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LA PALLACANESTRO FERRARA FIRMA ALESSANDRO AMICI
La Pallacanestro Ferrara inserisce altra benzina nel motore. Da oggi Alessandro Amici, pesarese classe 1991, ala di 200 cm, è un giocatore della Mobyt.
Arriva dalla Serie A, sponda Victoria Libertas Pesaro, del cui settore giovanile è un prodotto, dove finora viaggiava a 4.3 punti di media e 2.8 rimbalzi in circa 20 minuti di utilizzo.
Per lui negli anni passati esperienze anche a Senigallia, Imola e Firenze in DNA, con numeri importanti.
Amici, all’interno del roster biancoazzurro, andrà a prendere il posto dell’infortunato Alessandro Infanti.
AL TERMINE DELL’ALLENAMENTO
IL PRESIDENTE BULGARELLI PRESENTERÀ ALESSANDRO AMICI
Alessandro Amici, neo acquisto della Pallacanestro Ferrara, svolgerà oggi, giovedì 16 gennaio, il primo allenamento con i nuovi compagni. Al termine della seduta pomeridiana, alle ore 20.00, sarà presentato alla stampa dal presidente Bulgarelli presso la sala stampa del PalaMIT2B.
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Alla vigilia della partenza della Sutor verso Roma, Carlo Recalcati ha incontrato la stampa per presentare la sfida di sabato sera. “Iniziamo il girone di ritorno”, ha esordito il coach, “affrontando una squadra che in estate non ha cambiato molto, ma ha perso giocatori importanti come Datome e Lawal pur mantenendo intatti obiettivi e priorità. Quando li abbiamo affrontati, alla prima di campionato, abbiamo giocato bene e l’intento per sabato sera è fare lo stesso. Giochiamo contro una squadra che è terza in classifica, ma come detto in altre occasioni, non possiamo pensare di partire sconfitti, esattamente come non si può pensare che con una squadra più alla portata si debba vincere per forza. Ciò che bisogna dire è che abbiamo un problema difensivo che ci tormenta; sta segnando le nostre partite e i momenti in cui esse si decidono. Stiamo lavorando molto su questa parte, ma ciò che dobbiamo fare è imparare ad avere pazienza in attacco, riducendo così il numero, e anche l’efficacia, dei possessi degli avversari. Questo è il lavoro che ci siamo proposti di realizzare per il girone di ritorno. È chiaro che per un lavoro del genere si debba incidere su abitudini ed istinti, e non è facile. Ma per questo ci metteremo ancora più cura, e speriamo di raccoglierne i frutti prima o poi”.
“Roma può giocare con molti quintetti diversi”, ha continuato coach Recalcati parlando degli avversari di sabato sera, “Hosley è un’ala piccola di ruolo, ma può portare palla e giocare da numero quattro. Quando giocano col quintetto piccolo hanno giocatori che possono costruire e tirare come Baron, e D’Ercole che sa anche aggredire in difesa. Sappiamo che quando lui sarà in campo, metterà pressione a Mayo, e che in quei momenti a Josh servirà un aiuto. Loro sono completi anche sotto canestro: Lawal è stato sostituito in modo ottimale con Mbakwe che non vale sicuramente meno. Szewczyk può giocare da centro in difesa, ma può tirare da lontano, mentre Jones e Hosley possono attaccarci se schierati da numero quattro. Insomma hanno tante situazioni, che dovremo prevedere e combattere. Sarà una partita con tante varianti tattiche, noi dovremo stare lì, essere pronti, tenere la gara aperta e poi andarcela a giocare alla fine”.
“Una nostra iniziativa” ha concluso Recalcati, “potrebbe essere giocare con 3 lunghi, ma visto che Sakic non è al meglio, bisognerà valutare se sarà possibile. In settimana per ora non si è allenato, sta prendendo antibiotici e vedremo quanto potrà darci. A parte Sakic, in questi giorni ci siamo allenati bene. Questo è un bel gruppo e continuo a pensare che questa squadra possa raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti in estate. Si sta allenando anche Kudlacek, che per ora non sarà tesserato, ma che ci sta dando una grossa mano: è un ragazzo esemplare, molto intelligente, ha capito in un attimo i nostri giochi e in questo momento per noi è di grande utilità”.
