuato. Il problema è che domani si chiudono i passaggi dalla Dna alla LegaDue e venerdì altrettanto accade per quelli tra la serie A e la LegaDue. Tempi molto stretti per trovare un accordo soddisfacente.
AGGIUNGERE un giocatore straniero, invece, potrebbe innalzare il talento della squadra, ma non risolverebbe le questioni legate alla lunghezza del roster. Con Hite che salterà sicuramente la gara di domenica contro Scafati, l’operazione dovrebbe essere conclusa a tempi da record per evitare che si arrivi con lo stesso gruppo e, quindi, con gli stessi problemi a un appuntamento dove la Biancoblù si gioca buona parte delle proprie possibilità di ottenere la permanenza in LegaDue senza sperare nelle disgrazie altrui. Non è ancora riaffiorato il nome di Dimitri Lauwers, una ipotesi che dal punto di vista burocratico sarebbe rapidissima, ma la cui trattativa si è arenata nella notte di giovedì per una mancata intesa sulla lunghezza del contratto.
Al PalaDozza si sta lavorando alacremente per una serie di scelte che comunque non sono facili, andando a incidere direttamente su un finale di stagione molto tribolato dal punto di vista dei risultati.
m. s.
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Renzo Puliero
Giacomo Mariani uno dei protagonisti della partita con PistoiaNel secondo quarto della partita contro la Giorgio Tesi Group Pistoia, ha infilato le triple del "meno 6", "meno 5", "meno 4" e, nel terzo parziale, quella del "più 6".
Giacomo Mariani, con le sue prodezze, ha incrinato le certezze di Pistoia, dato fiducia alla Tezenis, cambiato (con una difesa più tosta) l´inerzia della partita, infiammato il PalaOlimpia. «Siamo tutti contenti - commenta il gialloblù -. Il nostro obiettivo era raggiungere la salvezza il più presto possibile e vorremmo farlo già nella prossima partita, a Brindisi. Siamo molto determinati a provare a fare un colpo in trasferta, per metterci al sicuro e sognare qualcosa di più importante, e dare continuità al nostro cammino dopo le ultime tre belle vittorie».
È opinione comune che i 22 punti attuali siano sufficienti per la certezza di salvezza.
«Può essere, ma ricordando il cammino di Forlì nel finale della scorsa stagione, preferisco essere prudente».
Con Pistoia, non era cominciata bene.
«I nostri avversari hanno cercato di gestire il ritmo, si sono messi subito a zona, cosa abbastanza inusuale. Noi avevamo lavorato molto, in settimana, per attaccarla al meglio, ma non è stato facile essere subito mentalmente pronti».
Qual è stato l´antidoto?
«Muovere la palla, coinvolgere tutti, occupare gli spazi, giocare continuamente dentro e fuori. Ma è stato quando abbiamo limitato il loro contropiede che abbiamo cominciato a vincere».
E quando ha cominciato a infilare bombe.
«Alla lunga, più o meno, abbiamo tirato tutti bene da tre punti. Lo stesso McGrath, che non ha segnato, si è preso, comunque, tiri puliti, che andavano fatti. Importante è che il tiro da tre sia una scelta, non un rifugio. Poi, si sa, il tiro da tre è una variabile impazzita».
Pistoia ha lottato sino in fondo.
«Lo sapevamo, è una squadra molto unita che merita il massimo rispetto. La differenza, in questa Legadue, la fa la reazione del gruppo. Noi, però, siamo stati più freddi nei momenti importanti e più furbi con quella palla rubata da West che ci ha tolto le castagne dal fuoco».
L´esultanza dopo una vittoria è ovvia, ma quella di venerdì sera ha travolto tutti.
«Era importante dare continuità al lavoro svolto in settimana e la vittoria dà tanta fiducia al nostro gruppo. Nei finali di campionato, la vittoria vale di più, è più difficile da conquistare perché le squadre si conoscono tutte. E noi avevamo di fronte una formazione che sta dominando il campionato. Battere la prima in classifica a cinque giornate dalla fine, è un motivo valido per festeggiare».
Ha avuto molto spazio: 26´45".
«Giocare con i piccoli era anche una condizione imposta da loro. Con Jones da numero 3, era difficile proporre un quintetto sovradimensionato. In questa partita, era più logico mettere giocatori in grado di marcare più posizioni».
È il miglior realizzatore della Tezenis nel tiro da tre punti: 50 per cento (14/28).
«È bene battere il ferro fin che è caldo: sono stati tiri costruiti dalla squadra».
