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Inizia una nuova settimana per l'Olimpia Milano che dopo la vittoria in campionato con Venezia ha preso l'aereo per trasferirsi a Barcelona. Primo impegno di questa nuova double week, con il ritorno al Forum giovedì prossimo contro il Paris Basketball. Si comincia al Palau Blaugrana per la quinta trasferta europea (bilancio attuale: 2-2) contro una squadra molto esperta e reduce dalla sconfitta interna con lo Zalgiris Kaunas, attutita dalla vittoria in campionato su Lugo in cui si è rivisto Youssoupha Fall, finora poco impiegato, ed è tornato dopo un breve stop per infortunio Dario Brizuela. Non ci sarà Nicolas Laprovittola, come confermato da Penarroya, mentre per Milano restano fuori Lorenzo Brown, Zach LeDay e Josh Nebo, oltre Diop. Il Barcellona conta molto sul bomber Kevin Punter, uno degli ex della partita come Leandro Bolmaro, portato in Europa dall’Argentina proprio dal Barcellona.
MESSINA VERSO BARCELONA
“Il Barcellona è una squadra potente, che ha taglia fisica sia negli esterni che nei giocatori interni. La priorità è contenere il loro gioco interno, tentare di controllare i rimbalzi e in attacco muovere la palla bene e velocemente come abbiamo fatto nelle ultime partite. Inoltre, sarà un piacere confrontarsi ancora con un giocatore come Kevin Punter che ha dato molto all’Olimpia nella stagione che ha trascorso con noi, e con un grande avversario della nostra squadra come Toko Shengelia”, ha detto il coach dell'Olimpia.
RICCI SULLA PARTITA
“Se guardiamo alla classifica siamo 2-4 ma tre partite le abbiamo perse proprio all’ultimo. Le gare ce le siamo giocate tutte, in più noi abbiamo avuto quattro trasferte nelle prime cinque gare. Ci è sempre mancato pochissimo. A Barcellona sarà dura ma questa EuroLeague dimostra che tutti possono ribaltare qualsiasi pronostico. Loro hanno perso in casa l’ultima con lo Zalgiris, per cui vorranno riscattarsi ma lo stesso vale per noi. Hanno talento e stazza, giocatori fortissimi che conosciamo bene, per cui dovremo approcciare la gara nel modo migliore giocando ogni possesso con energia in difesa e muovendo la palla in attacco”.
I PRECEDENTI
Barcellona e Olimpia si sono incontrate 31 volte nella loro storia. Il record attuale è 16-15 per i catalani. A Barcellona, la squadra blaugrana ha un bilancio favorevole di 8-6; a Milano, l’Olimpia è 9-7; 1-0 Barca in campo neutro. Negli anni recenti ci sono state alcune vittorie eclatanti dell’Olimpia sul Barcellona e anche qualche sconfitta dolorosa. Nel 2014, l’EA7 si impose con un clamoroso 91-63 ispirato dai 24 punti di Alessandro Gentile. Nel 2017/18, l’Olimpia vinse ambedue le partite, la prima in casa 78-74 con 19 punti di Jordan Theodore e la seconda in trasferta 83-81 con canestro decisivo di Dairis Bertans a cinque secondi dalla fine. Andrew Goudelock segnò 20 punti, Arturas Gudaitis ne aggiunse 16 con 7/7 dal campo. La doppietta è riuscita ancora nel 2021/22 e nel 2023/24 (a Barcellona, l’Olimpia ha vinto 90-86 con 21 punti di Devon Hall e 15 di Diego Flaccadori; a Milano si è imposta 74-70 con 23 punti di Shavon Shields). Lo scorso anno, l’Olimpia ha vinto a Barcellona 94-81, con 33 punti di Zach LeDay. Nel 2021, il Barcellona in campo neutro, a Colonia, nella semifinale di EuroLeague, si impose 84-82. Decisivo fu il canestro di Cory Higgins allo scadere. Scavando nel passato: nella stagione 1987/88, le due squadre si affrontarono nella Coppa Intercontinentale di Milano: il Barcellona vinse la partita del torneo eliminatorio, ma l’Olimpia si impose 104-94 nella finale assicurandosi il trofeo. Poi nella stessa stagione si affrontarono in Coppa dei Campioni: il Barcellona vinse ambedue gli scontri ma non conquistò l’accesso alle Final Four e in quella stagione l’Olimpia vinse la sua terza Coppa dei Campioni.
