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Chicago – Los Angeles Lakers 109-117
Chicago: Salmons 30. Tyrus Thomas 16 rimbalzi. Gordon 6 assists.
Los Angeles: Bryant 28. Gasol 10 rimbalzi. Bryant 7 assists.
Partita dai due volti allo United Center, con i padroni di casa che volano sul + 14 nel primo tempo, ma subiscono la rimonta gialloviola nella ripresa, chiusa sul 69-47 per gli ospiti.
Oltre al solito Bryant da segnalare Gasol, che ai 10 rimbalzi aggiunge 23 punti, Ariza (18) e Odom (16). Ai Bulls, che mantengono comunque l’ottavo posto ad Est, non bastano uno straordinario Salmons, i 25 di Rose e la doppia-doppia di Tyrus Thomas (15 e 16). Sono troppe, infatti, le ventitré palle perse.
Charlotte – Indiana 83-108
Charlotte: Diaw 15. Okafor 9 rimbalzi. Wallace e Felton 5 assists.
Indiana: Jack 31. Jack 6 rimbalzi. Ford 6 assists.
Charlotte mette insieme una delle sue peggiori prestazioni stagionali proprio nella gara che avrebbe potuto riportarla in zona playoff. I Bobcats pagano un pessimo terzo periodo, in cui realizzano la miseria di nove punti tirando con 3/19 dal campo. Oltre a Diaw solo Juwan Howard (10) riesce a raggiungere la doppia cifra. La vittoria dei Pacers, invece, è firmata da un infallibile Jack (13/14 al tiro), ben coadiuvato da Granger (21), Rush (15) e Murphy (14).
Milwaukee – Portland 84-96
Milwaukee: Villanueva 26. Villanueva 9 rimbalzi. Sessions 7 assists.
Portland: Roy 30. Przybilla 14 rimbalzi. Roy 7 assists.
Vittoria in rimonta per Portland, che rimonta dal – 9 del primo quarto grazie, oltre al solito immenso Roy, a una migliore difesa e alle sei bombe mandate a segno nella ripresa da Blake (21). Ai Bucks non basta l’ottima prova di Villanueva. Per il resto si salva solo Jefferson (16). Bogans e Sessions chiudono a quota 10. Milwaukee resta a una gara e mezzo di distanza dall’ottavo posto di Chicago.
Cleveland – Atlanta 102-96
Cleveland: Williams 24. Varejao e Jackson 8 rimbalzi. Williams 7 assists.
Atlanta: Johnson 24. Horford 11 rimbalzi. Horford 6 assists.
Cleveland ottiene la sua trentaduesima vittoria interna della stagione in maniera più netta di quanto dica il punteggio finale. I Cavs, infatti, scappano sul + 24 all’inizio del secondo periodo, provocando la frustrazione di coach Woodson, che viene espulso. Per una sera il miglior realizzatore dei Cavs non è James (22, 7 rimbalzi, 5 assists e 3 recuperi), bensì Williams. Ilgauskas mette insieme 16 punti e supera quota diecimila in carriera. Agli Hawks non bastano Johnson e i 22 di Murray.
Memphis – Boston 87-105
Memphis: Warrick 20. Buckner 7 rimbalzi. Gay e Conley 3 assists.
Boston: Davis 24. Rondo 7 rimbalzi. Rondo 10 assists.
Boston si gode il career-high di Davis ed espugna facilmente Memphis, in una gara equilibrate solo nella prima parte. I campioni in carica, che mantengono una gara di vantaggio su Orlando per il secondo posto ad Est, possono permettersi il lusso di avere un Pierce da soli 6 punti. In compenso bene Allen (20) e House (15). Per Garnett 10 punti in diciassette minuti. Ai Grizzlies non bastano quattro uomini in doppia cifra.
Orlando – New York 110-103
Orlando: Lewis 27. Gortat 8 rimbalzi. Turkoglu 9 assists.
New York: Richardson 33. Chandler 12 rimbalzi. Chandler, Harrington, Jeffries e Robinson 3 assists.
Orlando continua l’inseguimento al secondo posto della Eastern sconfiggendo i Knicks in una gara insidiosa. Dopo aver toccato il + 15 nel terzo periodo, infatti, i padroni di casa devono rinunciare ad Howard (15 e 7 rimbalzi) per problemi di falli. NY ne approfitta e si riporta sul – 2 grazie a Robinson (27), ma una tripla di Turkoglu (20, 7 rimbalzi e 9 assists) a un minuto e mezzo dal termine decide la contesa.
Phoenix – Washington 128-96
Phoenix: Richardson 35. Swift 12 rimbalzi. Dudley 6 assists.
Washington: Jamison 25. Blatche 9 rimbalzi. Songaila 3 assists.
