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ItalBasket, il ct Sacchetti si presenta: “E’ il top della mia carriera, ringrazio Torino e la Sardegna”

Dettagli
Scritto da Luigi
Pubblicato: 05 Agosto 2017
Creato: 05 Agosto 2017
Visite: 756
mirco melloni
 

Dal Dottor Messina al Signor Sacchetti. Le parole di Giovanni Petrucci, presidente della FederBasket, introducono un passaggio storico alla guida della Nazionale: un autentico cambio di filosofia che coinciderà anche con il nuovo calendario, con le finestre invernali e primaverili per le fasi preliminari (senza giocatori NBA e di Eurolega) che inizieranno con il percorso verso i Mondiali di Cina 2019. Sacchetti, che sostituirà Ettore Messina a fine estate dividendosi tra Cremona e la Nazionale, viene presentato a Cagliari, in quella Sardegna dove l’ItalBasket fa base in questi giorni e dove coach Meo due anni fa visse la favola del Triplete con Sassari.  

 

“NORMALE E VINCENTE”  

Petrucci introduce Sacchetti sottolineandone le qualità umane riconosciute dall’intero ambiente: “Investiamo su una persona di indiscusso valore, tecnico e morale: Sacchetti ha vinto, e nella vita conta vincere. Sono innamorato della normalità di Sacchetti: io ho paura dei filosofi, di quelli troppo bravi, che pensano di inventare” spiega il numero uno federale. “Sacchetti è bravo, è normale, sa vincere e qui ha vinto, senza recitare. Ora, però, il primo compito è di Messina, agli Europei, alla fine dei quali lo ringrazieremo”. A spiegare la scelta è anche Messina, che lascerà il posto a Sacchetti: “Meo ha le caratteristiche che la Federazione cercava: un allenatore italiano, esperto, che ha vinto a tutti i livelli e che ha grande carica”.  

DA TORINO A... TORINO  

C’è parecchia Torino nelle parole del nuovo ct: è sotto la Mole che coach Meo debutterà da ct, il 23 novembre contro la Romania, ma ci sono anche gli insegnamenti del Professor Guerrieri, bandiera dell’Auxilium: “Il mio tecnico in una fase determinante della carriera, a Torino, e poi l’unico coach del quale sono stato vice. Ho imparato dalla sua profonda cultura e dal suo modo di vivere il basket e la vita. E poi da una sua frase fondamentale: se hai i giocatori bravi vinci, se non hai giocatori bravi non vinci”. Una frase che sintetizza la carriera di Sacchetti, capace di gestire i talenti, magari anche problematici (da Gianmarco Pozzecco a Travis Diener agli Usa del Triplete di Sassari), facendoli viaggiare tutti nella stessa direzione.  

“Sono emozionato – ammette - e non sono uno che maschera i sentimenti, perché diventare ct dopo aver giocato in azzurro è particolare, è il top della carriera. Ringrazio il presidente Petrucci e poi Messina, l’allenatore italiano più importante, uno dei primi due tecnici in Europa. Ringrazio i miei tecnici di quando giocavo, i miei ct Gamba e Bianchini, e tre presidenti che mi hanno sostenuto nella carriera da tecnico: Sindoni, un visionario che mi volle in A con Capo d’Orlando, Mele che mi portò nella splendida Sassari, e Sardara, con cui abbiamo vinto alla Dinamo”. Ma il tecnico 63enne pensa anche ai nomi meno attesi: “A Daniel Donzelli, 20enne che ho avuto a Brindisi: ha ancora problemi, ma mi auguro di poterlo convocare, significa che li avrà superati. E penso alla squadra di Asti che allenai in C: quel gruppo di ragazzi continua a seguirmi nelle occasioni più importanti”. Tra queste ci sarà Italia-Romania di Torino. 

La Stampa.it

Reyer, ecco il chiarimento sulla questione Stone

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 05 Agosto 2017
Creato: 05 Agosto 2017
Visite: 783

Attraverso un comunicato ufficiale pubblicato sul proprio sito, l’Umana Reyer Venezia ha voluto ribadire la propria posizione in merito alla vicenda che vede coinvolto Julyan Stone. Ecco il testo integrale:

“A proposito della questione in corso con il tesserato Julyan Stone e in risposta alle sue affermazioni presenti sull’account personale Instagram (in calce al comunicato) è doverosa una premessa: da quando il papà di Julyan è stato colpito da un brutto e improvviso male, la società è sempre stata vicina e partecipe al dolore e alla situazione del giocatore. Da sempre l’Umana Reyer è sensibile ed attenta agli aspetti umani che riguardano non solo gli atleti ma tutti coloro che collaborano con la società.
All’atto della firma del contratto con cui l’atleta Julyan Stone si è legato alla società SSP Reyer Venezia Mestre srl entrambe le parti erano già consapevoli della brutta situazione sanitaria in cui versava il papà di Julyan.
L’Umana Reyer afferma con fermezza di aver comunicato da subito a Julyan Stone la volontà di dare a lui e alla famiglia assistenza economica, sanitaria ed assicurativa e soprattutto la disponibilità per poter non far mancare la sua presenza al fianco del papà in un momento così difficile.
Altrettanto fermamente la società dichiara di aver comunicato continuativamente con l’atleta Julyan Stone e i suoi agenti rappresentanti per trovare la migliore soluzione possibile.
La società non vuole altresì pensare che il non voler più essere legato all’Umana Reyer da parte di Julyan Stone sia condizionato dalla proposta che l’atleta ha ricevuto da una franchigia NBA (che a noi informalmente risulta avere sede all’incirca a 650 km dalla clinica dove è ricoverato il padre) poiché la disputa di un campionato di 82 partite logorante ed impegnativo, per le lunghe trasferte, non potrebbe in ogni caso garantire la vicinanza concreta e costante al padre.
Inoltre, la società Umana Reyer non ha mai utilizzato alcun organo di informazione, diretto ed indiretto, per rendere pubblica tale vicenda, come invece sostenuto da Julyan Stone.
Infine, l’Umana Reyer esprime il suo dispiacere per come si è evoluta questa vicenda, che coinvolge un atleta, e la sua famiglia, con cui da sempre c’è stato un rapporto di reciproca stima, rispetto e fiducia”.

