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La guardia bianconera fa il punto dopo la manifestazione svoltasi a Creta: Neanche il tempo di concludere il Campionato del Mondo Under 19, che l'Italia di coach Capobianco ha terminato in sesta posizione perdendo la finalina del quinto posto contro il Canada, che per Diego Flaccadori, guardia della Dolomiti Energia Trentino, è già tempo di pensare alla prossima competizione internazionale. Dopo aver chiuso il Mondiale di Creta da terzo marcatore assoluto con 17.6 punti a sera, accompagnati da 4.9 assist (quinto assoluto) e 4 rimbalzi, “Flacca” infatti è già rientrato in Italia per aggregarsi assieme a Ion Lupusor allaNazionale Under 20 che da martedì sarà impegnata nell'Europeo di categoria di Lignano Sabbiadoro (primo match alle 21 contro la Croazia). Prima di aggregarsi al gruppo affidato alla guida tecnica di coach Stefano Sacripanti, però, il 19enne bergamasco fa il punto sull'esperienza fatta a Creta, che gli ha riservato soddisfazioni importanti come il buzzer beater che ha deciso il match contro l'Australia e le sontuose prove prodotte contro gli Stati Uniti (21 punti e 6 assist) e contro la Spagna (25 e 8 assist).
DIEGO FLACCADORI (guardia DOLOMITI ENERGIA TRENTINO e capitano NAZIONALE U19): “Sicuramente abbiamo fatto un Mondiale strepitoso. Eravamo infatti in un girone di ferro, con Canada e Australia che si erano presentate a Creta come potenziali favorite per il titolo. Siamo riusciti a battere l'Australia in quella che è stata la gara chiave del nostro Mondiale, perché ci ha consentito di ottenere accoppiamenti un po' più abbordabili sulla strada per entrare tra le prime otto. E questo ci ha dato un bell'aiuto per arrivare ad ottenere un risultato che l'Italia non raggiungeva da tempo, quello di entrare nelle migliori otto del mondo. Perciò non possiamo che essere super-felici del nostro percorso”.
“Un mondiale U19 e la serie A – continua Diego - sono troppo diverse per poter essere paragonate tra loro. Il talento fisico e tecnico che si trova in serie A è nettamente superiore, anche se devo però riconoscere che pure qui a Creta ho trovato un livello molto alto. Di certo aver giocato per un anno nella massima serie italiana mi ha aiutato un sacco: me ne sono reso conto confrontando questa esperienza con quella dell'anno passato. Mi sento migliorato in diverse parti del gioco”.
“Da oggi – conclude Flaccadori – raggiungo i compagni della Nazionale Under 20 assieme a Lupusor per unirmi a loro nell'Europeo di categoria. Penso che potremo fare una bella competizione, perché anche se non conosco bene il livello dell'annata '95 negli altri paesi, so bene quale sia il potenziale di giocatori come Fontecchio e compagni. Quindi sono fiducioso”.
Ufficio Stampa Dolomiti Energia Basket Trentino
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Di seguito le dichiarazioni di Marco Crespi, allenatore della Tezenis Verona, presentato questa mattina, venerdì 3 luglio, a Casa Vinicola Sartori, a Negrar in Valpolicella ed in diretta su youtube.