Phoenix mantiene vive le speranze di playoff asfaltando Washington e portando a tre gare e mezzo di distanza da Dallas. Serata importante per O’Neal, che grazie ai 13 punti realizzati diventa il quinto marcatore della storia NBA, portandosi a quota 27.411 e scavalcando Moses Malone. Tra i Suns bene anche Nash (17) e Swift (10 e 12). Tra i capitolini bene, oltre a Jamison, anche McGee (16) e Blatche (14 e 9 rimbalzi).
da Basketnet.it
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Qualche mese fa l'entourage di Ricky Rubio aveva lasciato intendere che il ragazzo non avrebbe partecipato al Draft NBA 2009. Ma il giovane play spagnolo sembra aver cambiato idea, perchè fonti vicine al giovane confermerebbero il suo desiderio di candidarsi per il prossimo Draft.
Rubio è eleggibile perchè compirà 19 anni ad ottobre. Tutt'ora è dato per certo entro le prime cinque scelte tra gli addetti ai lavori. Il problema più grosso consiste nel corposo buy-out con il quale è stato praticamente blindato da Badalona fino al 2011: circa sei milioni di euro per un contratto che chiama solo 160,000 euro annui. Il suo agente Dan Fegan (Marion, Richardson, Alston) sta già lavorando per ridurre il buy-out di almeno un paio di milioni di euro. La squadra che lo sceglierebbe potrà contribuire per regolamento solo di 500,000 dollari.
Vittorio Festa
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Il timore per il bisturi esternato al professor Maurizio Fornari, lo stesso che ha operato la schiena di Alessandro Nesta. Sono giorni di dubbi per Danilo Gallinari, in breve vacanza italiana autorizzata dai New York Knicks. L'entusiasmo del fratellino Federico e le cure di mamma Marilisa, in cascina a Graffignana, curano solo in parte i dolori di articolazioni e anima.
Gallinari, come sta?«Così così. La mia schiena è migliorata fino a gennaio, ora siamo arrivati al punto in cui non va ne avanti ne indietro. Con i Knicks ci siamo detti che è meglio trovare una soluzione permanente».Qual è i! problema?«Il canale del nervo sciatico sinistro, più stretto di quello destro dalla nascita. Ho risolto quelli di stabilità della colonna vertebrale e di postura, col nuovo preparatore, e ridotto la protrusione discale con la fisioterapia. Vedrò ancora uno specialista, poi tornerò a New York».Si farà operare?«Difficile decidere. Ho ancora vent'anni, sto completando lo sviluppo, magari il mio corpo si adatta e impara a gestire. Per otto mesi ho fatto di tutto per evitare di andare sotto i ferri: ma non sarà un problema se avrò la certezza che dopo tornerò al 100 per cento».Rischia la carriera?«No. Prima o poi passerà. Si tratta solo di vedere quando».Quando tornerà a giocare?«Ne parlerò con Mike (D'Antoni, il coach, ridr). Anche se non tantissime, abbiamo ancora qualche chance di andare ai playoff. Io ci spero, e se mi chiedono di stringere i denti ci sono».In caso contrario, è l'ora del bilancio di un anno.«Positivo sicuramente. È vero, chi mi ha visto giocare a Milano sa di cosa sono capace, il pubblico di New York non ancora. Ma Mike è tranquillo, mi aspetta».Soddisfatto anche delle serate in cui non le passano la palla neanche per sbaglio, il famoso schema "Palo aito" in cui il palo è ele?«Sì (ride, ndr),è una delle cose che miglioreranno al secondo anno. Tutti i miei inizi, in carriera, hanno avuto qualche problema: il piede a Pavia che ha condizionato l'awio a Milano, l'infortunio in Nazionale. Sono problemi di crescita, fisica e tecnica: mi fossi conosciuto meglio prima, starei meglio adesso».Intanto ha fatto cambiare la canzone che l'accompagna su! parquet.«Da That's amorea Tanto (3) di Jovanotti e Applausi per Fibra. Un segno di stima, se vogliamo. L'America comincio a conoscerla meglio, Times Square continua a darmi i brividi come la prima volta in campo al Madison. Sfato un falso mito: si mangia bene ovunque, mentre è vero che i loro tabloid sono scarsissimi, non mi hanno mai beccato in dolce compagnia... Tornando seri, lì la crisi si tocca con mano. Anche noi del Nba, che infatti cominciamo a parlare di serrata comel anni fa».Visti da vicinissmo: Kobe o Le-Bron?«Kobe Bryant, stile unico: lo pensavo qui in Italia, lo penso ora che l'ho visto dal vivo».Chi ha rivisto qui a Milano? Vecchi amici? Non certo gli ex compagni, visto che è rimasto solo Katelynas.«Solo dottori e famiglia, anche se il cellulare non sta mai zitto. L'Armani? La seguo, vive il suo periodo dipassaggio: l'ambiente e io per primo ci aspettavamo qualcosainpiùmaimiracolinon arrivano subito. E comunque:sono arrivati in Top 16 di Eurole-ga e sono quinti in campionato, come noi alla fine dello scorso anno. E possono migliorare».
fonte Massimo Pisa - Repubblica edizione Milano
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