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Ettore Messina: "Il razzismo è uno dei problemi più gravi degli Stati Uniti"

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 04 Giugno 2020
Creato: 04 Giugno 2020
Visite: 475

Le proteste che da giorni incendiano gli Stati Uniti, in seguito alla brutale uccisione del 46enne di colore George Floyd da parte di un poliziotto a Minneapolis, sono ormai l’argomento principale di discussione nel mondo, come e più, probabilmente, della pandemia da COVID-19.

Ettore Messina, attuale coach dell’Olimpia Milano e negli States prima come consulente ai Los Angeles Lakers (2011-12) poi come assistant coach di Gregg Popovich ai San Antonio Spurs (2014-19), ha parlato di questa situazione in una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport.

“Il razzismo è uno dei problemi più gravi degli Stati Uniti, ed è difficilmente risolvibile” – spiega – “Il solo essere di colore ti espone a rischi molto maggiori rispetto alla popolazione bianca. Ad esempio, la percentuale di essere fermati dalla polizia ed avere problemi per una persona di colore è quattro volte maggiore“.

“Questi sono problemi che non trovano una facile soluzione, soprattutto se il presidente degli Stati Uniti per prima cosa minaccia l’uso delle armi per reprimere eventuali rivolte” – aggiunge Messina – “Non è assolutamente facile immaginare un leader di un paese democratico che, anziché placare gli animi, non fa altro che gettare benzina sul fuoco. Questo dice tutto sul livello di tensione attualmente esistente negli Stati Uniti“.

Nell’intervista Messina tocca anche altri temi, a partire dal neo acquisto Davide Moretti: “Disputando noi l’EuroLeague non è pensabile avere una squadra di impronta marcatamente italiana, anche perché di giovani pronti per questo livello ancora non ce ne sono. D’altro canto, però, abbiamo il dovere di seguire i più interessanti. Moretti potrà aiutarci soprattutto in campionato, mentre quale sarà il suo contributo in EuroLeague è difficile da prevedere“.

A proposito di Serie A: “Credo che da parte delle squadre più in difficoltà si stia dimostrando un grande senso di responsabilità e serietà, per evitare di dover trovare soluzioni più drastiche tra 5 o 6 mesi” – sottolinea Messina – “Il fatto che alcuni ammettano di pensare di ricollocarsi in Serie A2 a causa delle difficoltà nel reperire risorse esprime tanta dignità. Tutti vorremmo aiutare queste realtà e lo si sta facendo anche a livello di Governo“.

Aquila Basket Trento, Longhi: "Gentile? Difficile che possa restare. Ha altre ambizioni"

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 26 Maggio 2020
Creato: 26 Maggio 2020
Visite: 479

Il presidente dell’Aquila Basket Trento, Luigi Longhi, è stato raggiunto ieri da All-Around.net, parlando in particolare del futuro di Alessandro Gentile. Secondo il presidente della compagine trentina sarà dura trattenere il nativo di Maddaloni.

“Sinceramente non penso che Alessandro rimanga con noi a Trento, è molto difficile che accada” – ha spiegato Longhi – “Lui ha con tutta probabilità altre ambizioni, tutto dipenderà dalla sua volontà. Credo proprio che lui, a Trento, si sia trovato molto bene, così come noi ci siamo trovati bene con lui“.

“Alessandro è stato un vero esempio per i più giovani, inserendosi perfettamente nel contesto della squadra. E non lo dico così per dire, lo dico perché credo veramente in quello che sto dicendo; in caso contrario non avrei detto nulla in proposito“, ha aggiunto Longhi.

Faenza, ufficiale: Alberto Serra è il nuovo allenatore

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 26 Maggio 2020
Creato: 26 Maggio 2020
Visite: 532

Un Professore alla guida della Rekico. Alberto Serra è il nuovo allenatore dei Raggisolaris, pronto e motivato a guidare la squadra nella stagione 2020/21, la sesta dei faentini in serie B. Tecnico giovane e molto preparato, Serra si è diviso in questi anni tra la scuola (è professore di matematica al liceo scientifico di Forlì) e il campo, dove è stato per cinque stagioni il vice allenatore nella Pallacanestro 2.015 Forlì in serie B e in A2. Nella prossima annata sportiva ritornerà dunque a vestire i panni di primo allenatore, abbandonati nel 2015 dopo nove stagioni alla guida del Gaetano Scirea Bertinoro in serie C Gold, società in cui ha anche giocato.