A margine della conferenza stampa Recalcati ha reso noti alcuni dati relativi ai vari quintetti schierati nella prima metà di campionato. L’allenatore ha sottolineato come siano state oltre 130 le formazioni messe in campo, seppur nei numeri forniti è stato dato spazio solo a quelle utilizzate per almeno 10 minuti. Cinciarini è presente in tutti i quintetti più schierati, Mayo invece manca solo in uno di questi, utilizzato per appena undici minuti, che non a caso, per l’assenza di un playmaker puro, è quello che ha prodotto nettamente meno, come ha sottolineato anche Recalcati. I più utilizzati sono stati quelli con Mayo, Cinciarini, Skeen, Sakic e prima Collins, poi Mitrovic. Quello che ha reso maggiormente in termini di valutazione per minuto giocato, è quello con Cinciarini, Mayo, Tessitore, Mazzola e Skeen, sebbene sia stato utilizzato per appena dodici minuti e quindi è difficile valutarlo pienamente. Più interessante è notare come i quintetti senza un vero centro, quindi con la coppia Sakic-Mazzola sotto canestro, siano stati utilizzati in quasi ogni gara, e siano tra i migliori per rimbalzi (anche offensivi) al minuto e per falli subiti. Non sono invece tra i più utilizzati i quintetti con tre lunghi che Recalcati ha comunque proposto durante il girone d’andata, anche se per pochi minuti. Infine, i quintetti con Mayo e Lauwers insieme sono stati frequenti, e sono tra i migliori per percentuali di tiro dal campo anche se non sono tra i più brillanti per valutazione, se si esclude il caso in cui, seppur per pochi minuti, sono stati in campo con Cinciarini, Sakic e Mazzola in un quintetto molto “piccolo”.
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Londra amara per gli Hawks, continuano a risalire i Nets. Bene Indiana e Okc.
Atlanta Hawks - Brooklyn Nets 110-127
E' stata la O2 Arena di Londra il teatro della partita tra Atlanta Hawks e Brooklyn Nets, segnale che il feeling tra l'NBA e l'Europa continua imperterrito, anche quest'anno un match di Regular Season si disputa nel vecchio continente. I quasi 19.000 spettatori che hanno affollato lo splendido impianto londinese non hanno certo assistito ad una partita all'ultimo sangue, coi Nets che, pur orfani di Deron Williams e Brook Lopez, hanno fatto man bassa degli Hawks (attuale terza forza ad Est) e continuano nella loro rimonta, visto che questa è la 5° vittoria nelle ultime 6° partite per i ragazzi di Jason Kidd. Tutto facile fin da subito per i Nets, trascinati da un super Joe Johnson (29 punti, 5 assist, 4 rimbalzi e appena 4 errori al tiro, si vede che i 10.000 dollari spesi in un Night Club di Londra gli hanno portato bene), da un ottimo Andray Blatche (20 punti, 14 rimbalzi e 6 assist) e da un redivivo Paul Pierce (18 punti e 6 assist), fuori dalla partita gli Hawks, sotto anche di 30 punti nell'arco del match, salvano almeno la faccia Shelvin Mack (17 punti e 7 assist) e Mike Scott (17 punti).
Indiana Pacers - New York Knicks 117-89
Reggono un quarto i Knicks, per poi crollare, in quel di Indiana, sotto i colpi di un 33-17 che spegne le velleità dei ragazzi di Woodson, apparsi in ripresa in questo inizio di 2014. Nelle fila dei Pacers, sempre leader ad Est, si rivede Lance Stephenson (28 punti, 4 assist e 4 rimbalzi), molto bene Paul George (25 punti e 7 rimbalzi), gli altri si limitano al compitino, contro i Knicks del solo Carmelo Anthony (28 punti e 7 rimbalzi). Maluccio Andrea Bargnani: 32 minuti in campo, 6 punti, 7 rimbalzi, 3/9 al tiro.