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Dopo la vittoria contro Verona, la Fortitudo Flats Service Bologna torna in campo domani al PalaDozza per ospitare la Reale Mutua Basket Torino nel turno infrasettimanale. “Si torna subito in campo, a 72 ore dal dispendioso match giocato contro Verona", ha detto il capo allenatore Attilio Caja. "Abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo facendo una grande difesa tecnica, bravi ad interpretare la partita, poi ci vuole il cuore per andare oltre la fatica, ma malgrado la stanchezza siamo stati sempre lucidi. Non grandi numeri in attacco, ma sappiamo che con la difesa si può fare molto bene: i ragazzi hanno reagito alla prova di Cremona, ed i nostri tifosi si meritano questo atteggiamento e queste vittorie.
Gli infortuni? Si alza la fisicità, il basket è più agonistico, ci può stare. In A2 ci sono tante partite ravvicinate, servirebbero organici più importanti, ma diventerebbe impegnativo. Infortuni di 15-20 giorni sono fisiologici, noi siamo partiti con un crociato (Benvenuti, ndr), con un altro giocatore fermo da due mesi (Anumba, ndr) e, recentemente, i problemi di Mazzola e Imbrò. Hanno tutti voglia di rientrare, poi tra rientrare ed essere pronti ce ne passa. Ma vogliamo essere sempre pronti a gettare il cuore oltre l'ostacolo”.
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Paolo Ronci, direttore generale di Virtus Bologna, ha parlato ai microfoni di Sport Club su E-Tv. Si parla anche dei rinnovi di Alessandro Pajola e Momo Diouf: "Sicuramente ci proveremo. Sono due ragazzi molto importanti, è inutile spendere parole per Pajola, è il nostro capitano. Sappiamo cosa rappresenta. Anche Diouf ha fatto una crescita velocissima anche grazie alla Virtus, ormai è una certezza. Ricordiamo che è arrivato dal campionato spagnolo da una squadra di medio livello l'anno scorso. Sono successe tante cose nel mezzo, lo spazio in EuroLega e la Nazionale. Ci proveremo, poi è chiaro che più giocano bene più possono avere interesse di altre squadre. Dipenderà da noi, ma anche da loro, ma sicuramente abbiamo grande rispetto per tutti i nostri giocatori. Siamo felici di averli e ci piacerebbe continuare ad averli", ha detto Ronci.
Parlando del capitano bianconero, aggiunge
"Cosa userei per convincerlo? Penso sappia da solo tutto. Non penso serviranno grandi discorsi. Dipenderà dai suoi desideri, non solo di atleta ma anche di ragazzo, così come anche dai nostri. Speriamo che questi si incontrino, capisco sia un argomento di interesse, ma le cose migliori si fanno tra di noi. Con i nostri giocatori parliamo sempre, non si aspetta l'ultimo secondo. C'è un grande rapporto tra Pajola e la Virtus".
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Paolo Ronci, direttore generale di Virtus Bologna, ha parlato ai microfoni di Sport Club su E-Tv. Si parla anche dei rinnovi di Alessandro Pajola e Momo Diouf: "Sicuramente ci proveremo. Sono due ragazzi molto importanti, è inutile spendere parole per Pajola, è il nostro capitano. Sappiamo cosa rappresenta. Anche Diouf ha fatto una crescita velocissima anche grazie alla Virtus, ormai è una certezza. Ricordiamo che è arrivato dal campionato spagnolo da una squadra di medio livello l'anno scorso. Sono successe tante cose nel mezzo, lo spazio in EuroLega e la Nazionale. Ci proveremo, poi è chiaro che più giocano bene più possono avere interesse di altre squadre. Dipenderà da noi, ma anche da loro, ma sicuramente abbiamo grande rispetto per tutti i nostri giocatori. Siamo felici di averli e ci piacerebbe continuare ad averli", ha detto Ronci.
