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Montegranaro fa le scarpe all’Armani! Sigma 77-AJ 72

Luigi 16 Gennaio 2010

Settima affermazione per la Sigma Coatings che nell’anticipo di mezzogiorno della quattordicesima giornata riesce ad imporsi sull’Armani Jeans Milano. La formazione gialloblu compie così un ulteriore passo verso la salvezza, vero obiettivo stagionale, e può continuare a sperare in un accesso alle final-eight di Coppa Italia.

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Il “derby” va al Basket Trapani

Luigi 16 Gennaio 2010

L’attesa era tutta per il ritorno del “figliol” prodigo, seppure da avversario, Davide Virgilio, ma anche per “assistere” alla prima vittoria al Palailio del Basket Trapani, dopo l’inatteso stop di quindici giorni prima con Siena. Alla fine la spuntano i granata di Benedetto, che continuano a restare attaccati alla zona play-offs, dopo una gara a tratti vibrante e con continui capovolgimenti di fronte.

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Imola - Udine, le opinioni degli allenatori

Luigi 16 Gennaio 2010

Vittoria all’ultimo respiro per l’Aget che grazie a un canestro di Vaden allo scadere, ha la meglio su una comunque ottima Snaidero

Esausto e ovviamente deluso per gli ennesimi due punti persi è Demis Cavina:” Un’altra sconfitta difficile da digerire, se non altro perché questa volta penso che avevamo buone chance, visto che avevamo avuto un buon impatto sulla partita distribuendo bene i tiri.

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La legge del Palamaggiò non risparmia Ferrara

Luigi 16 Gennaio 2010

Non è la nona di Beethoven, non è la vittoria che completa l’otto volante, ma con quella contro Ferrara, la formazione di coach Pino Sacripanti pone le basi per una delle più lunghe strisce di vittorie interne degli ultimi anni. Un bel modo per mandare a riposo per due settimane la struttura di Pezza delle Noci che riaprirà i battenti dopo la trasferta nella capitale alla corte della Lottomatica e quella in terra piemontese contro l’Angelico di Biella.

 

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Siena stritola Cantù

Luigi 16 Gennaio 2010

Cucciago- Siena è un’anaconda che ti prende all’improvviso, ti trascina sul fondo fangoso ben stretto fra le sue spire e lentamente, costantemente, ti stringe nella sua morsa, la vittima si dibatte e lotta per sopravvivere sino a rimanere soffocata, per poi spezzare le ossa della preda e divorarla in un sol boccone.

 

 



E la NGC Cantù ha fatto la fine del facocero, ha lottato con coraggio sostenendosi nel primo tempo con la stessa arma, la difesa, e mettendo in difficoltà i campioni d’Italia stando attaccata al Montepaschi reagendo anche ad un primo tentativo di fuga (19-30) e chiudendo il primo tempo su un decoroso 27-32.



Poi nella ripresa l’ossigeno è mancato nel cervello e nei muscoli dei brianzoli, Siena ha piazzato un parziale di 20-4 in sette minuti e Cantù l’ha data su finendo con un lunghissimo garbage time il secondo tempo sino all’umiliante +31 finale, ma il Montepaschi non è una grande della stessa risma di quelle del passato, pensiamo alla Milano di Peterson, che non umiliavano le avversarie pensando a dosare le proprie energie, il gap è talmente ampio che i toscani possono permettersi di spingere per 40 minuti filati e di non temere “vendette” future. Loro ti stritolano, senza pietà, ma almeno lo fanno sempre con la stessa faccia senza scadere in giochetti umilianti per gli sconfitti portandone rispetto.



Siena è talmente forte che si può permettere di avere diversi protagonisti: se è Sato (14+8) ad essere il migliore finché la gara è equilibrata, sono poi Domercant (10, 5-6) e McIntyre (11) a dare la spallata decisiva nella ripresa per poi dare il ruolo di protagonista a Lavrinovic (20+6) nel garbage time.



Cantù ha avuto un buon apporto dal vecio alpino Mian (11 in 12’) qualcosa da Leunen (10), Markoishvili, Lydeka e Ortner (9 a testa) ma ha un grave problema in regia dove Green è stato pessimo, incapace di portare palla contro il pressing senese, tanto che spesso Trinchieri gli ha preferito Markoishvili da play e lo ha spostato a fare la guardia ed in affanno in difesa dove sia McIntyre che Zisis lo hanno fatto a fettine, considerato che il cambio designato Giovacchini è inaccettabile a certi livelli ci si chiede se non sia il caso di tornare sul mercato e prendere un play Usa in grado di dare un apporto importante che evidentemente Jerry Green stenta a dare.