Nato a Forlì il 15 ottobre 1972, Serra si mette subito in luce come giocatore vincendo molti campionati, tra i quali spiccano quello di B2 con la Libertas Forlì (era in squadra con Corrado Fumagalli) e quello di C con la Piero Manetti Ravenna (l’attuale OraSì di A2). Serra era una guardia con ottime qualità tecniche e ricopriva tutti i ruoli sul perimetro.

La sua avventura da allenatore inizia nel 2006 al Gaetano Scirea Bertinoro, portato dalla C2 alla finale play off di serie C Gold (stagione 2014/15), cavalcata che gli vale nel 2015 la chiamata della neonata Pallacanestro 2.015 Forlì come vice di Garelli: Forlì vince Coppa Italia e campionato nel 2015/16 diventando poi una delle realtà di punta dell’A2. Dopo cinque anni decide di ritornare a guidare una squadra sposando il progetto dei Raggisolaris.

“Ringrazio i Raggisolaris per avermi dato questa grande opportunità – spiega Serra -, la migliore che mi potesse capitare per far conciliare la pallacanestro con la famiglia e il mio lavoro. Sto per vivere un momento fondamentale per la mia carriera e darò il massimo per sfruttarlo al meglio ripagando la fiducia che la dirigenza mi ha mostrato. Un ulteriore stimolo sarà lavorare in una piazza che vive da sempre di pallacanestro come dimostra anche il tifo del PalaCattani. Ricordo ancora la squadra che salì in B1 ad inizio anni Novanta, ma ho sempre seguito anche i Raggisolaris, società che negli anni ha ottenuto ottimi risultati arrivando fino alla serie B, crescendo stagione dopo stagione”.

Cosa ti ha spinto a voler ritornare capo allenatore?
“Ho sempre vissuto il ruolo di vice come una parentesi e aspettavo l’occasione giusta per poter essere di nuovo primo allenatore. A Faenza avrò la possibilità di mettermi in gioco in un campionato difficile come la serie B. Rigrazio la Pallacanestro 2.015 per avermi dato l’opportunità di crescere tantissimo in questi anni al fianco di tecnici di grande livello, facendomi arrivare pronto a questa nuova avventura. Mi piace pensare che a Bertinoro ho fatto le elementari, le medie e il liceo, a Forlì l’università e i master e ora dopo aver studiato tanto sono pronto a mettere in pratica nei Raggisolaris tutto quello che ho imparato”.

Quale tipo di pallacanestro proponi?
“Mi piace giocare in maniera intensa e aggressiva in entrambe le metà del campo, qualità che dovremo però utilizzare con intelligenza durante le partite e gli allenamenti. Il mio obiettivo è di far entrare in campo i giocatori con la mente libera da pensieri, perché soltanto in questo modo potranno dare il massimo senza mai arrendersi. Preferisco un giocatore che sbaglia ma è propositivo, piuttosto che uno che non è mai parte integrante del gioco. Con questo atteggiamento si possono costruire buone stagioni”.

Il commento del General Manager Andrea Baccarini

“È stata una scelta dettata dall’entusiasmo che Serra ci ha trasmesso sin dalla prima volta che lo abbiamo incontrato – sottolinea il dirigente -. Alberto lo conosco da vent’anni ed è un tecnico giovane e motivato che ha voglia di dimostrare quello che ha imparato in questi anni a Forlì, lavorando con allenatori molto preparati. È l’ultimo reduce dalla prima stagione della Pallacanestro 2.015 e ora ha l’opportunità di far vedere sul campo le sue qualità. Ha tanta fame e stimoli per portare risultati anche a Faenza, realtà che conosce molto bene. Direi che questo connubio è iniziato nel migliore dei modi.

Con Serra iniziamo un percorso nuovo, ma manteniamo gli obiettivi vecchi: vogliamo entusiasmare i tifosi e puntare sui giovani che vogliono mettersi in mostra e ambire a campionati superiori. Stiamo lavorando per la prossima stagione e speriamo si possa riprendere con gli allenamenti da settembre e a giocare da ottobre con il pubblico sugli spalti. Sarebbe la maniera migliore per ripartire dopo un periodo così difficile”.