Non c´è tempo per cullarsi sugli allori: Brindisi incombe.
«Abbiamo ancora in mente la semifinale di Coppa Italia perso alle ultime battute. Vogliamo rifarci in casa loro e portare via i due punti, anche perché sarebbe bello trascorrere il periodo di pausa pasquale dopo una vittoria, per noi e per la società».
L´Enel, però, può ancora aspirare al primo posto.
«La conosciamo bene, è squadra molto completa. forte, compatta, decisa, ha giocatori fisicamente importanti e può proporre quintetti a livello atletico spaventoso, con giocatori alti e potenti. In più c´è un play come Renfroe, assente in Coppa Italia, pure lui grande atleta, leggero, veloce, saltatore. Brindisi è squadra molto ben bilanciata e di grande forza fisica».
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Fabio Gavelli
Forlì
«NEL MOMENTO stesso in cui facevo il fallo mi rendevo conto dell’errore. Non mi so spiegare perché mi sono comportato così. Purtroppo capita in certe situazioni di smarrire la lucidità e la freddezza che invece ci vorrebbero».
Jesi, ultimo secondo, Maggioli prende il rimbalzo sul libero sbagliato da Huff: partita virtualmente all’overtime, ma il centro della Marco Polo commette un fallo che spedisce l’avversario in lunetta e chiude l’incontro. E dire che fino a quel momento, il 39enne Casoli si era dimostrato l’unico lungo forlivese in grado di arginare la coppia Maggioli-Brooks.
Casoli, perché in trasferta non riuscite mai a portare a casa il risultato, anche quando pare a portata di mano?
«Domanda da un milione di dollari. Se sapessimo rispondere, forse avremmo risolto i nostri problemi. Purtroppo in varie occasioni abbiamo commesso errori fatali, come il mio di domenica scorsa».
Che chance avremmo avuto nel supplementare?
«Cinquanta e cinquanta».
C’è un filo conduttore in una stagione così travagliata?
«Ne vedo uno solo: abbiamo cambiato assetto non so quante volte. Ci può stare che in seguito a infortuni o scelte tecniche si facciano alcune correzioni. Ma quest’anno sono state tante da rendere difficile costruire una chimica di squadra. Qualche volta ci pareva di averla trovata, poi c’è stata l’ennesima variazione».
Nelle ultime due gare, al rientro dopo l’infortunio, si è rivisto il Casoli che i tifosi forlivesi aspettano.
«Ho attraversato un mese e mezzo molto difficile, con la pubalgia dovevo comunque stare in campo molti minuti. Adesso non sono guarito del tutto ma sto meglio, sono fiducioso. Posso dare tutto nei 10-15 minuti di utilizzo e credo di aver dimostrato di poter dare qualcosa alla squadra».
Coleman invece è apparso fuori partita: inesperienza o difficoltà ad abituarsi al basket italiano?
«Coi mezzi fisici e tecnici che ha, deve solo ritrovare fiducia. Ma va detto che aveva di fronte il centro più forte di Legadue».
Cinque gare alla fine: proviamo a immaginarle?
«In casa bisogna vincere. Punto. Brindisi e Pistoia sono trasferte difficili, ma non peggio di Jesi: la Fileni è una squadra molto solida. Noi siamo consapevoli di essere competitivi, la squadra è viva e combatte».
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Otto Caserta-Acea Roma 80-90
(15-18, 35-41; 62-56)
Caserta: Maresca 5, Collins 17, Smith 20, Stipanovic 7, Bell 10; Kudlacek 4, Righetti 11, Doornekamp 6, Cefarelli 0, Loncarevic 0. N.E.: Marzaioli, Marini. All.: Sacripanti.
Roma: Dedovic 7, Gordic 10, Tucker 16, Varnado 14, Slokar 14; Tonolli 0, Mordente 8, Datome 11, Kakiouzis 2, Maestranzi 8. N.E.: Marchetti, Crosariol. All.: Calvani
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Sidigas Avellino-Angelico Biella 71-70
(25-21, 37-33; 53-49)
Avellino: Green 12, Gaddefors 4, Infanti 21, Golemac 11, Johnson 16; Spinelli 0, Soloperto 0, Slay 7. N.E.: Ronconi, Ferrara, Alborea, Izzo. All.: Vitucci.
Biella: Coleman 9, Soragna 4, Pullen 9, Miralles 8, Dragicevic 18; Jurak 17, Lombardi 0, Chessa 5. N.E.: Minessi, Laganà, Rossi, Magarity. All.: Cancellieri.
