E' la settimana in cui i campionati lasciano spazio alle coppe nazionali.
In Italia si chiama Final Eight e la ospita Torino, da giovedì a domenica. Come in Spagna, dove si gioca per la "Copa del Rey". E a vedere la finale il Re va sul serio. L'anno scorso, a Bilbao, baschi e catalani fecero comunella per fischiare lui e l'inno nazionale nel quale non si riconoscono. Stavolta invece si gioca a Madrid e la problematica dovrebbe essere circoscritta. Madrid vuol dire soprattutto Real e Real vuol dire Ettore Messina. In casa, dunque. "Al palazzo posso andare a piedi. Ma sarà un fattore campo abbastanza finto. Qui non si vendono biglietti per la singola giornata, ma solo pacchetti per l'intero torneo. E' l'evento dell'anno, i tifosi arrivano in gran numero al seguito delle squadre che partecipano, senza tener conto dei chilometri. Pure se la crisi picchia duro e i pacchetti costano. Ma è un momento di aggregazione, la vera festa del basket spagnolo, la gente ci vuole essere".
In poche righe ha già tracciato un solco con l'Italia.
"In Spagna la Copa del Rey ha una grande importanza, vincerla nobilita la stagione. Da noi salva quella di chi poi non vince il campionato, se ha quell'obiettivo".
Il livello tecnico è certamente superiore: vi partecipano quattro squadre di Eurolega. E la quinta, Malaga, ne è rimasta fuori.
"Ci si aspetta la solita finale tra noi e Barcellona ma la verità è che questo è un torneo senza pronostico. Tutti
hanno la possibilità di fare la sorpresa, giocare la partita che non ti aspetti. Soprattutto nel primo turno, piuttosto che andando avanti".
In Spagna la rivelazione di quest'anno è Valladolid, terza.
"Entrando nella Final Eight mi ricorda la Napoli di Bucchi o l'Avellino di Boniciolli, che poi vinsero la Coppa Italia. Giocano bene, hanno americani buoni ed una durezza mentale rara per una squadra che non fa le coppe europee. Per dirla alla Peterson, Valencia che la trova nei quarti "ne avrà le mani piene".
In Italia lei ha vinto la Coppa per sette volte, pur con formule diverse. Quella a otto squadre ha una regola aurea per chi vuole alzare il trofeo?
"Per i giocatori è concentrarsi su una partita alla volta. Per gli allenatori è un po' diverso. Col mio staff studiamo l'avversaria dei quarti e le possibili due che potrebbero seguire in semifinale e finale. Cercando di estrapolare idee tattiche simili tra di loro. Così, parlandone già alla squadra per il quarto di finale, può tornare buono nei giorni successivi, quando il tempo per preparare la gara tatticamente è quello di una notte".
Sul vostro cammino il Gran Canaria (insidioso), poi una tra Valencia e proprio Valladolid. Ed in fondo al tunnel, probabile il Barcellona.
"Ho la tentazione di parlare di questo alla squadra. Affinché i troppi ricordi di sconfitte col Barcellona creino senso di rivalsa, avendo bene in mente come ci hanno messo in difficoltà. Non vorrei che l'ansia da prestazione, con poco tempo per sfogarla, renda tutto più difficile per una squadra giovane come la nostra".
A proposito: avete cinque giocatori importanti di età compresa tra i 23 e i 24 anni (Llull, Rodriguez, Suarez, Tomic e Velickovic). E appena aggiunto il 25enne di 2.20 Begic. Ma soprattutto c'è l'esplosione del 20enne Mirotic. Il progetto è bello, ma poi servono molti soldi per portarlo avanti. Altrimenti l'NBA rapina.
"Intanto il club s'è mosso bene, stipulando contratti di 2 o 3 anni ben protetti. Il giocatore più a rischio è Mirotic, che però è un ragazzo intelligente e sa che deve fare esperienza in Europa. Abbiamo un vantaggio: nel nostro spogliatoio c'è Sergio Rodriguez. Uno che è andato in NBA troppo presto e questo ne ha fermato la crescita tecnica, tattica e gli ha fatto pure perdere la Nazionale. Mirotic lo guarda, ci parla e gli basta per sapere ciò che rischia".
Il Real è primo in campionato come nel girone di Eurolega: è davvero più forte di quello dello scorso anno?
"Cerchiamo una nostra identità, vincere sì ma con un nostro stile di gioco. Recentemente un commentatore israeliano ha detto di aver visto in questo Real la stessa durezza mentale della mia Kinder o del CSKA. Un complimento bellissimo, per una squadra così giovane".
Ce la fate allora a battere il Barcellona?
"Oggi ancora non so, ma il tempo gioca a nostro favore. Poi sul futuro gioca il fattore Rudy Fernandez: perché se l'anno prossimo va a giocare con loro, il nostro teorico vantaggio è a rischio. Rudy è uno che sposta, soprattutto per chi non ce l'avrà".
In Italia, Messina, Siena dovrebbe ringraziare Milano: preso Peterson adesso vogliono tutti battere lui e l'Armani. E a differenza di quel che accade con Siena, pare ci si possa riuscire.
"Ora su Milano ci sono ancora più aspettative. Quando arriva un nuovo allenatore, il vecchio è quello che aveva tutte le colpe. Ed il vantaggio del nuovo è che è intoccabile. Peterson, oltre ad essere un nuovo allenatore, è un buon allenatore. Ma adesso tocca ai giocatori darsi una mossa. Nella transizione, le due sconfitte di Milano non mi hanno sorpreso".
Eppure Peterson ha sempre narrato di ottime settimane di allenamenti, anche troppo intense. Poi, da due domeniche, il flop. Perché?
"Il messaggio psicologico è sicuramente arrivato, perché in quanto a pressione da gestire e motivazioni tutti abbiamo cercato di prendere qualcosa da Peterson. Quello tecnico invece richiede più tempo. "Se alleni per telefono e vinci, sei un grande allenatore. Ma se vai in palestra tutti i giorni e perdi sei un pessimo allenatore". Questo me lo diceva l'avvocato Porelli".
Cantù, Avellino e Biella sono quelle che arrivano più cariche alla Final Eight. L'ultimo turno di campionato può essere un indicatore?
"Sono tutte molto pericolose. In questo momento Avellino non la vorrei trovare neanche in amichevole".
Un tuffo in Eurolega: avete battuto Siena in casa, ora il destino della Montepaschi è discretamente legato ad una vostra vittoria ad Istanbul.
"Confido che nella terna arbitrale vengano designati Minucci e Pianigiani".
Detta così non lascia molte speranze.
"Se mi è concessa la battuta, quest'anno le turche in Eurolega volano" (ndr. il main sponsor della competizione è la Turkish Airlines).
Il Real di "futbol" è a sette punti dal Barcellona. Quello di "baloncesto" primo a pari punti col Barca. Classifiche alla mano, all'applausometro Messina è davanti a Mourinho almeno in questo momento?
"Perennemente dietro. E vedrete che da Madrid non si muove".

