Il play Luca Vitali esalta Pillastrini ma avverte la Cimberio
Il popolo italiano, lo ribadiscono sovente gli storici, non ha memoria. Neppure nel basket... Se l’avesse non si stupirebbe, né esclamerebbe degli “oohh” di sorpresa, né sbatterebbe gli occhioni di fronte alle prestazioni di Luca Vitali, playmaker-guardia della Lottomatica Roma.
Gli appassionati di basket non ricordano che Vitali è pur sempre uno dei registi della Nazionale, oltre che uno dei talenti più puri espressi dal nostro movimento nell’ultima decade. Quindi, perché stupirsi?
«Me lo sono chiesto anch’io - commenta in tono tranquillo Vitali -. In particolare dopo la partita di Teramo, buona, ben giocata ma, suvvia, nei canoni della normalità. Evidentemente ci si stupisce perché si guarda con una lente distorta al mio recente passato in maglia Armani Jeans. Alcuni valutano negativamente la mia stagione meneghina, mentre io sono soddisfatto per quel che mi sono lasciato alle spalle. La Top 16 di Eurolega e la finale scudetto rappresentano risultati che rimarranno per la squadra e per il sottoscritto. Traguardi che mi rendono orgoglioso e danno spessore al concetto più importante della pallacanestro: il gioco di squadra».
Con la Lottomatica, dopo un avvio “triste”, avete lavorato molto proprio su questa flilosofia...
«Non a caso c’è stata una netta inversione di tendenza che ci ha permesso di uscire dalla crisi inanellando risultati positivi. Ovvio, siamo distanti dalla perfezione, ma il senso rimane: non c’è prestazione personale che superi il piacere di giocare insieme, migliorare e ottenere delle vittorie con i compagni di squadra. A Roma, in una società che ha dato fiducia a un gruppo di italiani, stiamo provando a costruire qualcosa e siamo arrivati a un discreto punto, ma il bello, e anche il difficile, devono ancora arrivare».
Domani sera ritroverà Pillastrini: uno che potrebbe parlare per ore di successi costruiti con la squadra.
«Il mio giudizio su ”Pilla” rischia di non essere obbiettivo, perché Stefano è come un padre per me, è la persona che apprezzo di più nel mondo della pallacanestro. Mi ha raccolto dalla strada in un momento difficile della mia carriera e ha creduto in me quando nessuno era più disposto a farlo. Il mio rapporto con lui, molto forte, valica quello tecnico e coinvolge a 360 gradi gli aspetti umani e affettivi. Ancora oggi, quando ho bisogno di aiuto, di consigli o, semplicemente, di un supporto, lo chiamo sapendo che troverò sempre disponibilità, apertura mentale, affetto».
La sua testimonianza ingrossa le file degli “Adepti di Pilla”...
«Una “fede” che Pillastrini merita perché i giocatori che lavorano con lui sanno che, oltre alle capacità tecniche e tattiche, con Stefano avranno sempre un rapporto diretto e sincero. Egli dice le cose in faccia, non sparla e non ti tradisce mai. Per queste ragioni, credo, è così apprezzato».
Torniamo al basket e alla Lottomatica che in tanti giudicano la vera, plausibile, anti-MPS. E non solo perché siete gli unici ad averla battuta.
«Si tratta di un’etichetta appiccicata addosso troppo in fretta. In realtà, un po’ per il nostro cattivo avvio di stagione, un po’ perché ci manca qualcosa sotto il profilo della continuità, oggi non vedo Roma nel ruolo di anti-Siena. Meglio pensare solo a lavorare, crescere e spingere per conquistare la finale scudetto. Allora, e solo allora, potremo pensare alla Virtus come a una seria rivale dei toscani».
Quanto peso ha Matteo Boniciolli nella vostra rinascita?
«Il coach ha avuto un impatto decisivo perchè, nel nostro progetto, ha messo tutto se stesso, con passione e competenza. Ha portato il suo carattere e la sue idee per sviluppare una pallacanestro aggressiva, equilibrata e giocata come un vero gruppo. I fatti gli stanno dando ragione».
E Vitali chi è? Uno che ha “già” 24 anni o “solo” 24 anni?
«Uno che, nonostante l’eta, ha tante esperienze alle spalle e ha commesso anche degli errori (vedi la conclusione precoce e amara del mio rapporto con l’Olimpia Milano). Uno che, da ragazzo, si vedeva come un ventiquattrenne già sposato e padre di un paio di figli. Evidentemente, aspettative e orizzonti cambiano in fretta. Tutto ciò per dire che ho ancora tantissimi progetti, di basket e di vita, da realizzare e tanti anni per poter vincere qualcosa di importante. Quindi, ho “solo” 24 anni».
Domani arriva la Cimberio dei suoi tanti amici: che succederà?
«Prima del match un abbraccio forte con Pilla, Jobey, Ron e Randy, poi una partita dura perché noi abbiamo fame ma Varese, che lotta per salvarsi, ne avrà più noi. Quindi, sarà battaglia vera ma - conclude Vitali - Roma non può fermarsi. Non adesso».