Houston Rockets - Oklahoma City Thunder 92-104
Buon'affermazione di Oklahoma che, ancor priva di Westbrook, sbanca il Toyota Center di Houston fermando la folle corsa dei Rockets, che venivano da un buonissimo periodo di forma. I Rockets comandano nel primo tempo, poi staccano clamorosamente la spina nella ripresa, quando i Thunder si abbattono su di loro con un parziale di 19-45, una vera mattanza, con Kevin Durant (36 punti e 7 rimbalzi), Serge Ibaka (21 punti, 15 rimbalzi e 5 stoppate) e Reggie Jackson (23 punti e 4 assist) mastri cerimonieri, oltre che consolidatori del terzo posto, ad Ovest, di Okc. Il primo tempo dei Rockets lasciava presagire che il momento positivo proseguisse, ma le buone prestazioni di Terrence Jones (16 punti e 13 rimbalzi), James Harden (16 punti, 8 assist e 7 rimbalzi) e Donatas Motiejunas (15 punti e 7 rimbalzi) sono da considerare nei primi 24 minuti, poi il black out fatale.
Francesco Padula
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da sito ufficiale Olimpia Milano:
Cantù allunga e l’Olimpia si arrende: 87-72
Il tiro da tre di Cantù punisce la difesa dell’Olimpia che a sua volta ha molto da troppo pochi uomini, visto che all’assenza di Samardo Samuels si aggiunge anche quella di David Moss. Sul 28-23 l’EA7 sembra in grado di giocare una partita importante, ma lì sul canestro da quattro di Aradori perde il vantaggio, l’inerzia della gara e progressivamente scivola giù nonostante qualche sussulto. Gentile e Langford si caricano la squadra sulle spalle, in attacco non è disprezzabile il primo tempo di Jerrells e Lawal si è fatto sentire con i suoi balzi. Ma solo quattro uomini vanno a referto e l’87-72 conclusivo è una punizione durissima.
IL PRIMO TEMPO - Cantù usa le sue armi nel tiro da fuori, Leunen segna tre triple prima di sbagliarne una, ma l’Olimpia attacca la partita con coraggio. Il primo quarto di Gentile (9) è spettacolare, Langford segna otto punti ma gli fischiano il secondo fallo in attacco e deve uscire dal campo. Milano regge e un tap-in di Gentile firma il pareggio a quota 23 dopo diversi cambi nella guida della gara. Il capitano segna 12 punti per il 26-23 Olimpia quando fa il primo passaggio in panchina dopo 11 minuti in campo. Il vantaggio sale a quota 5 dopo due tiri liberi di Jerrells. Aradori completa un gioco da quattro punti sul terzo fallo di Cerella che riporta Cantù a meno 1. Qui s’inceppa l’attacco e Cantù prende ritmo: segnano Ragland e Leunen da tre, Cusin e Uter da sotto e il parziale di 16-4 vale il 39-32 per la squadra di casa. Al riposo, con Langford a quota 11, Cantù è avanti 41-35 tirando con il 53% da tre (otto triple a segno).
Il SECONDO TEMPO - Cantù prova a fuggire con due triple che inaugurano il terzo quarto (Ragland e Jenkins). Langford risponde, cosi fa Jerrells, Lawal si fa sentire sotto il tabellone offensivo. Il massimo vantaggio di Cantù si verifica sul 53-42. Il parziale successivo e’ di 12-4 quando l’Olimpia torna a meno tre. Qui Stefano Gentile e Ragland segnano da tre in due possessi consecutivi, poi Uter. In un attimo Cantù torna a +11 e in una serata di grande ispirazione al tiro allunga sul +14, 75-61 a sei minuti dalla sirena. L’Olimpia prende tanti tiri aperti ma non trova mai il canestro da fuori mentre dall’altra parte Rullo segna 6 punti di fila e dilata la fuga di Cantù anche sul +17 del 78-61. L’Olimpia prova a restare agganciata alla gara, segna da tre Gentile, segna Lawal ma è troppo distante la squadra di casa per una rimonta vera.