«Sono una persona che odia la retorica, voglio sempre dire le cose che penso e mai quelle che annoiano alla terza riga. Solitamente si dice che è un onore quando si arriva in una situazione nuova, in un club con una storia e in una città come Verona. Io non dico di essere onorato di essere qua, dico che ho il piacere di essere qua. Ringrazio la famiglia Pedrollo, Giorgio in particolare, che dal primo giorno in cui mi sono messo in macchina per venire a Verona mi ha fatto sentire importante. Mi sono messo in macchina non per il rapporto personale che negli anni ho sviluppato con Gianluca Petronio, ma per le sue qualità professionali perché sapevo che sarei andato in un club in cui il basket non viene parlato a livello superficiale ma analizzato giorno per giorno. Avete citato Ramagli. Lui per me è un fratello, non un collega, negli anni è nato con lui un rapporto umano di fratellanza nelle due esperienze vissute insieme. Siamo davanti a un campionato, come quello di LegaDue, a 32 squadre. Tutti quanti noi penso sappiamo di sport e dire che partiamo per vincere significa essere ignoranti di sport. Io vivo di sport, amo lo sport, lo sport vero, non lo sport dei trucchi. Il nostro obiettivo sarà prepararsi a competere per vincere. Voglio dire solo tre cose per dare l’idea di quello che vorrei aveste come identità del nostro percorso. La prima è l’emozione. Chi entra in un palazzetto, che sia il proprietario o il tifoso più lontano dal campo, cerca emozioni. Quindi, per la scelta dei giocatori, cercheremo persone che abbiano la capacità di vivere la loro professione e il loro modo di giocare con emozione. La seconda è l’appartenenza al prodotto. Oggi si parla di attaccamento alla maglia, di spogliatoio. Tutte frasi retoriche dette in modo superficiale. Credo che la motivazione del giocatore faccia la differenza in un campionato come questo dove le differenze di valori fra una squadra e l’altra sono minime. L’appartenenza al prodotto è il modo di giocare, significa rendere l’idea che ogni giocatore è protagonista di quello che fa e non gioca come dice l’allenatore. Ma se un giocatore sa che ogni giorno svegliarsi a Verona vuol dire appartenere a qualche cosa allora la sua motivazione sarà massima. Il terzo è il senso di urgenza. Se guardiamo una partita di pallacanestro le ultime difese degli ultimi cinque minuti sono le migliori. Dove si vede la mimica facciale, i muscoli tirati al massimo, la richiesta a sé stessi di produrre il meglio. Penso che le partite si perdono quando magari si è 20-10 alla fine del primo quarto con difese superficiali. L’obiettivo è che questo senso di urgenza non sia dettato dal risultato del tabellone, magari punto a punto a tre minuti dalla fine, ma ogni giorno quando si entra in palestra al mattino o al pomeriggio, o quando saremo 20-10 o 10-20. Per poter costruire qualcosa a livello di prodotto di gioco ogni persona che va in palestra deve sentirsi protagonista in allenamento. Se qualcuno non gioca mai non può appartenere al prodotto, ovviamente non tutti avranno lo stesso spazio e le stesse responsabilità ma per giocare un basket di energia e che sappia aggredire sia in attacco che in sifesa ognuno dei dieci giocatori deve avere l’occasione di sentirsi protagonista.
Siena? Come ho detto miliardi di volte l’esperienza di Siena è stata il realizzare il sogno che io avevo a 15 anni quando sognavo di fare l’allenatore di pallacanestro. È stata una favola, anche a livello di conduzione tecnica, veder giocare quella squadra. Come persona e come professionista».
«Il primo saluto dell’annata è più un onore che un onere. Marco Crespi sarà il perno della nostra stagione. Sapete che i nostri obiettivi restano massimi, la società lo sta dimostrando. Si sta lavorando per allestire una squadra che abbia le capacità per proseguire il cammino intrapreso negli ultimi anni avviato da Alessandro Ramagli, che ringraziamo per il suo lavoro e sulle cui basi stiamo costruendo un ulteriore piano». Così Sandro Bordato, vicepresidente della Scaligera Basket, alla presentazione di Marco Crespi, nuovo allenatore della Tezenis Verona, nella conferenza stampa di questa mattina, venerdì 3 luglio, a Casa Vinicola Sartori di Negrar in Valpolicella. Presenti, oltre al responsabile dell’area tecnica Giorgio Pedrollo, anche l’amministratore delegato Paolo Righetti, il direttore sportivo Gianluca Petronio e il direttore dell’area organizzativa Andrea Sordelli.
«Il cambiamento non è così totale – ha sottolineato Giorgio Pedrollo – abbiamo preso il maestro di Ramagli, suo carissimo amico, ma soprattutto un uomo vero, concreto, che mette la faccia nelle cose giuste e sbagliate così come aveva fatto Ramagli. E, a detta di molti addetti ai lavori, l’allenatore più forte che c’è in Italia. Ringrazio soprattutto il lavoro certosino di Gianluca Petronio, senza di lui non sarebbe stato possibile avere Crespi. Abbiamo preso un allenatore reduce dalla finale scudetto con Siena, che ha avuto anche offerte americane compresa quella di Cleveland. È molto carico, un vulcano. Quello che ci serviva in questo momento».
