Una squadra a due facce. E' questa la Virtus che finora si è vista nei playoff. I bianconeri hanno alternato partite davvero convincenti e grintose ad altre decisamente meno. Le migliori sono state senz'altro gara 1 contro Trento e gara 2 contro Venezia di due giorni fa, le peggiori gara 3 a Trento e gara 1 contro Venezia. Alti e bassi, come quelli di Carsen Edwards, leader della squadra, capace di prove stellari come in gara 2 contro la Reyer (25 punti in 20', con 6/8 da tre) ad altre in cui è dannoso (6 punti con 2/13 al tiro in gara 2 contro Trento). Il giocatore è questo, prendere o lasciare, e la Olidata in questo momento deve assolutamente prendere, vista anche la situazione infortuni che lascia ben poche alternative. Da Edwards dipende buona parte dell'attacco bianconero, che quando si accende è senz'altro il migliore della serie A.
Anche in difesa ci sono stati alti e bassi, anzi più bassi che alti, dato che per cinque gare di fila si è andati ad oltre 90 punti subiti di media. In gara due però si sono visti segnali incoraggianti, sia nella difesa su Wiltjer che nella copertura dell'area, dove Diouf e Diarra hanno fatto il vuoto contro i lunghi orogranata.
Da domani, la serie si sposta a Venezia, che ora ha il fattore campo. Per andare in finale i bianconeri dovranno tornare dal Taliercio almeno con una vittoria tra gara 3 e gara 4. Che Virtus andrà in campo lo si vedrà solo domani. Coach Jakovljevic e tutti i tifosi sperano che sia quella compatta e aggressiva di gara 2. Chiaramente, avere o non avere Luca Vildoza farà parecchia differenza. Al momento il play argentino resta in dubbio, e si vedrà a ridosso della partita. Non ce la dovesse fare, giocherà Yago.
Rischia di scoppiare una vera e propria 'bomba' per il basket NCAA e Internazionale. Il sogno americano, infatti, potrebbe già infrangersi perché le nuove regole del basket collegiale rischiano di interferire con l'esodo dei giovani europei e non solo verso gli USA. Per decenni, la NCAA è stato il regno incontrastato degli atleti giovani e non ancora professionisti, almeno fino all'introduzione dei pagamenti legati al NIL. Questa novità ha aperto un vero e proprio vaso di Pandora che ora sembra impossibile da richiudere, e il tentativo tardivo della NCAA di arginare la falla apre a scenari tutti da capire. Dopo che le università hanno investito milioni per reclutare giocatori provenienti da Eurolega, NBL (campionato australiano, ndr) e altri campionati esteri, l'improvviso inasprimento dei criteri di eleggibilità per la stagione 2026-27 ha mandato un'onda d'urto nel mondo del basket globale. Le nuove direttive prendono di mira la partecipazione a leghe professionistiche e i compensi ricevuti prima dell'iscrizione al college, stabilendo che chi ha guadagnato cifre superiori alle "spese vive e necessarie" potrebbe perdere l'eleggibilità, lasciando nell'incertezza atleti di tutto il mondo che avevano già firmato con gli atenei statunitensi. La NCAA ha di fatto - quantomeno ci sta provando - frenato bruscamente una situazione che ha sconvolto in qualche modo tutti.
L'ambiguità del nuovo regolamento ha scatenato reazioni fortissime tra gli addetti ai lavori, preoccupati per l'impatto su ragazzi che si sentivano al sicuro vista l'apertura mostrata nella stagione precedente. L'autorevole analista di Draft Express, Jonathan Givony, ha espresso un giudizio durissimo: "La nuova regola della NCAA (dal tempismo pessimo) manda un messaggio chiaro: i giocatori internazionali non sono più i benvenuti nel gioco collegiale. L'ACB, la Francia, l'Italia, l'NBL australiana e chiunque abbia mai giocato per una squadra di Eurolega, anche per quasi niente, sono improvvisamente e permanentemente ineleggibili?" Questo inasprimento rischia di escludere a priori una generazione di talenti, sradicando di fatto il nuovo modello di reclutamento globale che i college avevano iniziato ad abbracciare a suon di milioni, e che solo dall'Italia nella prossima stagione preleverà protagonisti con Saliou Niang e Quinn Ellis, o Elisee Assui.
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Il sogno americano è infranto. Sta per esplodere una «bomba» per il basket NCAA?
23.05.2026 10:25 di Iacopo De Santis Twitter: @IacopoDeSantis vedi letture
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© foto di Ceretti/Ciamillo
Rischia di scoppiare una vera e propria 'bomba' per il basket NCAA e Internazionale. Il sogno americano, infatti, potrebbe già infrangersi perché le nuove regole del basket collegiale rischiano di interferire con l'esodo dei giovani europei e non solo verso gli USA. Per decenni, la NCAA è stato il regno incontrastato degli atleti giovani e non ancora professionisti, almeno fino all'introduzione dei pagamenti legati al NIL. Questa novità ha aperto un vero e proprio vaso di Pandora che ora sembra impossibile da richiudere, e il tentativo tardivo della NCAA di arginare la falla apre a scenari tutti da capire. Dopo che le università hanno investito milioni per reclutare giocatori provenienti da Eurolega, NBL (campionato australiano, ndr) e altri campionati esteri, l'improvviso inasprimento dei criteri di eleggibilità per la stagione 2026-27 ha mandato un'onda d'urto nel mondo del basket globale. Le nuove direttive prendono di mira la partecipazione a leghe professionistiche e i compensi ricevuti prima dell'iscrizione al college, stabilendo che chi ha guadagnato cifre superiori alle "spese vive e necessarie" potrebbe perdere l'eleggibilità, lasciando nell'incertezza atleti di tutto il mondo che avevano già firmato con gli atenei statunitensi. La NCAA ha di fatto - quantomeno ci sta provando - frenato bruscamente una situazione che ha sconvolto in qualche modo tutti.