Parlando del capitano bianconero, aggiunge
"Cosa userei per convincerlo? Penso sappia da solo tutto. Non penso serviranno grandi discorsi. Dipenderà dai suoi desideri, non solo di atleta ma anche di ragazzo, così come anche dai nostri. Speriamo che questi si incontrino, capisco sia un argomento di interesse, ma le cose migliori si fanno tra di noi. Con i nostri giocatori parliamo sempre, non si aspetta l'ultimo secondo. C'è un grande rapporto tra Pajola e la Virtus".
Ronci ha anche commentato la partenza in EuroLeague.
“Abbiamo vinto contro squadre candidate alla Final Four, vuol dire che abbiamo un grande potenziale. Ci fa piacere, in queste partite c'è stata un'atmosfera magica e si è creata empatia con il pubblico. Con l'entusiasmo che l'idea che questa squadra ha generato. Siamo partiti bene. Ora dobbiamo cercare di continuare, Kaunas è la prima di cinque partite consecutive in trasferta, dovremo sfruttare tutti gli elementi del roster, prendere qualcosa da ognuno e andare avanti con questa squadra”, ha aggiunto. Parlando di chi è più indietro, Aliou Diarra, sottolinea: "Ha tantissime doti atletiche. È un rookie sia dell'Eurolega che del campionato italiano e in generale europeo, ci sono tantissime cose nuove e per questo ci vuole pazienza. Ma ha grandi doti atletiche, crediamo possa darci una mano. Abbiamo un roster con lunghi come piacciono ad Ivanovic, che siano veloci e atletici, ma anche che possono aprire il campo come Smailagic”.
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Con un provvedimento firmato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il Viminale ha disposto la chiusura fino al 31 dicembre 2025 per le partite esterne della società Pistoia basket 2000 e fino a fine stagione, inclusi eventuali play off e play out, per le partite esterne della società Rsr Sebastiani Rieti, dei settori ospiti degli impianti sportivi dove le due società disputano gli incontri in trasferta. Lo riferisce ANSA. Nel provvedimento si evidenzia che quanto accaduto il 19 ottobre scorso, durante l'incontro di Rieti-Pistoia al PalaSojuourner di Rieti, prima con tentativi di contatto tra le tifoserie poi con l'agguato al pullman dei tifosi pistoiesi costato la vita all'autista Raffaele Marianella, "determinano gravi conseguenze sulla tutela dell'incolumità pubblica" e il "concreto rischio di reiterazione di analoghi comportamenti".
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13 punti alla prima, 14 alla seconda. In estate ha chiesto a Detroit la trade, e gli incastri NBA lo hanno portato a Miami. Gli Heat sono una franchigia unica, diversa da tutte le altre 29. La "Heat Culture" non è solo il solito claim americano, ma qualcosa di vero e tangibile. Simone Fontecchio oggi ne fa parte, nella stagione probabilmente più importante della sua carriera NBA. In scadenza di contratto, con il desiderio di dimostrare a tutti di far parte di questa lega. A noi tifosi Azzurri è evidente, ma tornando agli incastri della Lega statunitense, gli occhi degli addetti ai lavori lì sono diversi, ma anche le stesse dinamiche dei roster sono diverse. Non a Miami, dove Fontecchio vuole togliersi di dosso quell'etichetta di "tiratore europeo".
"Penso che non mi sia stata data molta responsabilità, specialmente in difesa, in certi aspetti", ha detto Fontecchio sulla sua esperienza a Detroit. "Ma qui tutti devono avere quel tipo di responsabilità difensiva. E non dirò che mi piace giocare in difesa, ma è qualcosa di cui vado fiero. E sì, non mi piace essere visto come il classico europeo che non difende e pensa solo a tirare, capisci? Non mi è mai piaciuto. E penso di non essere mai stato così. Quindi spero di continuare a lavorarci, migliorare sempre di più, e che la gente cominci a rendersene conto", ha detto a Hoopshype.