«È un momento molto importante questa presentazione – le parole di Luca Sartori, co-titolare di Casa Vinicola Sartori – vedo che sia noi che la Scaligera Basket hanno obiettivi comuni, nel nostro dna c’è la competizione e il cercare di primeggiare in quel che facciamo. Entrambi vogliamo portare in giro il nome di una Verona buona e vincente, noi con i nostri vini e voi con uno sport molto bello come la pallacanestro».
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Pallacanestro Trieste 2004 comunica di avere raggiunto un accordo su base triennale col giocatore Vincenzo Pipitone, centro di 206 cm per 103 kg, nato a Erice (TP), 21 anni compiuti lo scorso 12 aprile.
Il lungo di formazione Umana Reyer Venezia ha disputato gli ultimi due campionati in A2 Silver con la maglia della Mobyt Ferrara, mettendosi particolarmente in luce nei match di post-season disputati quest’anno proprio contro Trieste. Nell’ultima stagione Pipitone ha segnato 3 punti di media e catturato 3.3 rimbalzi in 11.50 minuti d’impiego a partita, tirando col 43% da 2 punti e col 74% ai tiri liberi. Significativamente diverse le sue cifre nelle tre gare di playoff giocate, nelle quali ha segnato 8 PPG con una percentuale realizzativa del 69% nel tiro da due, conquistando inoltre 12 rimbalzi di media.
Il neo biancorosso vanta un lungo percorso nelle Nazionali Giovanili, avendo disputato con la divisa azzurra il Campionato Europeo Under 16 nel 2010 e quello Under 18 nel 2012, essendo stato poi più volte convocato con la formazione Under 20. L’ultima chiamata con la maglia dell’Italia è arrivata nello scorso mese di maggio, con la convocazione da parte della Nazionale Sperimentale Maschile.
Il Presidente Mario Ghiacci accoglie così il nuovo arrivato: “Siamo contenti di avere con noi Vincenzo, un giovane molto interessante che cerca a Trieste la definitiva consacrazione. Voglio ringraziare pubblicamente il suo procuratore, Fabrizio Campanello, col quale l’intesa è stata immediata e che, nonostante Vincenzo fosse svincolato e quindi libero di scegliere la propria destinazione, ha da subito visto in noi l’ambiente ideale per sviluppare la carriera del suo assistito.”
Queste invece le prime parole del nuovo giocatore biancorosso: “Tornare al PalaTrieste con la maglia biancorossa è per me un onore, specie ricordando lo spettacolo indimenticabile del tifo nelle recenti partite di playoff. Spero di poter entrare nel cuore dei tifosi come hanno fatto prima di me Francesco Candussi e Stefano Tonut: la presenza di un allenatore come Eugenio Dalmasson e i risultati raggiunti da Trieste nelle ultime due stagioni, con lo spazio dato ai giovani e il loro lancio in Serie A, sono stati determinanti nella mia scelta.”
da tuttobasket.net
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Andrea Renzi continuerà ad essere un giocatore della Pallacanestro Trapani. Il centro ligure, infatti, dopo aver disputato in maglia granata gli ultimi due campionati, ha raggiunto un accordo che conferma la sua presenza a Trapani per le prossime due stagioni.
Andrea Renzi (pivot Pallacanestro Trapani): “Rimanere a Trapani è sempre stata la mia priorità. Sono felice di avere la possibilità di continuare un percorso intrapreso due anni fa, giocando in una città che mi ha già dato tanto. Il mio obiettivo, adesso, è quello di riuscire a togliermi delle belle soddisfazioni insieme a questa società”.
Ugo Ducarello (coach Pallacanestro Trapani): “Iniziamo a costruire la nuova squadra partendo da un perno fondamentale, che a Trapani ha già dimostrato le proprie qualità negli ultimi anni. Si tratta di un giocatore di assoluto livello, non solo per il campionato di A2, e siamo felici di essere riusciti a trattenerlo. Andrea ha dato una grande prova del suo attaccamento alla Pallacanestro Trapani, decidendo di fare un passo verso di noi dal punto di vista dell’ingaggio e rinunciando alle altre offerte che gli sono arrivate. Ciò ci rende doppiamente convinti che sia il giocatore giusto per noi”.
da tuttobasket.net
