L'agente dice che Sasha Vezenkov non aveva supporto da Kings

Ci sono storie NBA che non fanno rumore, ma che raccontano molto più di quanto sembri. La parabola di Sasha Vezenkov, MVP d’EuroLeague arrivato a Sacramento con l’etichetta del giocatore “pronto”, appartiene esattamente a questa categoria. La sua stagione 2023/24 — l’unica vissuta negli Stati Uniti — è stata un percorso in salita sin dal primo giorno. Non tanto per limiti tecnici, quanto per un contesto che non ha mai davvero creduto in lui. Lo conferma il suo agente, Nikos Lotsos, che ha parlato senza filtri: l’approdo in NBA è stato spinto più dalle aspettative esterne che da una reale convinzione del giocatore. E quando la motivazione non nasce da dentro, ogni difficoltà pesa il doppio.

 

Ma il punto centrale è un altro: Vezenkov non ha mai avuto il sostegno dell’uomo che più conta in una franchigia NBA, l’allenatore. Secondo Lotsos, “tutti lo volevano, tranne Mike Brown”. Una frase che, da sola, spiega l’intera stagione. Perché in NBA non basta essere un tiratore da 37.5% da tre, un giocatore intelligente, un interprete moderno del ruolo di forward. Serve fiducia, serve un ruolo, serve un progetto tecnico che ti includa. Vezenkov non ha avuto nulla di tutto questo.

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