Le ripercussioni per la Pallacanestro Trieste ci saranno e come a quanto pare. Se ieri gli inquirenti hanno escluso qualsiasi coinvolgimento della società all’interno dello scandalo Alma che ha portato all’arresto del presidente Scavone, tante sono le nubi intorno al futuro della squadra. Il problema più grande per la società è che a detenere la maggioranza delle quote (circa il 92%) è proprio il gruppo Alma, a cui sono stati bloccati immediatamente i conti correnti. Un fattore non da poco se si considera che da quei flussi di denaro, era possibile il pagamento di servizi e stipendi dei giocatori. Al momento nessuna riunione operativa tra i rappresentanti di Alma e gli altri soci della Pallacanestro Trieste. Alla società servono circa 600mila euro per portare la stagione fino al termine e sicuramente nuovi investitori interessati. Tra le tante ipotesi c’è quella di cedere un gioiello del roster, l’indiziato principale è sicuramente Zoran Dragic. Inoltre, come affermato dall’Ad Mauro, con la matematica salvezza l’obiettivo stagionale è stato raggiunto e i playoff rappresenterebbero un esubero di denaro che in questo momento la società non può permettersi. La squadra di Dalmasson occupa al momento l’ottavo posto in classifica.
Paolo Moretti sarà il nuovo coach dell’OriOra Pistoia. Secondo quanto riportato da ‘Pistoia Sport’, le due parti hanno raggiunto un accordo per un contratto fino al 30 giugno 2020. Restano ormai da limare solo gli ultimi dettagli: la fumata bianca è sempre più vicina.
Attesa, dunque, l’ufficialità del cambio di panchina in casa Pistoia, con coach Ramagli ai saluti.
La Reyer Venezia saluta il Forum con una gran vittoria, di cuore e di voglia, ottenuta sul parquet della prima della classe, nel match più atteso della 22° di Serie A. La formazione di coach De Raffaele lotta e resiste ai tentativi di allungo dell’Olimpia di coach Pianigiani, andandola a vincere con uno 0-10 di parziale nell’ultimo paio di minuti di gioco, culminato nel tap-in di Bramos per l’86-87 finale. In classifica, la Reyer insegue ora l’Olimpia a 4 lunghezze di distanza (32 a 36).
Così De Raffaele in conferenza stampa nel post partita: “E’ una vittoria importante per tanti motivi diversi. Innanzitutto perché ottenuta contro Milano, la squadra più forte del campionato. Questa è una vittoria che ci da tanta autostima, essendo stati competitivi nonostante un’avvio molto difficile e titubante. Siamo stati bravi a girare l’inerzia del match, anche alternando molto le difese e andando a colpire quelli che pensavamo fossero i punti deboli dei nostri avversari“.
“Abbiamo giocato una partita strutturata. In attacco mi piace sottolineare i 21 assist fatti, chiaro segno della volontà dei miei ragazzi di passarsi il pallone, come spesso accade, e aver giocato con 8 palle perse” – aggiunge l’head coach di Venezia – “Anche alla fine, quando Milano ha provato lo strappo decisivo, siamo stati bravi a non disunirci e a crederci sempre. Abbiamo schierato Daye da cinque, e lui ci ha ripagato con una partita consistente“.
“Ripeto, nonostante non ci consideriamo più forti di Milano, abbiamo giocato l’incontro che volevamo, bello e solido, e che dopo l’eliminazione dalla coppa cercavamo, per dimostrare che ogni tanto si può sbagliare una partita. La squadra, pur attraversando momenti difficili e contro un avversario così forte, non si è mai disunita. E ciò rientra nel nostro dna, almeno da quando ci sono io. Siamo contenti e torniamo a casa con una bella sensazione“, conclude De Raffaele.