Post di Julyan Stone sull’account Instagram personale “julyan_stone2”
“First and foremost my father is “just”not sick he doesn’t have a cold, he is not sneezing, he is not coughing. My father is in CCU for a collapsed lung, Failed heart that is pumping at 10% . His kidneys do not work. All three in which the doctor told us he will need transplants. He cant breathe on his own, and has had tracheotomy, and is on dialysis.My father is fighting to live and as his son I feel it’s not only his fight but mine as well. My family and I have been praying for my father and an opportunity to help him. During this time an opportunity presented itself that would help me provide for my father and his healthcare.As well as being close enough to be with him. This opportunity alone will allow my father to have the proper insurance that will give him the best chance to continue to fight for his life. After immediately contacting Venice about the situation that I and my family now find ourselves in, they began to not only ignore my calls, emails and whatapps. They also ignored those from my agent, my mother, and the hospital as well. What is bothersome to me is the lack of respect and dignity they have shown my family and I. They have downplayed the severity of my father’s health and made it more about basketball t. I’ve sent numerous proposals to the team in order to provide a resolution that can benefits everyone.My love for the city and the fans makes this difficult. The last thing I want is the fans not to have a winning team. I’ve help to build a culture of winning and gave the organization all I had. I made sure to play for the people of the city and play with as much passion and fire that the fans showed. It became more than just basketball for me in Venice it became about family and the close relationships that I built there. You the fans and the people embraced me as a second son and allowed myself to grow as the city and organization grew. I was happy to have felt I found an extended family within the people and organization. But I found the loyalty from the organization was not what it appeared to be. It’s really upsetting to me that they would use the media to save face and persuade the ppl to believe false truth”.

Abass e Biligha potranno giocare nella Nazionale Italiana senza restrizioni

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 05 Agosto 2017
Creato: 05 Agosto 2017
Visite: 815

Su richiesta del Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci, FIBA ha autorizzato Awudu Abass e Paul Biligha a giocare in Nazionale senza restrizioni. Lo ha comunicato oggi la Federazione Internazionale alla Fip. I due, fino a questo momento, erano considerati come giocatori dalla doppia cittadinanza al pari di Christian Burns.

Fonte: Ufficio Stampa Fip

Ettore Messina lascerà il timone della Nazionale dopo i campionati continentali

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 15 Luglio 2017
Creato: 15 Luglio 2017
Visite: 856

Dopo la parentesi delle mancate qualificazioni per le Olimpiadi di Rio 2016, il ct della nazionale italiana, Ettore Messina, ha voluto proseguire, spinto probabilmente dalla voglia di riscattare la delusione assaggiata.

Ma dopo l’Europeo del prossimo Agosto, il Presidente federale Petrucci dovrà trovare un sostituto per la guida degli azzurri, secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport.

Il nodo della questione, che non è stato possibile sciogliere, è relativo al rapporto tra Messina e l’Nba: nonostante la possibilità del “part-time” che fino ad oggi ha permesso all’allenatore di poter alternare il suo ruolo di assistant coach di Gregg Popovich, con gli Spurs, e quello sulla panchina azzurra, come allenatore “estivo”, intervallandosi con coach Sacripanti.

Evidentemente però quest’organizzazione non può più andare avanti, del resto, è noto a tutti il desiderio di Messina di allenare in prima persona, una squadra del campionato più famoso al mondo.

Ma prima di pensare al futuro c’è una tappa ambiziosa ed importante: conquistare una medaglia europea.

A tal proposito, tra i 24 azzurri convocati per il raduno di fine Luglio, non ci saranno Andrea Bargnani, non in perfetta forma dopo la rescissione anticipata con il Vitoria,  e Alessandro Gentile, reduce da una stagione alquanto turbolenta.

Presenti e dall’importanza fondamentale, saranno invece Belinelli, Gallinari, Datome e Melli, nella speranza che a loro possa aggiungersi anche Hackett, qualora riuscisse a riprendersi completamente dal grave infortunio subito con la maglia dell’Olympiakos.

Pallacanestro Cantù, ufficiale la firma di Davide Raucci

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 15 Luglio 2017
Creato: 15 Luglio 2017
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Cantù, ufficiale l’arrivo di Raucci

La Pallacanestro Cantù, dopo le conferme di David Cournooh e Salvatore Parrillo e l’ingaggio di Andrea Crosariol, compone il suo roster con un altro tassello di nazionalità italiana. La società ha infatti messo sotto contratto per la prossima stagione l’ala italiana di 196 cm Davide Raucci.

Raucci, nato a Napoli il 28 Giugno del 1990 è cresciuto nel settore giovanile dell’Angelico Biella, si è trasferito per 5 stagioni a Torino per poi passare a Bologna sponda Fortitudo, dove ha chiuso l’ultima stagione con 2,5 punti, 1,8 rimbalzi di media in 38 partite giocate.

“Sono contento di aver aggiunto al nostro roster un giocatore come Davide” – commenta il Direttore Sportivo della Pallacanestro Cantù, Pier Francesco Betti – “la sua energia e la sua voglia di affrontare questa nuova avventura, sarà sicuramente la base di partenza che gli permetterà di avere un ruolo importante all’interno della nostra squadra”.

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