L’altro problema è che Mazzarino (0 punti, 0-6 al tiro), strepitoso sin qui, pare in un momento in cui necessita di rifiatare, dopo la prestazione mediocre di Varese anche oggi è apparso in difficoltà e l’arrivo di Micov, atleta dai buoni fondamentali, darà al capitano il tempo di ritrovare energie.



Risultato finale: 56-87



Il peggiore: abbiamo detto nella cronaca che il rendimento di Jerry Green merita un approfondimento.



Il migliore: fin a quando la partita era equilibrata Romain Sato era il go to guy di Siena



Le pagelle:

Cantù: Green 4 Ortner 5 Markoishvili 5.5 Leunen 5.5 Giovacchini 5 Mazzarino 4 Mian 6.5 Lydeka 5.5 Micov 5.5 Trinchieri 5.5

Siena: Domercant 7 McIntyre 6.5 Zisis 6.5 Eze 6 Carraretto 6 Sato 7 Lavrinovic 7 Ress 6 Hawkins 5 Stonerook 6 Pianigiani 7

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Cucciago- Siena è un’anaconda che ti prende all’improvviso, ti trascina sul fondo fangoso ben stretto fra le sue spire e lentamente, costantemente, ti stringe nella sua morsa, la vittima si dibatte e lotta per sopravvivere sino a rimanere soffocata, per poi spezzare le ossa della preda e divorarla in un sol boccone.

 

 



E la NGC Cantù ha fatto la fine del facocero, ha lottato con coraggio sostenendosi nel primo tempo con la stessa arma, la difesa, e mettendo in difficoltà i campioni d’Italia stando attaccata al Montepaschi reagendo anche ad un primo tentativo di fuga (19-30) e chiudendo il primo tempo su un decoroso 27-32.



Poi nella ripresa l’ossigeno è mancato nel cervello e nei muscoli dei brianzoli, Siena ha piazzato un parziale di 20-4 in sette minuti e Cantù l’ha data su finendo con un lunghissimo garbage time il secondo tempo sino all’umiliante +31 finale, ma il Montepaschi non è una grande della stessa risma di quelle del passato, pensiamo alla Milano di Peterson, che non umiliavano le avversarie pensando a dosare le proprie energie, il gap è talmente ampio che i toscani possono permettersi di spingere per 40 minuti filati e di non temere “vendette” future. Loro ti stritolano, senza pietà, ma almeno lo fanno sempre con la stessa faccia senza scadere in giochetti umilianti per gli sconfitti portandone rispetto.



Siena è talmente forte che si può permettere di avere diversi protagonisti: se è Sato (14+8) ad essere il migliore finché la gara è equilibrata, sono poi Domercant (10, 5-6) e McIntyre (11) a dare la spallata decisiva nella ripresa per poi dare il ruolo di protagonista a Lavrinovic (20+6) nel garbage time.



Cantù ha avuto un buon apporto dal vecio alpino Mian (11 in 12’) qualcosa da Leunen (10), Markoishvili, Lydeka e Ortner (9 a testa) ma ha un grave problema in regia dove Green è stato pessimo, incapace di portare palla contro il pressing senese, tanto che spesso Trinchieri gli ha preferito Markoishvili da play e lo ha spostato a fare la guardia ed in affanno in difesa dove sia McIntyre che Zisis lo hanno fatto a fettine, considerato che il cambio designato Giovacchini è inaccettabile a certi livelli ci si chiede se non sia il caso di tornare sul mercato e prendere un play Usa in grado di dare un apporto importante che evidentemente Jerry Green stenta a dare.



L’altro problema è che Mazzarino (0 punti, 0-6 al tiro), strepitoso sin qui, pare in un momento in cui necessita di rifiatare, dopo la prestazione mediocre di Varese anche oggi è apparso in difficoltà e l’arrivo di Micov, atleta dai buoni fondamentali, darà al capitano il tempo di ritrovare energie.



Risultato finale: 56-87



Il peggiore: abbiamo detto nella cronaca che il rendimento di Jerry Green merita un approfondimento.



Il migliore: fin a quando la partita era equilibrata Romain Sato era il go to guy di Siena



Le pagelle:

Cantù: Green 4 Ortner 5 Markoishvili 5.5 Leunen 5.5 Giovacchini 5 Mazzarino 4 Mian 6.5 Lydeka 5.5 Micov 5.5 Trinchieri 5.5

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