Fonte: ufficio stampa Rekico Raggisolaris Faenza

Virtus Bologna, Baraldi: "Scontato che l'EuroLeague confermasse le 18 partecipanti"

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 26 Maggio 2020
Creato: 26 Maggio 2020
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Nella giornata di ieri, il board dell’ECA ha alzato bandiera bianca dinanzi alla pandemia da COVID-19, annunciando la sospensione definitiva della stagione 2019/20 per le due più importanti competizioni europee per club, l’EuroLeague e l’EuroCup. Una decisione che chiude definitivamente l’annata anche di Olimpia Milano, Virtus Bologna e Reyer Venezia che, dopo lo stop definitivo del campionato, deciso dalla Fip lo scorso 7 aprile, erano appunto in attesa della mossa dell’ECA.

A proposito di Virtus Bologna, l’AD Luca Baraldi, raggiunto da La Repubblica, ha commentato la scelta dei vertici della pallacanestro europea. “Nessuna sorpresa. Due mesi fa predissi che sarebbe finita così e penso sia pure giusto e corretto” – spiega – “In Europa non si poteva giocare, essendo troppo diversi da paese a paese i livelli della pandemia. E’ stato giusto aspettare ed è stato giusto decidere così“.

Baraldi non lesina una frecciata ai vertici nazionali: “Perfetta, l’Eurolega. Mica come in Italia…  Fip e Lega, qui da noi, si sono fatti prendere da un’incomprensibile fretta. Avessimo aspettato il 16 maggio per decidere, come ci si era accordati, oggi forse saremmo alla vigilia del ritorno in campo, come la Germania o la Spagna. Isolandosi in Sicilia o in Sardegna, con le formule adeguate, questo campionato si poteva finire. Peccato, alla Virtus lo ricorderemo come un anno maledetto“.

Baraldi conferma che la società felsinea ha avanzato richiesta di partecipazione alla prossima EuroLeague, nel caso qualcuna delle 18 decidesse di tirarsi indietro. “Sinceramente, la conferma delle 18 squadre partecipanti all’EuroLeague 2019/20 era cosa scontata” – commenta l’AD della Virtus – “Il punto adesso è capire se tutte vorranno partecipare alla prossima edizione. Se lo faranno, non avremo alcuna possibilità. In caso contrario, l’istanza di partecipazione l’abbiamo inviata 10 giorni fa“.

“Detto ciò, le nostre strategie muteranno” – conclude Baraldi – “Dallo stop deriveranno meno introiti, meno investimenti, un budget rivisto. Il nucleo della squadra c’è, anche se con l’EuroLeague avremmo proceduto diversamente. Poi, a sentire certe cifre in giro, qualche giocatore non l’ha mica ancora capito che è cambiato il mondo“.

Olimpia Milano, Nedovic: "Non ho ancora parlato con la società del mio futuro"

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Scritto da Luigi
Pubblicato: 26 Maggio 2020
Creato: 26 Maggio 2020
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Stando ai rumors delle ultime ore, l’avventura di Nemanja Nedovic in casa Olimpia Milano potrebbe essere agli sgoccioli. Il serbo classe 1991, arrivato in Lombardia nell’estate 2018, vedrà scadere il proprio contratto il prossimo 30 giugno e, come da lui stesso sottolineato in un’intervista con il portale serbo sportklub.rs, non ha ancora parlato con la società meneghina.

“Il mio contratto scade il 30 giugno e, al momento, non ho ancora parlato con nessuno” – spiega Nedovic – “Quando sarà il momento ci siederemo e vedremo se continuare assieme oppure separarci. Sinceramente vorrei giocare più di 15 minuti di media in EuroLeague ma, se le cose dovessero cambiare, perché no?“.

L’ex tra le altre di Stella Rossa, Valencia, Malaga e Golden State Warriors in NBA sottolinea l’incertezza creata dalla pandemia: “Al momento non si sa ancora nulla e ci aspettiamo grandi mutamenti nel basket europeo. I budget, ad esempio, saranno molto più bassi nella prossima stagione. Quel che posso dire è che non ho parlato con il mio agente di alcuna opzione per il 2020/21“.

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