Il big match della 22.esima di Serie A tra le prime due della classe, Olimpia Milano e Reyer Venezia, si è conclusa con una rocambolesca vittoria dei Lagunari di coach De Raffaele. Gli ospiti sono riusciti a reggere all’inizio a mille all’ora dei padroni di casa, a lungo comodamente in doppia cifra di vantaggio (max vantaggio Olimpia +17), trovando poi il primo vantaggio ad inizio ripresa (47-48). Si prosegue a lungo punto a punto, fino al tentativo di fuga dell’Olimpia con Nedovic sul 78-70, a poco più di 3′ dal termine. Ancora Nedovic firma il 2/2 ai liberi per il +9 che sembra chiudere i conti (86-77); ma la Reyer imbastisce una gran rimonta, con un break di 0-10 concluso dal tap-in di Bramos a correggere il layup sbagliato da Daye, che vale la vittoria per 86-87.
Una sconfitta, questa, che vede il margine di Milano su Venezia calare a 4 punti (36 a 32). A fine partita, coach Pianigiani esprime così tutta la sua delusione: “E’ stata una partita strana, da valutare all’interno del momento. Eravamo partiti bene, passandoci la palla; poi abbiamo commesso il primo errore, quello di farli rientrare troppo facilmente mentre avremmo dovuto tenere di più il margine, per poi gestirlo meglio. Siamo andati sotto nel terzo quarto e, nonostante questo, siamo anche riusciti a vincere la partita una seconda volta sul +9“.
“Lì la successione di errori è stata a mio parere irripetibile” – continua Pianigiani – “Da due triple prese nonostante stessimo cambiano in difesa, proprio per evitare i canestri da tre, due tiri liberi sbagliati, uno sfondamento in attacco fino all’ultima rimessa. Non ho chiamato time-out perché sappiamo cosa fare, avevamo i migliori tiratori di liberi in campo e non volevo che loro preparassero la difesa. L’opzione del passaggio lungo in certe circostanze è percorribile, ma in ogni caso preferisco succeda se non è disponibile il passaggio alle guardie, non come prima scelta. Ma non devo dire nulla né parlarne, perché sappiamo cosa abbiamo fatto e in un arco di impegni come questo non c’è molto da aggiungere“.
“Ovviamente data la serie di gare giocate e da giocare ho cercato di limitare il minutaggio di qualche giocatore spremuto tanto, cercando di non sovraccaricare Brooks e Tarczewski o di non chiedere a James di fare troppo” – conclude Pianigiani – “Era un rischio calcolato, infatti era andata abbastanza bene, tanto che senza di lui siamo tornati avanti di nove e la partita era vinta. Ovviamente dobbiamo essere in grado di vincere anche tenendolo a 22 minuti e facendone altrettanti con gli altri. Ma, ripeto, la gara era vinta e la sequenza di cose sbagliate nel finale non è normale. Per cui la prendo come tale“.
Attraverso il proprio sito ufficiale, la Fortitudo Agrigento ha comunicato che l’intervento a cui si è sottoposto Giacomo Zilli nelle scorse ore, è andato per il meglio. Il lungo della squadra siciliana, ha rilasciato le prime dichiarazioni dopo l’operazione.
“La Fortitudo Agrigento comunica che l’intervento chirurgico al quale si è sottoposto Giacomo Zilli, è andato a buon fine. L’intervento è stato eseguito dal dottor Di Benedetto.
Ecco le parole di Giacomo Zilli: “L’intervento chirurgico è andato bene e sono davvero felice di questo. Tra qualche giorno inizierò un percorso riabilitativo, devo avere molto pazienza. Il campo? Ovviamente mi manca tantissimo. Vedere le partite lontano dal parquet non è facile, ma non devo bruciare le tappe. Ringrazio, chi, in questi giorni, anche con un semplice messaggio, ha avuto un pensiero per me. Colgo l’occasione per salutare con affetto i tifosi della Fortitudo Agrigento, ringrazio anche l’ospedale di Udine ed il dottor Di Benedetto. Ci vediamo presto al PalaMoncada”.