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Un domino. I Crabs distruggono l’Aget in un derby sostanzialmente mai esistito, perché la difesa e il sistema di coach Caja hanno stritolato la formazione di casa, che arriva così al 6° ko consecutivo in casa e ora vede i play-off decisamente più lontani. Nessun giochino tattico in avvio, con marcature sostanzialmente a specchio, Whiting a inseguire Roderick, Vukcevic sulle orme di Prato e l’atteso duello dentro l’area fra Bruttini e Lollis. Rimini ha automatismi d’alta classifica e si invola subito sul 2-7 (5 Vukcevic), mentre Imola fatica davanti e come spesso le accade perde convinzione pure dietro.

Lasi si affida al salvagente zona e chiede per primo aiuto alla panchina, ma l’Aget in 6’ abbondanti segna un misero canestro dal campo e, specie a livello psicologico, l’Immobiliare porta tonnellate di inerzia dalla propria parte. Imola comincia a prendere a testate il muro difensivo riminese e almeno converte in liberi i falli spesi dai Crabs (3 per Tomassini), ma sono le triple di Ringstrom a riequilibrare il punteggio, con Whiting braccato alla grande da Roderick.

Apri la scatola. Il 2° quarto si apre con un 4-0 imolese, al quale risponde Lollis (8 punti al 12’) e così il tabellone recita 20-20, quando fa la sua apparizione nel derby Foiera, come sempre fischiatissimo dagli ultras di casa. E’ la zona comunque la vera arma della riscossa – Aget, che significa pure primo vantaggio imolese (24-20): inerzia girata? No, perché Rimini confeziona un 10-0, mettendo in partita Filloy e Piazza (2 recuperi difensivi), mentre le rotazioni danno poco a coach Lasi, con Moreno (3 falli in un amen) disastroso. L’Immobiliare, a furia di insistere, trova l’antidoto alla zona (tris di Vukcevic e Filloy) e Imola sembra di nuovo nuda davanti allo strapotere avversario (26-33 al 16’, break di 2-13). Alla sirena i numeri dicono +6 per Rimini, ma sul campo la differenza sembra ben maggiore.

 

Le magie di Caja. Caja riparte senza Roderick (3 falli) e grazie al suo sistema perfetto non ne sente l’assenza, anzi un parzialino di 5-0 spinge Rimini a +11 (35-46), con l’Aget totalmente spaesata e in preda al caso (davanti e dietro). Lasi prova ad abbassare il quintetto (Amici da 4) e dice grazie alle sportellate del solito encomiabile Bruttini (4 di fila) se non affonda con largo anticipo, ma Rimini ha il ritmo in mano, tiene la testa avanti (43-51 al 26’) e soprattutto disinnesca i temuti Whiting e Prato. Il pubblico di casa non si arrende e spinge i suoi alla rimonta, solo che Filloy è più forte di tutto e mette altri 4 punticini d’oro a spegnere le illusioni di un’Aget tanto coraggiosa quanto improduttiva. I puntini sulle i, poi, li stampa un Vukcevic immenso, da brividi per come infila in serie canestri da campione.

Piazza, potere ai piccoli. Gurini da 3 fa malissimo (53-60) e Imola, che ha visto un po’ di luce con un quintetto atipico (Ferrara, Amici e Moreno insieme), torna a chilometri di distanza dalla targa riminese. Sei punti sparati di Piazza suonano a sentenza del derby e nemmeno i problemi di falli di Roderick e Tomassini fermano i Crabs, che a 6’ dalla sirena devono gestire un rassicurante +10 (58-68). La storia del derby non cambia più, Imola ha capito che Rimini è di un altro pianeta e si arrende.

 

Rimini? Nessun traguardo le è precluso, pure quello massimo.

 

Inerzia riminese.