Il lockout Nba miete vittime eccellenti. Vittime in senso metaforico, ovviamente. Se il campionato a stelle e strisce non dovesse partire (e al momento ci sono tutti i presupposti..) la delusione sarebbe enorme non solo per i milioni di appassionati diffusi nel globo, ma anche per l’uomo più influente del mondo libero:

il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama. “Sono addolorato per questo ritardo nell’inizio della stagione Nba. Mi auguro che il lockout finisca presto e che i ragazzi tornino in campo il prima possibile” -ha dichiarato il Presidente. E’ risaputo che la pallacanestro è lo sport preferito di Barack Obama, che appena può ne approfitta per organizzare una partita. Il Presidente non lesina l’impegno in questi incontri. La dimostrazione sono i dodici punti di sutura rimediati a un labbro in partita di basket giocata nella base militare di Fort McNair, a Washington, nel novembre del 2010. Obama è un grande tifoso dei Chicago Bulls, la franchigia della città dove si trasferì subito dopo la laurea, e nella quale iniziò la carriera politica (divenne nel 1996 Senatore dell’Illinois). Il Presidente, che ha nell’ala inglese Luol Deng il suo giocatore preferito, spera di poter rivedere presto all’opera il suo beniamino. L’appello di Obama arriva il giorno dopo l’ufficialità riguardante la cancellazione delle prime due settimane di regular season. Dopo il mancato accordo sulla questione del BRI (la spartizione dei ricavi), con le parti che non sono riuscite a scendere al di sotto del 50-50 proposto dalla fazione formata dalla Lega e dai proprietari e l’immobilismo dal minimo del 53% (come ultima frontiera dopo essere partiti dal 57%) dei giocatori, il conto dei giorni della serrata a stelle e strisce arriva a quota 102. Il caso del 1998 è ancora fresco nella memoria di tutti. La serrata voluta dai proprietari durò 192 giorni. Il campionato iniziò nel gennaio 1999, e la stagione fu ridotta da 82 a 50 partite. La cosiddetta stagione con l’asterico, come la definì Phil Jackson, l’allenatore più vincente della storia dell’Nba. La speranza è che possa quantomeno finire come tredici anni fa. Ma siamo molto più vicini al punto del non ritorno, che a una soluzione.

 

Vincenzo Di Guida

Leggi l'articolo qui: http://basketastellestrisce.wordpress.com/2011/10/12/nba-barack-obama-si-dice-addolorato-per-il-lockout/