L'ambiguità del nuovo regolamento ha scatenato reazioni fortissime tra gli addetti ai lavori, preoccupati per l'impatto su ragazzi che si sentivano al sicuro vista l'apertura mostrata nella stagione precedente. L'autorevole analista di Draft Express, Jonathan Givony, ha espresso un giudizio durissimo: "La nuova regola della NCAA (dal tempismo pessimo) manda un messaggio chiaro: i giocatori internazionali non sono più i benvenuti nel gioco collegiale. L'ACB, la Francia, l'Italia, l'NBL australiana e chiunque abbia mai giocato per una squadra di Eurolega, anche per quasi niente, sono improvvisamente e permanentemente ineleggibili?" Questo inasprimento rischia di escludere a priori una generazione di talenti, sradicando di fatto il nuovo modello di reclutamento globale che i college avevano iniziato ad abbracciare a suon di milioni, e che solo dall'Italia nella prossima stagione preleverà protagonisti con Saliou Niang e Quinn Ellis, o Elisee Assui.
A difesa della nuova linea è intervenuto il Associated Commissioner della SEC, Garth Glissman, che ha risposto direttamente alle critiche sottolineando l'intento di proteggere il sistema e i prospetti locali: "La NCAA non cerca di escludere tutti i giocatori internazionali." Ha poi precisato: "Piuttosto, la NCAA cerca di implementare limiti di buon senso per stabilire se, e in quale misura, i giocatori internazionali che hanno giocato più stagioni di basket professionistico di alto livello all'estero abbiano ancora i requisiti per l'eleggibilità NCAA." Glissman ha concluso con una motivazione legata alle opportunità per i giovani statunitensi: "Gestire correttamente questo problema è essenziale per preservare l'equità e le opportunità nei college americani, finanziati prevalentemente dai contribuenti, per i ragazzi americani che in genere si diplomano al liceo a 18 anni e, all'atto pratico, devono iscriversi immediatamente al college se vogliono continuare a giocare a basket ad alto livello."
Tutto sembrava ormai fatto tra il Partizan Belgrado e Armoni Brooks. Il club serbo aveva infatti messo sul piatto un contratto biennale, ritenuto soddisfacente dal giocatore (ancora formalmente legato all'Olimpia Milano), incassando persino un accordo verbale. Mancavano solamente i dettagli finali prima di mettere la firma nero su bianco, ma all'improvviso la trattativa ha subìto un clamoroso ribaltone. Nella corsa all'esterno si è infatti inserito prepotentemente l'ASVEL: la compagine francese ha deciso di scombinare i piani mettendo sul tavolo un'offerta economica molto importante, tanto che le notizie circolate nella serata di venerdì davano Brooks sempre più vicino al trasferimento in Francia.
Asvel su Armoni Brooks, il Partizan contatta l'agente: la decisione entro lunedì?
Tutto sembrava ormai fatto tra il Partizan Belgrado e Armoni Brooks. Il club serbo aveva infatti messo sul piatto un contratto biennale, ritenuto soddisfacente dal giocatore (ancora formalmente legato all'Olimpia Milano), incassando persino un accordo verbale. Mancavano solamente i dettagli finali prima di mettere la firma nero su bianco, ma all'improvviso la trattativa ha subìto un clamoroso ribaltone. Nella corsa all'esterno si è infatti inserito prepotentemente l'ASVEL: la compagine francese ha deciso di scombinare i piani mettendo sul tavolo un'offerta economica molto importante, tanto che le notizie circolate nella serata di venerdì davano Brooks sempre più vicino al trasferimento in Francia.
Di fronte a questo improvviso ostacolo, il settore sportivo del Partizan non è rimasto a guardare e ha immediatamente riaperto i canali di comunicazione, avviando una nuova tornata di colloqui con l'agente del giocatore. Lo riferisce Mozzart Sport. Allo stato attuale, i negoziati sono in pieno svolgimento e la situazione rimane del tutto aperta, ma la fumata bianca è attesa a strettissimo giro. Secondo le ultime indiscrezioni, la decisione finale arriverà al massimo entro la giornata di lunedì: sarà allora che si saprà se Brooks vestirà la maglia dei bianconeri o quella dell'ASVEL, con il rinnovo con Olimpia Milano che sembra un questo momento improbabile. Ciò che appare ormai evidente, però, è che per potersi assicurare le prestazioni dello statunitense, i serbi saranno inevitabilmente costretti a ritoccare verso l'alto la loro offerta iniziale.